venerdì 27 maggio 2016

Dietro le rispettabili apparenze: la narrativa di Harold R. Daniels

Per molto tempo, si è creduto che in Italiano, di Harold R. Daniels, fosse disponibile un solo libro, peraltro bellissimo: lo pubblicò il Giallo Mondadori, l'11 agosto 1968, con il numero 1019 ed il titolo Il rovescio della medaglia, che già introduceva il lettore nella vicenda, a differenza dell'originale (The House on Greenapple Road, uscito originariamente nel 1966) che non gli forniva il minimo indizio.

Il rovescio della medaglia, n° 1019 dei Gialli Mondadori

Ad Harold Robert Daniels, nato a Winchedon in Massachusetts il 3 novembre 1919 e morto a Washington D.C. il 1° ottobre del 1980, oggi non è dedicata nemmeno una pagina su Wikipedia in Inglese. Ce n'è fortunatamente una in Francese, dalla quale si possono ricavare alcune notizie: gli autori stigmatizzano il fatto che solo 4 dei suoi 10 romanzi risultino tradotti in quella lingua. In Italiano, la presente pagina è la prima a lui dedicata sul web.
Daniels ricevette una formazione scientifica al Milford College, in Connecticut, come ingegnere specialista in metalli e leghe. Dal 1958 al 1972 fu redattore di una importante rivista specialistica che trattava appunto della lavorazione di metalli. Firmò sicuramente almeno un testo tecnico, intitolato Mechanical Press Handbook, uscito nel 1969 e ristampato almeno 2 volte durante gli anni '70.
Mechanical Press Handbook, III edizione, 1979

Intanto, dal 1955 al 1967, pubblicò i suoi 10 romanzi gialli, più diversi racconti il cui numero è difficile da quantificare, visto che sono dispersi tra pubblicazioni non sempre ancora reperibili: la pagina di Wikipedia Francia ne elenca 14, precisando che sicuramente non sono tutti. Il primo romanzo ottenne una nomination per l'Edgar (il più prestigioso premio americano per giallisti) ma non vinse. Molti racconti sono usciti in riviste prestigiose come Alfred Hitchcock's Magazine e Ellery Queen's Magazine. Uno dei suoi romanzi, proprio The House on Greenapple Road, è diventato un tv movie nel 1970, mai arrivato in Italia; uno dei suoi racconti, Road Hog, ha ispirato un telefilm di Hitchcock prodotto nel 1959 e un altro telefilm prodotto nel 1986.
I suoi libri, pur inizialmente tradotti all'estero, non sono più ristampati da molto tempo.
Eppure Daniels è un autore stimatissimo dai critici e dalla totalità dei lettori che lo conoscono. Non solo scrive bene, con uno stile scarno ma elegante e efficace, ma mette in scena intrecci realistici in cui si muovono personaggi verosimili e pieni di vitalità.
Prendiamo appunto Il rovescio della medaglia: la vicenda si svolge a Fruit Hill Farms, una cittadina del Massachusetts che un tempo era abitata da agricoltori ma ora, a forza di lottizzazioni e speculazioni immobiliari, si sta trasformando in un'area residenziale. Una donna, Marian Ord, risulta irreperibile: la chiamano al telefono e non risponde. Il marito è fuori per lavoro e non ne sa nulla. Una squadra di poliziotti guidata dal detective Dan Nalon si reca a casa sua e trova la cucina in disordine, come se vi fosse stata una colluttazione, e sangue dappertutto. Non si riesce però a trovare il corpo. Incalzato dai giornali locali, che continuano a solleticare i più bassi istinti dei lettori, Nalon conduce le indagini interrogando tutti quelli che hanno conosciuto Marian Ord, e si rende conto che i diversi testimoni, rappresentativi dell'intero tessuto sociale di Fruit Hill Farms (un istruttore di sci, un bagnino, un predicatore, un meccanico, un commerciante, un bibliotecario, ecc), anche e soprattutto i più rispettabili, sembrano avere tutti qualcosa da nascondere, perché ognuno di essi descrive una donna diversa da quella descritta dagli altri. Man mano che Nalon la ricostruisce, la vita di Marian Ord assomiglia sempre più a un campo minato, in cui chiunque si inoltri rischia di non tornare indietro. Ma la conclusione sarà ancora più sorprendente di quanto ci si possa aspettare.
La copertina originale di House on Greenapple Road

Ricerche più approfondite, ma anche casuali circostanze fortunate, hanno permesso successivamente di scoprire che altri due romanzi di Daniels erano stati tradotti in Italiano tra il 1959 e il 1961: per l'esattezza, i primi due. Tali traduzioni erano avvenute ad opera di piccoli editori ormai scomparsi da tempo, in collane durate qualche anno, nelle quali sono usciti altri romanzi significativi di altri autori, ma non ancora censite dai vari studiosi e appassionati che si sono dedicati all'argomento.
Nel primo romanzo, intitolato In His Blood, del 1955, c'è un insospettabile tecnico di un'azienda chimica, in una piccola città di provincia, Milton Raskob, che scatena la sua ferocia di serial killer dopo aver accumulato una serie di frustrazioni. Particolare odioso, è prima assassino di  bambini e poi addirittura di un neonato; a dargli la caccia, in un clima di sempre crescente isterismo collettivo che non aiuta di certo le indagini, c'é il tenente Ed Tanager, un uomo dilaniato tra il senso del dovere e i problemi personali, perché ha una figlia ricoverata in ospedale per il sospetto di poliomielite, mentre la moglie, completamente devastata dalla situazione, lo accusa di trascurare la famiglia per il lavoro.

La copertina originale di In His Blood

in Italia, il titolo diventa Febbre di uccidere e il romanzo esce tra I Gialli Segreti di La Tecnografica editrice di Varese, nel 1961

L'altro romanzo è The Girl in 304, del 1956, è pure di ambientazione provinciale e incentrato sulle indagini sui lati oscuri della vita di una ragazza, Lucy Carter, apparentemente del tutto normale, ritrovata nuda e pugnalata a morte in un bosco. Il cadavere però non mostra altri segni di violenza e questo spinge lo sceriffo Ed Masters a ipotizzare un movente diverso da quello di un maniaco sessuale. Durante le indagini, emergono diversi retroscena inquietanti: la ragazza era scappata di casa per sfuggire alla furia del padre maniaco religioso, aveva avuto un figlio da un uomo sconosciuto e lo aveva dato in adozione, aveva lavorato in un locale equivoco e qui aveva avuto a che fare con un poliziotto corrotto. Il padre e il poliziotto corrotto, entrambi sospettati del delitto e con alibi poco credibili, finiscono per morire in modi apparentemente troppo perfetti (uno suicida e l'altro ucciso mentre gli viene data la caccia) per essere davvero convincenti. Infatti, l'assassino si rivelerà essere una persona insospettabile ma sempre bene informata sulle indagini. 

La copertina originale di The Girl in 304

La versione italiana, La ragazza del 304, uscita tra I Gialli del Triangolo (stampati a Roma dalla tipografia Spada) nel 1959

Per quanto riguarda gli altri romanzi di Daniels, dobbiamo rimetterci al giudizio (entusiastico) di un critico, George Kelley, che nel 2009 gli ha dedicato un breve saggio su un sito americano dedicato agli scrittori di gialli, Misteryfiles.
The Accused è un libro del 1958 che chi conosce l'Inglese può facilmente provare a leggere in lingua originale, perché sul web si può reperirne la copia in pdf. Al centro di questo romanzo, che comincia in modo molto originale riportando gli atti di un processo, c'è la figura di un austero docente di un piccolo college che si innamora di una giovane vagabonda e finisce per sposarla: da quel momento in poi, tra i due, sarà una gara a chi riuscirà prima a distruggere l'altro.
La copertina originale di The Accused

C'è poi The Snatch, sempre del 1958: tre uomini dall'esistenza fallimentare (un venditore di automobili che rischia la galera in seguito a una truffa, un cassiere di banca abituato a vivere al di sopra dei suoi mezzi e un loro amico piuttosto ottuso che campa di espedienti) pensano di fare il colpo grosso della loro vita con il rapimento del nipote di un boss della criminalità organizzata, ma mentre il loro piano sembra andare tutto liscio, succede un inconveniente che manda tutto all'aria e, da predatori, si ritrovano prede.
La copertina originale di The Snatch: sul retro, un'immagine dell'autore

Infine, For the Asking, del 1962: un insegnante di Inglese di un liceo, considerato noioso e stupido dagli studenti e un leccapiedi dai colleghi, durante uno spettacolo scolastico, sorprende una coppia di studenti nel momento della massima intimità: lui è il figlio del medico del paese, lei una ragazza povera. Minacciando di rivelare tutto ai loro genitori, li ricatta entrambi, ottenendo soldi da lui e prestazioni sessuali da lei. Ma, quando la ragazza resta incinta, la situazione gli sfugge di mano.
La copertina originale di For the Asking

Dei racconti di Daniels, non sappiamo quanti esattamente siano stati tradotti in Italiano. Qualcuno lo è stato in appendice al Giallo Mondadori, visto che in gran parte gli originali uscirono sulla Ellery Queen Mystery Magazine. 
Un esempio è The Master Stroke, uscito nel numero della EQMM di ottobre 1960 e presentato in versione italiana con il titolo Colpo maestro in appendice al romanzo No, grazie, bambola di Richard Deming, numero 616 della collana, il 20 novembre dello stesso anno. 
In questa vicenda, un anziano truffatore, Harry lo Sciacallo, si reca nelle cittadine in cui sono stati appena commessi delitti che hanno visto donne come vittime, identifica una famiglia felice e sprovveduta che potrebbe fargli da bersaglio e poi convince il marito, a forza di telefonate anonime, di essere sul punto di uccidere la moglie, se non riceverà una certa somma di denaro. Ma non tutti i mariti sembrano sconvolti all'idea delle conseguenze, se non dovessero pagare.




Non risulta che i suoi racconti usciti in EQMM siano mai stati inclusi in antologie tradotte; mentre lo sono stati altri due: uno è Tee Vee Murder, che uscì su Manhunt nel dicembre del 1960. In italiano è tradotto L'aggressione ed esce nel numero 77 della nostra versione della rivista, intitolata Giallo Selezione. In questo racconto, ritorna il tenente Tanager di In his blood, di nuovo indagando su un maniaco sessuale, che ha aggredito e ucciso una ragazza appena intravista in una trasmissione tv.


Due copertine di Manhunt

Il numero di Giallo Selezione in cui è uscito il racconto

L'altro è l'ultimo, Three Ways to Robb a Bank, del 1972, uscito nel numero 77 della collana Il Romanzo Giallo della Garden Editoriale, nel 1996 con il titolo Tre modi di rapinare una banca.

Al centro della vicenda c'è un ex cassiere di banca licenziato che si mette a scrivere manuali per derubare le banche in modo assolutamente legale, scatenando il panico tra il Consigli di Amministrazione, che gli offrono lauti compensi in cambio dei suoi manoscritti.

Già dalla semplice descrizione degli intrecci, si capisce che Daniels non è affatto un autore banale o frivolo, ma uno scrittore capace di indagare tra i segreti del cuore umano e i lati oscuri che si nascondono dietro le rispettabili apparenze e le ipocrite convenzioni della nostra società.

Resta da chiedersi perché, negli ultimi anni della sua vita, smise completamente di scrivere, dopo un decennio di attività febbrile (forse una grave malattia progressiva, che spiegherebbe anche la fine prematura?) e, soprattutto, com'è possibile che un autore così valido debba aspettare ancora, prima di essere riscoperto.  

giovedì 26 maggio 2016

Il mistero del dirigibile fantasma, l'Airship L-8

Sui mari, specie durante i periodi di guerra, si sono sempre verificate sparizioni di navi e di aerei che non hanno trovato spiegazione. Si sono persi anche alcuni dirigibili, di cui il più noto è l'Italia di Umberto Nobile: che, dopo aver perso la gondola nell'impatto con il pack al termine del tragico viaggio di esplorazione polare del 1928, si risollevò e riprese a volare senza controllo, portandosi via i 6 uomini che erano rimasti a bordo, di cui non si seppe più nulla.
Il dirigibile Italia alla partenza per il suo ultimo viaggio

Ma un caso più unico che raro è quello dell'Airship L-8 della Marina Militare Americana, nel 1942, in cui il dirigibile tornò indietro da una perlustrazione sul mare, ma senza l'equipaggio che invece risultò disperso. E', in pratica, un caso analogo a quello della nave Mary Celeste del 1872.
La Mary Celeste

L'Airship L-8 era un normale dirigibile della Goodyear, che non era stato progettato per scopi di guerra ma civili, per sostituire un altro dirigibile appena requisito dalla Marina per essere adibito alla difesa costiera. Ma, subito dopo la sua entrata in servizio, c'era stato l'attacco di Pearl Harbor e la Marina aveva requisito altri dirigibili civili per pattugliare il mare di fronte alla West Coast, temendo attacchi di sommergibili giapponesi dal Pacifico.
L'L-8 durante una delle sue missioni


L'L-8 era dunque stato trasferito all'aeroporto militare di Moffett Field, a Sud della Baia di San Francisco, in California, nel febbraio del 1942. Per 6 mesi, aveva svolto missioni di pattugliamento e ricognizione delle acque territoriali californiane senza che ci fosse il minimo problema.
La base di Moffett Field, oggi

La mattina del 16 agosto 1942, sembrava uguale a tante altre. Verso le 06:00, l'L-8 partì dalla pista di Treasure Island, nella Baia di San Francisco, per una ricognizione intorno alle isole Farallon, che si trovano circa 30 miglia al largo.
Le acque territoriali californiane nell'area di San Francisco e le isole Farallon

La Baia di San Francisco e la posizione di Treasure Island

A bordo c'era un equipaggio composto da due uomini: un militare di carriera, il luogotenente Ernest Cody, reduce da missioni molto più pericolose nel Pacifico, e uno di complemento, il guardiamarina Charles Adams, che nella vita civile faceva l'ingegnere. L'L-8 era equipaggiato con un un rudimentale metal detector montato sotto la gondola, che permetteva (sia pure con un minimo tasso di successo, circa il 4%) di percepire tracce della presenza di sommergibili nelle acque marine.
Ernest Cody e Charles Adams

Intorno alle 07:50, mentre erano sull'obiettivo, Cody segnalò via radio alla base di Treasure Island di aver individuato una sospetta chiazza di petrolio in mare al largo delle Farallon Island, e che sarebbe andato a dare un'occhiata. Questa fu la sua ultima comunicazione.
Poco dopo, il peschereccio Daisy Gray e la nave liberty (una classe di navi da trasporto militari) Albert Gallatin, che incrociavano la zona, videro l'L-8 compiere dei giri intorno alle isole Farallon e per poi abbassarsi bruscamente di quota, prendendo la direzione del ritorno verso San Francisco intorno alle 09:00.
Verso le 10:00, poiché l'L-8 non rispondeva più alle chiamate via radio, la base di Treasure Island decise di inviare degli aerei di soccorso a cercarlo e contemporaneamente inviò un messaggio agli aerei in volo sull'area per chiedere se avessero visto il dirigibile. Alle 10:20, un volo civile della Pan Am comunicò di aver visto l'L-8 che si dirigeva verso il San Francisco. Altri testimoni, da una spiaggia, lo videro piegarsi e risalire rapidamente di quota, verso le 10:30.
Alle 10:50, un marinaio fuori servizio che stava recandosi a una spiaggia percorrendo l'autostrada costiera, lo vide e, avendo con sé la fotocamera, gli scattò una fotografia, da cui si vede benissimo che il dirigibile era parzialmente sgonfio e ingovernabile.
La foto scattata dal marinaio fuori servizio

Un'altra immagine scattata poco dopo

Poco dopo, l'L-8 arrivò lentamente a terra, su una spiaggia. Due bagnini cercarono di fermarlo aggrappandosi alle sue funi di guida a terra, ma l'aeronave aveva ancora abbastanza spinta da proseguire per un discreto tratto. Attraversò dei campi di golf e si fermò solo in mezzo a una strada trafficata di Daly City, una cittadina residenziale subito a Sud di San Francisco.
La posizione di Daly City

Intervennero i vigili del fuoco, già allertati, e per prima cosa si fecero largo nell'involucro che, sgonfiandosi, aveva ricoperto la gondola, per estrarre da questa i membri dell'equipaggio.
Tuttavia, all'interno della gondola, non c'era nessuno.
Uno dei due portelli d'accesso era aperto. Il canotto gonfiabile d'emergenza era al suo posto ma mancavano due giubbotti di salvataggio. La radio e tutti gli strumenti funzionavano perfettamente.
Non c'era nessuna apparente ragione per cui Cody e Adams non dovessero trovarsi a bordo, ma era evidente che erano usciti attraverso il portello aperto, anche se non si capiva come e perché fosse successo.

Immagini scattate dopo che l'L-8 era sceso a terra

L'ipotesi della cattura da parte di un sottomarino giapponese apparve subito alquanto improbabile. Né si può dare molto credito alle spiegazioni di tipo ufologico che sono state puntualmente proposte anche per questo caso. Resta solo le spiegazioni di tipo privato, come quella per cui uno dei due si sarebbe irresponsabilmente sporto dal portello aperto e sarebbe caduto in mare, seguito dall'altro che avrebbe perso l'equilibrio tentando di afferrarlo. Un'altra possibilità, quella che i due siano venuti alle mani e abbiano finito per cadere entrambi di sotto durante una rissa, pure è stata presa in considerazione, e si è parlato addirittura di un fantomatico triangolo amoroso in cui sarebbero stati coinvolti, ma queste ipotesi non sono mai state provate e suonano come semplici illazioni.
Resta il fatto che, nonostante la massiccia operazione di salvataggio lanciata subito dopo dal comando di Moffett Field, in mare, non si trovò la minima traccia dei due.
L'L-8, riparato, è rimasto in servizio per tutta la guerra, poi è stato restituito alla Goodyear, che lo ha usato fino al 1982. Veniva spesso impiegato per riprese televisive, specie di avvenimenti sportivi. La sua gondola è attualmente conservata in un museo dell'aria a Wingfoot Lake, in Ohio, ancora perfettamente funzionante.

La gondola dell'L-8 com'è oggi





mercoledì 11 maggio 2016

L'impresa di Laura Secord tra leggenda e realtà

La storia contiene una serie di elementi che dovrebbero far drizzare le orecchie ai produttori cinematografici. Una guerra sanguinosa, come spesso avviene tra popoli vicini che si contendono un'area di confine; un piano segreto di una delle due parti per sopraffare l'altra; una donna prigioniera che lo ascolta casualmente, poi scappa e infine rivela il piano ai suoi; e l'imboscata che si trasforma in una trappola per chi l'aveva tesa.
Questo film però non è mai stato girato e probabilmente non lo sarà mai, perché i film di questo genere si fanno a Hollywood, Usa, e qui si parla di fatti, risalenti alla guerra tra Usa e Canada (alleato del Regno Unito) cominciata nel 1812, in cui gli americani hanno preso una sonora batosta. Poi si sono dati da fare perché tutti la dimenticassero.
In Canada, Laura Ingersoll Secord (1775-1868) gode della fama di “eroina nazionale”. La sua vicenda viene studiata nelle scuole, commemorata ogni volta che c'è una buona occasione per farlo, celebrata in tutti i modi. Un suo ammiratore le ha intitolato perfino una fabbrica di cioccolato che è una delle eccellenze manifatturiere canadesi. Al di fuori del Canada, invece, non se la fila nessuno.
Laura Secord da giovane

Una piccola minoranza di italiani ha appreso della sua esistenza leggendo il bel romanzo, Niagara, delle scrittrice (ovviamente canadese) Jane Urquhart, pubblicato da La Tartaruga Nera, in cui c'è il personaggio di uno storico militare talmente ossessionato dalla figura della Secord da pretendere che sua moglie si vesta come lei quando sono nell'intimità (questa vicenda è ambientata alla fine del XIX secolo).
La scrittrice Jane Urquhart

La copertina dell'edizione italiana di Niagara

Ma, in concreto, cosa fece Laura Secord di così importante? E in quale contesto?
La guerra del 1812 è stata un effetto collaterale delle guerre napoleoniche. La Francia, durante questo periodo, commerciava attivamente con gli Usa, che erano i suoi principali fornitori di materie prime e altri prodotti. Gli inglesi tentarono dunque di imporre una sorta di blocco navale per bloccare i rifornimenti al nemico, affondando o sequestrando navi americane o navi francesi dirette in Usa. Per reazione, gli americani tentarono di conquistare alcune regioni del Canada, che apparteneva alla Corona inglese. Nella zona interna, presero il sopravvento, conquistarono il Lago Erie e molti territori del Nord ma non riuscirono a far cadere Montreal, neanche assediandola. Nell'estate del 1814 vinsero una battaglia importante a Chippewa e sembrò che stessero per dilagare, ma poi furono fermati definitivamente a Lundy.
La zona dei Grandi Laghi al confine tra Usa e Canada

Sulla East Coast, invece, la sconfitta napoleonica di Waterloo permise al Regno Unito di inviare oltremare delle armate di rinforzo e di ripristinare il blocco navale. A quel punto, furono gli inglesi a tentare di conquistare gli Usa: vinsero due battaglie a Hampden e Bladensburg, giunsero fino a Washington D.C. e la incendiarono, dopo averla occupata nell'agosto 1814. Ma non riuscirono ad andare oltre e finirono per subire una sconfitta dietro l'altra, l'ultima delle quali a New Orleans nel gennaio 1815.
A quel punto, sia i canadesi sia gli americani, preferirono passare alla via diplomatica. Nel giro di pochi mesi, si misero d'accordo per ritirare ognuno le proprie truppe al di là dei confini originari, e la guerra terminò nello stesso 1815 con un nulla di fatto.
Laura Ingersoll era statunitense di nascita, originaria del Massachussetts, ma canadese di adozione. Il padre non se l'era passata bene negli Usa ed era stato costretto a trasferirsi in Canada, dove aveva trovato una situazione molto più favorevole. Giovanissima, Laura aveva sposato un mercante canadese, James Secord (1773-1841), appartenente alla fazione politica più rigorosamente leale alla Corona Britannica. I Secord vivevano sulla sponda di Sud-Est del Lago Ontario, vicino alle Cascate del Niagara, ossia nell'area che durante la guerra vide soprattutto il predominio degli americani.
Nel 1812, Laura Secord aveva 37 anni ed era una donna minuta, già madre di 5 figli. Quell'anno, il marito si arruolò nell'Esercito Canadese, specificamente come sergente nel reparto al comando del generale Isaac Brock (1769-1812), che era considerato il massimo stratega canadese della zona. Nell'ottobre di quell'anno, durante la battaglia di Queenstown Heights, Brock fu ucciso, mentre guidava i suoi uomini all'assalto, mentre Secord (che aveva trasportato il suo comandante ferito nelle retrovie, dove si era cercato inutilmente di curarlo) fu ferito a una spalla e a un ginocchio. La moglie, avvertita in qualche modo, andò a prenderlo sul campo di battaglia e lo riportò a casa con mezzi di fortuna, evitando così che morisse assiderato o finito dagli americani che erano ormai padroni del campo.
Il generale Isaac Brock

La ferita al ginocchio rese James Secord invalido per tutto il resto della vita. In più, tornando a casa, i Secord la trovarono saccheggiata dalle truppe statunitensi. L'inverno 1812-13 fu molto duro per loro, ma il peggio doveva ancora venire, perché il 27 maggio 1813 gli americani lanciarono un'altra offensiva nella zona del Niagara, a Sud del Lago Ontario, superarono ogni resistenza, conquistarono il principale avamposto canadese, Fort George, e puntarono dritto alle poche truppe canadesi che, rafforzate dall'alleanza con le tribù locali di nativi (soprattutto i Mohawk), stavano cercando di riorganizzare la resistenza. Tutti i prigionieri canadesi furono spediti in Usa, ma James Secord restò a casa a Queenstown, poco a Nord delle cascate del Niagara, perché non ancora in grado di camminare. La sua casa fu però occupata da un gruppo di ufficiali americani che vi presero stabilmente alloggio, mentre Laura era costretta a servirli.
L'area del Lago Ontario

Proprio mentre svolgeva questi compiti, la sera del 21 giugno 1813, Laura ascoltò alcuni degli ufficiali suoi ospiti mentre, a cena, discutevano del piano che avevano preparato per sorprendere la piccola guarnigione canadese che si trovava più a Ovest, al di là di un'area piena di foreste e paludi, comandata dal tenente James Fitzgibbon (1780-1863), un irlandese che era stato il pupillo di Brock. Una volta sopraffatta questa, non ci sarebbe stata più nessuna possibilità di resistenza per i canadesi a Sud dell'Ontario.
Illustrazione da un libro canadese, raffigurante Laura Secord che ascolta gli ufficiali americani

All'alba del mattino seguente, 22 giugno, Laura Secord riuscì ad allontanarsi da casa adducendo la scusa di dover andare dal fratello, che viveva in una fattoria poco distante e in quel periodo era ammalato. Vi si recò, effettivamente, ma solo come prima tappa verso il quartier generale di Fitzgibbon, che si trovava nella fattoria De Chew, oltre la foresta e la palude.
A casa del fratello, raccontò la situazione e convinse la nipote adolescente Elizabeth a seguirla. Ma le due donne erano impossibilitate a seguire qualsiasi percorso di strade e sentieri, dato che questi erano tutti sorvegliati dai soldati americani, che fucilavano chiunque non si fermasse immediatamente all'alt (si diceva anche che bruciassero vive le spie). L'unica strada che restava da percorrere era quella attraverso la natura incontaminata, quella che al massimo era stata percorsa da qualche cacciatore e mai mappata da nessuno. La lunghezza di questa varia a seconda delle ricostruzioni, ma quelle più attendibili parlano di 32 km in mezzo a boschi fittissimi, paludi piene di sabbie mobili, torrenti impetuosi e strapiombi che comparivano all'improvviso, per non parlare del rischio di incontrare un lupo o un orso e del numero enorme di insetti, soprattutto zanzare e tafani, tutto questo in una caldissima giornata estiva.
Infatti, Elizabeth resistette solo 3 ore, prima di tornare indietro. Laura invece tenne duro e, seguendo prima il tratto che oggi si chiama Old Swamp Road e poi il corso del torrente Twelve Mile Creek, attraversò le località che oggi vengono chiamate St. Davids, Homer, Shipman Corner e Short Hills dai turisti che vi praticano il trekking (il percorso si chiama appunto Laura's trail in suo onore): ma allora non c'erano né sentieri né rifugi o posti in cui ci si potesse riposare, né torce elettriche con cui farsi luce dopo il crepuscolo. Né si può dire che la Secord fosse in qualche modo equipaggiata in modo da rendere meno gravoso il cammino: indossava i suoi normali abiti da casa e, secondo una biografa che scrisse all'inizio del XX secolo, si era messa in cammino a piedi nudi (arrivò effettivamente scalza al termine del percorso, ma è più probabile che abbia perso le scarpe guadando un torrente o attraversando una palude).
Il cammino di Laura Secord come è stato ricostruito

Dopo circa 18 ore di cammino, quando ormai era scesa la notte, si perse in una palude, senza sapere più andare né avanti né indietro. Ma, a questo punto, le venne in aiuto la fortuna, perché fu intercettata da un gruppo di guerrieri Mohawk, che avevano il loro accampamento lì vicino. Benché lei si spaventasse, i Mohawk si rivelarono gentili e di grande aiuto: la rifocillarono e la condussero rapidamente alla fattoria De Chew, da Fitzgibbon. Questi ascoltò il suo racconto e prese nota della disposizione dello schieramento americano.
Laura Secord incontra i guerrieri Mohawk, in una illustrazione ottocentesca

Laura Secord nel quartier generale di Fitzgibbon, in un quadro ottocentesco

James Fitzgibbon, quando aveva fatto carriera fino al grado di generale

La mattina del 24 giugno, mentre gli americani si preparavano ad attaccarlo, Fitzgibbon piombò alle loro spalle a Beaver Dams. Benché i suoi uomini fossero poco più di una cinquantina, rafforzati da alcuni inglesi sopravvissuti alla distruzione delle loro compagnie e da alcuni guerrieri Mohawk, gli americani, che erano oltre 500, furono colti di sorpresa e si sbandarono. Diversi di essi, tentando di ripiegare, finirono in un torrente e annegarono. In breve tempo, Fitzgibbon riconquistò il Fort George e riprese il controllo dell'area, prendendo 462 prigionieri.
Da quel momento in poi, la zona del Niagara restò sempre in mano ai canadesi.
Laura Secord tornò a casa e, con la fine della guerra, la vita riprese come prima, con la differenza che negli anni successivi le nacquero altri 3 figli, portando il numero definitivo a 8, e il marito restò invalido e inabile al lavoro, al punto che il governo canadese gli concesse una pensione da reduce.
Dopo la morte di James nel 1841, Laura si trovò in una situazione economica molto precaria e chiese al governo che le fosse riconosciuta una pensione per i servizi resi durante la guerra del 1812. Nell'occasione, Fitzgibbon, che non l'aveva neppure menzionata nel rapporto originario della battaglia di Beaver Dams, attestò che la donna aveva effettivamente compiuto un difficile cammino per raggiungerlo e fornirgli informazioni che si erano poi rivelate fondamentali per vincere la battaglia. Il governo però non concesse la pensione. In compenso, il Principe di Galles, trovandosi in visita ufficiale in Canada, appresa la storia, le scrisse una lettera per ringraziarla e le inviò 100 sterline in dono, una bella somma per quel tempo.
Una illustrazione ottocentesca della casa di Laura Secord
Ritratto di Laura Secord in età avanzata


Dopo la sua morte nel 1868, Laura Secord è stata oggetto di una vera e propria mitizzazione da parte dei canadesi, che le hanno dedicato non solo ricerche storiche ma anche e soprattutto romanzi e perfino poemi, inventando spesso dettagli poi rimasti celebri (come quello che avrebbe offerto del vino alle guardie per distrarle mentre usciva di casa o quello per cui si sarebbe allontanata con la scusa di condurre una mucca, poi abbandonata per strada, a pascolare). Il fatto che fosse nata negli Usa ha indotto dei non meno fantasiosi detrattori a sostenere che in realtà sia stata per tutto il tempo una spia e abbia fatto il doppio gioco, e che per questo il governo non abbia mai voluto riconoscerle la pensione. Molti che non credono a questa sgangherata ipotesi, pensano però che il suo ruolo nella guerra del 1812 sia stato notevolmente esagerato dalla fine del XIX secolo in poi, per propagandare un ideale di patriottismo.
Il monumento a Laura Secord a Ottawa

La tomba di Laura Secord al Drummond Hill Cemetery di Niagara Falls

Il francobollo da 42 centesimi dedicato a Laura Secord dalle Poste canadesi

Una statuetta in ceramica di Laura Secord

Un'altra statuetta, che riprende il tema (falso) della mucca

La casa di Laura Secord a Queenstown

L'interno della casa di Laura Secord

Il focolare nella casa di Laura Secord

Le guide accompagnano in costume le visite dei turisti

Una striscia a fumetti (molto ironica) sulla vicenda di Laura Secord