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venerdì 16 agosto 2024

John Lee: "Il nono uomo", "La tredicesima ora" ma anche molto altro

Nonostante la sua vita intensa e la quantità di opere che ha lasciato, andare in cerca di John Lee richiede oggi un notevole impegno, sia perché le ultime notizie sulla sua vita sono molto scarne (si sa l'anno in cui è morto, il 2013, ma non il giorno e il mese), sia per la presenza di una frotta di omonimi, molti dei quali scrittori a loro volta. Né aiuta la ricerca il fatto singolare che cinque dei romanzi che gli vengano attribuiti risultano pubblicati una sola volta in Regno Unito, in edizione print-on-demand, uno dietro l'altro nel giro di poche settimane durante l'estate del 2011.

Si riescono a trovare sue immagini solo su una pagina dedicata al lago Chapala, il maggiore lago messicano, che Lee visitò molto spesso. La pagina è lakechapalaartists.com.

Lee, nato in Oklahoma il 12 marzo 1931, ha diviso la sua vita tra gli studi (laurea in giornalismo al Texas Tech nei primi anni '50, master in giornalismo alla West Virginia University durante gli anni '60, dottorato di ricerca sulla figura di Edgar A. Poe giornalista nella seconda metà degli anni '70), l'insegnamento universitario (di giornalismo e fotogiornalismo, dai primi anni '60 al pensionamento nel 1997), l'attività di giornalista (prevalente fino all'inizio della carriera accademica e poi subordinata a questa) e l'attività di scrittore, autore di alcuni saggi e di una dozzina di romanzi.


Due immagini di John Lee, a un firmacopie e sul lago Chapala

È stato sposato, dal 1951 al 1957, con una compagna di studi, Jeane Womack, dalla quale ebbe la sua unica figlia, Janet Carol (1952); poi con la giornalista e scrittrice Barbara Moore (nata nel 1934) dal 1957 alla scomparsa di lei (2002); infine, con l'imprenditrice Shirley Miller, dal 2004 alla morte.

Barbara Moore durante un viaggio al lago Chapala

La carriera di narratore di Lee comincia nel 1968, mentre insegna all'American University di Washington D.C.: è l'anno in cui esce il suo primo romanzo, Caught in the Act, incentrato sulla figura di un giornalista americano costretto a fuggire in Spagna per evitare di essere ucciso (Lee aveva vissuto in Spagna nel 1957-58).



A questo, segue nel 1971 Assignation in Algeria. Nessuno dei due libri è un grande successo e Lee, che ha molto da fare in altri campi, ci mette un po' a scrivere un altro romanzo. 



Ma, stavolta, si tratta di un bestseller: The Ninth Man (1976).




Varie edizioni a partire da quella originale

 
edizioni italiane

Il romanzo si ispira a un fatto reale, la cosiddetta operazione Pastorius (dal nome di Franz Daniel Pastorius, leader del primo gruppo di emigranti tedeschi giunti in Nordamerica nel 1683 e stabilitisi in Pennsylvania fondando Germantown), con cui i servizi segreti provarono, durante l'estate del 1942, a sbarcare negli USA otto sabotatori, quattro in vicinanza di New York e quattro in Florida, per seminare il panico tra la popolazione civile statunitense tramite una serie di attentati. 

Franz Daniel Pastorius (1651-1720)

Gli otto furono però facilmente smascherati e arrestati perché il gruppo di New York non riuscì a passare inosservato al momento dello sbarco, e due dei suoi membri, presi dal panico, si consegnarono alle autorità americane spifferando immediatamente i nomi degli altri e dove sarebbe stato possibile trovarli. I sei sabotatori arrestati in questo modo finirono tutti sulla sedia elettrica l'8 agosto 1942, mentre i due delatori vennero graziati.

Sette degli otto tedeschi coinvolti nell'Operazione Pastorius. Dasch e Burger sono quelli che tradirono. Manca Otto Neubauer, l'ultimo a essere arrestato.

Nel suo romanzo, oltre a narrare con la massima precisione questa vicenda, Dash immagina che sul sommergibile che trasportò il gruppo newyorkese, l'U-202 (l'altro gruppo era trasportato dall'U-584), ci fosse anche un nono passeggero, in viaggio all'insaputa degli altri, tale Dietrich, addestrato e preparato a compiere direttamente un attentato al presidente Roosevelt. Mentre tutti sono impegnati alla ricerca degli otto sabotatori, solo il capitano Andrew Blaszek, un ufficiale d'amministrazione senza esperienza di combattimento che è stato introdotto nei servizi di sicurezza dalla sua amante, la vedova di un deputato del Congresso, intuisce che le tracce scoperte durante le indagini portano a immaginare la presenza di un nono uomo, verosimilmente non collegato agli altri (i delatori non ne hanno parlato). Al tempo stesso, Dietrich si muove prima per New York e poi per Washington come un animale selvaggio che è al tempo stesso preda e predatore, lasciando dietro di sé una scia di delitti inspiegabili.

Il successo di The Ninth Man si ripete solo in parte con il libro successivo, The Thirteenth Hour (1979).

edizioni originali ed edizioni italiane

Questo romanzo si svolge per la maggior parte a Berlino tra il 16 e il 30 aprile 1945 ed è ispirato ai tentativi di Heinrich Himmler e del cognato di Hitler, Hermann Fegelein, di arrivare a un armistizio con gli Alleati prima che i sovietici conquistassero Berlino, utilizzando il diplomatico svedese Fölke Bernadotte come intermediario, contro la volontà di Hitler. Com'è noto, Fegelein si allontanò dal bunker senza partecipare al matrimonio tra Hitler ed Eva Braun, ma fu arrestato mentre tentava di scappare da casa sua con una valigia piena di soldi e (forse) una ballerina ungherese. Fegelein aveva infatti intuito che Hitler intendeva coinvolgere tutti i suoi intimi in un patto suicida e non intendeva essere coinvolto. Sulla sua fine esistono molte versioni, nessuna delle quali definitiva. L'unica certezza è che al momento dell'arresto Fegelein era ubriaco e che al momento del “processo” davanti a una improvvisata corte marziale di SS non era ancora tornato in sé. Fegelein fu sicuramente ucciso a colpi di pistola nel cortile della Cancelleria la sera del 28 aprile 1945, ma non si sa se per ordine di Hitler o su iniziativa delle SS nonostante la volontà di risparmiarlo da parte di Hitler.

Hermann Fegelein (1906-45) con la moglie Gretl Braun (1915-87)
Eva e Gretl Braun
Eva Barbara Fegelein, la figlia che Fegelein non arrivò a conoscere, perché nata il 5 maggio 1945. Morì suicida l'8 aprile 1971, in seguito al trauma per la scomparsa del fidanzato in un incidente

Lee, nel suo romanzo, immagina che Fegelein sia stato avvicinato da un ufficiale americano appartenente a un'unità mista anglo-americana, il capitano Henry Bascom, che si spaccia per contatto degli svedesi nelle trattative per l'armistizio. In realtà, l'unità di Bascom vuole arrivare alla Cancelleria prima dei sovietici e catturare Hitler per portarlo in Regno Unito e processarlo lì. Fegelein dovrebbe servire da guida inconsapevole.

Ma la notte in cui, mentre si svolge un bombardamento come diversivo, uno stormo di alianti porta a Berlino i commandos anglo-americani, Fegelein, spaventato dalle bombe, non si fa vedere. I commandos atttaccano ugualmente la Cancelleria ma, essendo numericamente inferiori ai tedeschi di guardia, soccombono, pur dopo averne uccisi un bel po'. Un piccolo gruppo, guidato dal maggiore Sidney Longland, si salva raggiungendo l'Elba e attraversandolo fino a raggiungere le linee alleate, mentre Bascom e il tenente inglese Formoy restano tagliati fuori dal resto. Con Formoy gravemente ferito, Bascom decide di usare le identità di lavoratori stranieri che sono state fornite loro in caso di abbandono sul suolo nemico. I due si spacciano per operai francesi, ma comunque trovano solo la solidarietà di una ragazza tedesca, Erika, che si sposta insieme a due orfanelli. Insieme a Erika e ai due bambini, Bascom e Formoy si nascondono in una casa ancora non completamente distrutta dai bombardamenti, e si riforniscono presso negozi abbandonati. A essi si aggiungono altri civili sfollati, tra cui l'anziano Herr Fiebeck. Quest'ultimo, insieme a Bascom, sarà costretto ad arruolarsi nella milizia di civili che combatte l'avanzata dei sovietici: entrambi guadagneranno una decorazione al valore quando bloccheranno con un Panzerfauste un carro armato che sta per fare strage dei loro commilitoni, tutti ragazzi quattordicenni o più piccoli. Ma il precedente non salverà Fiebeck dall'ira di un fanatico capitano, che lo uccide accusandolo di voler disertare e viene subito dopo ucciso da Bascom, dopodiché l'improvvisata unità si scioglie e Bascom torna alla casa, dov'è rimasta solo Erika ad aspettarlo, perché gli altri si sono spostati in una zona meno esposta al fuoco.

Intanto, si svolgono parallelamente la vicenda del deportato belga chiamato dai tedeschi Rösselsprung, che su indicazione delle SS viene gradualmente trasformato nel sosia di Hitler, e quella dell'ufficiale sovietico Alexei Volkov, sempre più disgustato dalla violenza della guerra.

Bascom è destinato a incrociare sia Rösselsprung, sia Volkov, prima che la sua missione termini in modo completamente inaspettato.

Il romanzo successivo di Lee, Lago (1980), nonostante l'ambientazione italiana (è incentrato sulla oscura e contorta vicenda dell'oro di Dongo) non viene neppure tradotto in Italia.



Nel 1990 esce Stalag Texas, che nemmeno ha un grande successo.



Poi niente più narrativa di John Lee fino ai cinque titoli del 2011.







Nel 2013, l'anno della scomparsa, esce un ultimo romanzo, Olympia '36.



Tra i libri non-fiction di Lee, una menzione la merita Monsters Among Us (1975), un volume per ragazzi dedicato a una serie di misteri irrisolti e scritto in collaborazione con la moglie Barbara Moore.










sabato 23 dicembre 2023

Daniel Banko: un effimero successo

Molti autori destinati a un oblio per fortuna non definitivo sembrano avere in comune il destino di una fase creativa più o meno intensa, ma destinata a esaurirsi successivamente dopo aver prodotto un numero esiguo di opere. Non si tratta di un caso tipico, ma è abbastanza frequente. Molti di questi autori poi sopravvivono piuttosto a lungo, rendendo inverosimile la possibilità che a fermare la loro attività sia stato un problema di salute.

Non sappiamo in quale categoria si possa collocare Daniel Banko, del quale si rinvengono scarni dati biografici sul sito embden11: nato a Portland, Oregon, nel 1926, morto nel 1987, non si sa dove, autore di due romanzi pubblicati nel 1972 e nel 1975, il primo dei quali finalista all'Edgar tra i migliori tascabili (era uscito nella Gold Medal della Fawcett).


Not Dead Yet, il libro d'esordio di Banko, quell'anno se la vide con i testi di un veterano, Richard Wormser (The Invader) che fu il vincitore: e con  quelli di due che erano praticamente suoi coetanei, Charles Runyon (Power Kill) e Richard Neely (The Smith Conspiracy). Curiosamente, anche se Banko è il meno conosciuto dei quattro nel nostro Paese, di questi quattro romanzi risultano tradotti solo il suo e il Neely. Entrambi comunque in ritardo: il Neely nel 1974 e il Banko nel 1975.

Il libro di Wormser (1908-99)

Quello di Runyon (1928-2015)

Quello di Neely (1920-99)

Per l'esattezza, esce come numero 3 dei Gialli Rizzoli il 19 giugno 1975 e il titolo Non ancora spacciato. Dovrebbe essere in versione integrale, a differenza del Neely che invece, uscito in Segretissimo, è stato verosimilmente tagliato.



Nel web di oggi si possono leggere un paio di recensioni di Not Dead Yet: il sito The Rap Sheet sembra apprezzarlo con una certa prudenza, mentre Pulp International non ne è entuasiasta e afferma che l'unica buona ragione per comprarlo è la copertina di Robert McGinnis.

Invece, del secondo romanzo di Banko, Very Dry with a Twist, possiamo ancora trovare una recensione decisamente favorevole apparsa sul New York Times il 21 settembre 1975. Ma purtroppo questo romanzo non è mai arrivato in Italia.


La trama di Not Dead Yet non è né ingarbugliata né lineare, ma un po' di tutte e due le cose. La vicenda comincia con un piccolo imprenditore dal carattere mite, Matthew Kitterman, che ha un'attività di forniture nautiche a Boston, tornando anticipatamente e senza preavviso da un viaggio di lavoro, sorprende la moglie Lana a letto con un altro uomo. Traumatizzato, dopo aver tentato fallendo di scattare una polaroid ai due, Matthew afferra la prima cosa che gli capita a portata di mano, il portafogli dell'uomo, e fugge inseguito dalla moglie che gli grida dietro, inspiegabilmente, “Assassino”.

Nella sua fuga, Matthew si spinge fino a New York, dove apprende dai giornali di essere ricercato per l'omicidio di un certo Bertrand Jamison, ossia proprio dell'uomo di cui ha preso il portafogli, e che ad accusarlo è sempre Lana. Nel tentativo di passare inosservato, rimorchia in un bar una donna non più giovanissima, Mildred Molnar, e finisce a dormire con lei in una squallida stanza d'albergo a ore. Più tardi, nello scoprire la sua reale identità, Mildred, anziché spaventarsi, gli offre la sua collaborazione e lo munisce dei documenti del proprio marito morto, al quale Matthew assomiglia un po', in modo da poter andare in giro.

Mildred sembra un vero caso umano, ma non è niente in confronto ai suoi amici, tra i quali porta Matthew in cerca di conforto e consiglio: in mezzo a questi spicca una specie di veggente, tale Ruby Ayres, che insieme al fratello Kenneth sta al centro di una comunità di fattoni e alcolizzati. Di questo giro fa parte anche un marinaio disoccupato, Clyde Boswell, che sembra il più interessato alla storia di Matthew e gli propone di fare insieme un sopralluogo nella casa del delitto prima di mettere in atto il dissennato proponimento di costituirsi, cui Matthew sembra ormai rassegnato.

Quando i due arrivano a Boston, come prevedibile, la casa è sorvegliata e l'unico modo per arrivarci senza essere visti è dal tetto della casa accanto. E proprio questa scelta forzata permetterà a Matthew di imbattersi nella prova che lo scagiona dal delitto.

Il romanzo fila via facilmente, senza brillare troppo ma anche senza deludere, come accade spesso con i testi proposti dalla Rizzoli in quella sfortunata collana, che avrebbe sicuramente meritato molto più successo.



 

mercoledì 14 luglio 2021

Il paradigma del rapimento da parte degli alieni: il caso Barney e Betty Hill del 1961

Nella Storia dell'Ufologia, i racconti di rapimenti da parte di alieni hanno sempre avuto un ruolo di primo piano, ma nessun caso ha mai avuto tanta risonanza quanto quello che coinvolse i coniugi Barney e Betty Hill nel New Hampshire, la notte tra il 19 e il 20 settembre 1961.

Barney Hill, postino, nato nel 1922, e Eunice Barrett, detta Betty, assistente sociale, nata nel 1919, vivevano a Portsmouth, New Hampshire, erano membri della Chiesa Unitariana e attivisti nei movimenti per i diritti civili. Si trattava di una coppia interrazziale (lui nero, lei bianca) che non aveva figli.

Gli Hilll poco dopo il loro matrimonio

Quello che segue, è il loro racconto.

Nella tarda estate del 1961, gli Hill fecero una vacanza in Canada, passando per Montreal e per le cascate del Niagara. Sulla via del ritorno, mentre affrontavano un viaggio di circa 4 ore in auto sulla loro Chevrolet Bel Air del 1957, stavano percorrendo la US Route 3 quando, poco a Sud di Lancaster, videro una piccola luce nel cielo, che sembrava appartenere a un aereo di linea ma si muoveva in modo strano. Dovendo fermarsi per permettere al loro cane di fare i bisogni, parcheggiarono in un'area picnic ai piedi delle Twin Mountains e provarono a guardare meglio con un binocolo.

Una Chevrolet Bel Air del 1957

La posizione del New Hampshire sulla East Coast

Ricostruzione del viaggio degli HIll

A questo punto, si accorsero che la luce, che sembrava appartenere a un velivolo, stava scendendo verso di loro. Risalirono in macchina e si allontanarono in direzione del passo di Franconia Notch, passando sotto l'Old Man of the Mountain, la formazione naturale crollata nel 2003 che è presente anche in tutti gli emblemi del New Hampshire. Il velivolo che emanava la luce, che stimarono lungo quasi 20 metri, li seguì. Poco prima di un'altra formazione naturale chiamata Indian Head, il velivolo scese verso terra davanti all'auto, costringendola a fermarsi.

L'area delle Twin Mountains

Il passo di Franconia Notch


L'Old Man of the Mountain prima e dopo il crollo del 2003

L'Indian Head

Barney Hill scese dall'auto con il binocolo e la pistola e vide che dal velivolo scendeva una sorta di tubo, del quale uscirono poi alcune figure umanoidi, da 8 a 11. Gli arrivò il comando telepatico di non muoversi. Tornò alla macchina e ripartì ma, immediatamente, una serie di suoni ritmici e di vibrazioni che si propagavano per tutto il corpo gli provocò uno stato di ottundimento mentale. Quando si sarebbero ripresi, gli Hill avrebbero scoperto di trovarsi a 56 km di distanza da dove ricordavano.

La nave aliena secondo la ricostruzione degli Hill

Riuscirono ad arrivare a casa, con tre ore di ritardo, e scoprirono di avere gli abiti danneggiati e gli orologi fermi. Un abito di Betty presentava tracce di polvere rosa. Questo abito sarebbe stato successivamente analizzato più volte senza trovare nulla di significativo.

Il 21 settembre, dopo un po' di titubanza per timore di essere presa per mitomane, Betty telefonò alla base aeronautica di Pease e raccontò la loro esperienza. Un ufficiale, il maggiore Paul W. Henderson, li intervistò successivamente e poi scrisse un rapporto nel quale concluse che i dati forniti erano insufficienti ed essi stessi sembravano piuttosto confusi.

Nei giorni successivi, Betty trovò in biblioteca un libro sugli UFO scritto da un militare in pensione, Donald E. Keyhoe (1897-1988), che era a capo di un gruppo di ricerca civile sugli UFO, denominato NICAP. Keyhoe è stato uno dei più assidui sostenitori della teoria delle visite di extraterrestri al pianeta Terra, scrivendo molti libri al riguardo, alcuni dei quali arrivati anche in Italia.




Donald E. Keyhoe e le edizioni italiane dei suoi libri

Keyhoe spedì da loro un altro membro del NICAP, l'astronomo Walter N. Webb (nato nel 1934), che li incontrò il 21 ottobre 1961 e parlò con loro per 6 ore. Webb, che pure è autore di libri di Ufologia, raccolse tutte le loro descrizioni e la confidenza di Barney Hill che credeva di essere soggetto a un blocco psicologico che gli impediva di ricordare i dettagli.



Walter N. Webb e le copertine di alcuni suoi libri

Nelle settimane successive, Betty Hill andò soggetta a molti vividi sogni in cui le appariva ciò che secondo lei le era accaduto nel periodo coperto dall'amnesia. Veniva isolata dal marito ed esaminata fisicamente con cura. Le veniva mostrato un libro con file di strani simboli, prima le veniva detto che poteva portarlo con sé e poi le veniva tolto. Alla domanda su dove venissero, uno degli alieni le disegnava una mappa punteggiata di stelle.

La mappa delle stelle disegnata da Betty Hill

Gli Hill furono esaminati da altri membri del NICAP, che suggerirono loro di farsi ipnotizzare per far emergere ricordi sepolti e far cessare gli incubi di Betty e gli altri disturbi psicosomatici di cui la coppia aveva preso a soffrire. Il primo ipnotizzatore cui si rivolsero era un ex militare, Ben H. Swett, membro della loro chiesa, che li scoraggiò dal tentare in modo improvvisato, raccomandando invece di rivolgersi a specialisti perfettamente qualificati. Quando Swett seppe che Barney Hill era in cura presso il Dr. Stephens, uno psichiatra, gli suggerì di farsi indirizzare da questo a un ipnotizzatore preparato. Il Dr. Stephens mandò gli Hill dal collega Benjamin Simon, a Boston.

Benjamin Simon

Simon era un ex medico militare e, nonostante restasse sempre scettico sulla possibilità che gli Hill riferissero esperienze reali, li ipnotizzò in una serie di sedute regolari, dal 4 gennaio al 4 giugno 1964. Le ipnosi avvenivano separatamente, in modo che nessuno dei due potesse influenzare l'altro.

Gli Hill nello studio di Simon

Barney, che appariva emotivamente molto agitato, raccontò di aver guidato prima sulla strada e poi nel bosco prima che le figure umanoidi lo fermassero. Poi avrebbe “sentito” i loro occhi entrare nella sua testa attraverso i suoi occhi e attraversare il suo cervello. Gli alieni lo avrebbero poi portato sulla loro “nave” e qui lo avrebbero esaminato minuziosamente, inserendogli delle sonde anche nei genitali e nell'ano.

Anche Betty era molto agitata e i suoi “ricordi” coincidevano, in linea di massima, con quelli di Barney.


Gli Hill durante le sedute con Simon

Simon, che scrisse sul tema anche un articolo pubblicato su Psychiatric Opinion, arrivò alla conclusione che i ricordi riferiti da Barney erano fortemente influenzati dai sogni che gli aveva riferito Betty e che i due avevano forse visto davvero qualcosa che sembrava un UFO, ma non avevano vissuto esperienze dirette di nessun genere.

Articolo di un giornale locale in cui appare anche Barney Hill tra i relatori di un convegno

Sulla base dei racconti degli Hill e con la collaborazione di Simon, lo scrittore John G. Fuller (1913-90), autore di diversi libri su fatti misteriosi, almeno uno dei quali tradotto in Italiano, scrisse un famoso libro, uscito nel 1966 e intitolato The Interrupted Journey, dal quale fu tratto nel 1975 un tv movie di grande successo, The UFO Incident.

John G. Fuller

Il libro scritto con Simon

L'unico libro di Fuller tradotto in Italiano

Locandina del tv movie

Una scena del tv movie

Gli Hill, dopo l'esperienza con Simon, rientrarono nell'anonimato. Barney Hill morì improvvisamente il 25 febbraio 1969 per una emorragia cerebrale. Betty Hill non si risposò mai e morì di cancro il 17 ottobre 2004. Dopo la scomparsa del marito, raccontò di essere stata altre voltei in contatto con gli alieni. 


Tombe degli Hill

Un'amica di famiglia, Kathleen Marden, avrebbe dedicato successivamente a Betty un libro intitolato Captured!.

Kathleen Marden (a sinistra di chi legge) e Betty Hill (a destra) con un'amica

Copertina del libro

Nell'area del New Hampshire in cui avvenne il fatto, questo è ricordato con iniziative per i turisti.


Nel 1968, una maestra elementare e astronoma dilettante di Oak Harbor, Ohio, Marjorie Fish (morta nel 2013), provò a realizzare modelli tridimensionali della mappa stellare mostratale dagli alieni che Betty Hill aveva ricostruito in base ai suoi “ricordi”. Secondo questa ricostruzione, gli alieni provenivano da un pianeta orbitante intorno al sistema stellare binario chiamato Zeta Reticuli, distante poco più di 39 anni luce dalla Terra.

Marjorie Fish

Il sistema doppio di Zeta Reticuli

Alcuni complottisti sono partiti da questo per elaborare la teoria degli alieni denominati “Grigi” che avrebbero più volte visitato la Terra.

Ricostruzione di fantasia dell'aspetto dei Grigi

Sostenuta da Walter N. Webb, la Fish inviò la sua ricostruzione a Terence Dickinson (nato nel 1943), direttore della prestigiosa rivista Astronomy. Dickinson, pur non essendo minimamente convinto delle loro ragioni, aprì un dibattito tra esperti sulle pagine della rivista.

Terence Dickinson

I critici più scettici, come Carl Sagan (1934-96) e Steven Soter (nato nel 1943), entrambi astrofisici e noti divulgatori scientifici, notarono subito come la disposizione delle “stelle” nella mappa apparisse piuttosto casuale. Negli anni '90, i dati raccolti dal programma Hipparcos per misurare l'effettiva distanza tra le stelle tramite la parallasse hanno dimostrato che le stelle poste nella mappa della Fish non si trovano dove la mappa prevede che siano. Nel 2008, l'atrofisico australiano Brett Holman ha osservato che, anche se la mappa fosse credibile, i possibili pianeti da cui potrebbero provenire i “Grigi” secondo la mappa della Fish si trovano in condizioni tali da non poter ospitare nessuna forma di vita, tanto meno una simil-terrestre.

Carl Sagan

Steven Soter

È stato osservato che, durante il viaggio in cui avvenne il fatto, gli Hill erano molto stanchi e non dormivano da molto, tanto più che si spostavano di notte. La privazione del sonno potrebbe essere stata una delle cause della loro allucinazione collettiva. Un altro significativo dettaglio è quello degli “occhi penetranti” riferito da Barney Hill sotto ipnosi. Questo concetto è alla base di un telefilm di fantascienza intitolato The Bellero Shield, trasmesso nell'ambito della serie tv The Outer Limits il 10 febbraio 1964. Barney Hill parlò di occhi penetranti nella seduta di ipnosi del 22 febbraio successivo, solo pochi giorni dopo.


Scena dal telefilm
Il costume dell'alieno