giovedì 2 luglio 2026

J. Hunter Holly, la scrittrice che amava i gatti

Dietro la firma di J. Hunter Holly, ben nota ai vecchi lettori di Urania (anche se nei Romanzi del Cosmo di Ponzoni sono usciti più suoi romanzi che nella collana mondadoriana), si cela la figura di Joan Carol Holly, nata e vissuta prevalentemente a Lansing nel Michigan, dove è anche morta, prematuramente, il 19 ottobre 1982 (era nata il 25 settembre 1932).


Benché non ripubblicata da parecchio tempo, la Holly viene ricordata da diversi appassionati, perfino in Italia. Esiste anche una sua pagina commemorativa su Facebook e, benché sia stata aggiornata poche volte e non sembri più attiva da anni, rappresenta una piccola miniera di immagini e notizie.


Le scarne note biografiche disponibili riportano che la Holly era l'ultima di cinque figli, purtroppo destinati in gran parte a morire piuttosto giovani (le tombe si trovano tutte, insieme a quelle dei genitori, sul sito Find a Grave). Joan Carol si laureò brillantemente in Psicologia alla Michigan State University nel 1954: ma, pur guadagnando una borsa di studio per studenti meritevoli, poi non proseguì la carriera accademica e non esercitò da terapista. Molto interessata non solo alla psicologia ma anche all'antropologia e in particolare a quella culturale, soprattutto dei nativi americani, quando decise di dedicarsi alla scrittura creativa scelse il campo della Science Fiction, di cui doveva essere appassionata cultrice,


A quanto risulta, rimase sempre nubile e visse dedicando il tempo libero al giardinaggio e ai gatti. Questi ultimi le sono spesso accanto nelle foto oggi reperibili e si trovano facilmente in veste di personaggi nei suoi libri. Una volta giunta alla notorietà come autrice, tenne dei corsi di scrittura creativa.


La sua carriera di autrice, cominciata negli anni '50, subì un brusco stop tra il 1966 e il 1967, in seguito a dei disturbi che portarono alla scoperta di un tumore benigno al cervello. Tale tumore le fu asportato nel 1970, ma dopo di allora continuò ad avere problemi di salute e perciò scrisse molto meno di prima. Morì pochi giorni dopo aver compiuto cinquant'anni, per un altro tumore che la colpì ai polmoni.


I racconti della Holly, che cominciarono a uscire già qualche anno prima dei romanzi, non risultano censiti nemmeno negli USA, come è stato sottolineato su pagine di appassionati. Ci si domanda se e quando si vedrà mai un esauriente volume antologico.


Riviste degli anni '50 comprendenti anche racconti di J. Hunter Holly

In Italia sono stati tradotti sette suoi romanzi, tutti risalenti al primo periodo della sua attività. Al lettore di oggi i romanzi della Holly possono sembrare un po' ingenui ma sono tutt'altro che banali. Peraltro, i tre usciti in Urania mostrano una complessità inferiore a quella dei quattro usciti in Cosmo e questo fa sorgere il sospetto che siano stati pesantemente tagliati in sede di traduzione.

Il suo primo romanzo è anche il primo ad arrivare in Italia: si tratta di Encounter, pubblicato nel 1959 e tradotto in Urania già nel 1961 con il numero 247 della collana (sarà poi riproposto nel 1970 con il numero 556) e il titolo L'altra faccia di Mister Kiel.



Il tema è quello classico dell'invasione aliena, con l'arrivo sulla Terra di un unico alieno capace di assumere l'identità delle persone che incontra e poi sopprime, apprendendo tutto da esse. Lasciandp dietro di sé una scia di misteriose scomparse, diviene un facoltoso uomo d'affari, capace di mettere insieme un enorme patrimonio, ma dai modi sgradevoli. Oltretutto, tutti i gatti che lo incontrano non lo possono sopportare e lui stesso soffre la loro presenza come quella di nessun altro.

Il secondo romanzo della Holly, The Green Planet, esce non si sa bene quando, perché fonti diverse lo danno per pubblicato per la prima volta nel 1961 (data più probabile), nel 1960 e nel 1958. L'edizione italiana è del 1962, come numero 94 dei Romanzi del Cosmo di Ponzoni (sarà riproposto tra i Capolavori della stessa, numero 46, nel 1965). Negli USA, da questo romanzo, fu ricavato anche un fumetto.



Questo romanzo si può considerare del genere detto Robinsonade, ossia ispirato al Robinson Crusoe. In un futuro abbastanza vicino, la Terra è dominata da una Lega che si è imposta con metodi dittatoriali e che esilia i dissidenti su Klorath, un esopianeta dal clima in grado di ospitare l'uomo. Un gruppo di dodici persone, comprendente anche due bambini, vi viene sbarcato. I nuovi arrivati vanno in cerca delle colonie formate dai precedenti esiliati, ma solo per scoprire che questi sono tutti morti. Infatti Klorath, pur essendo dotato di acqua e suolo fertile, è abitato da enormi e terribili uccelli che predano gli esseri umani. Ma, insieme a questi, ci sono anche piccoli animali simili a scimmiette, molto amichevoli ma dalla pelle che ustiona quella umana al contatto. Infine, sopravvivendo a fatica, i superstiti del gruppo conosceranno una razza di alieni antropomorfi con cui riusciranno a stabilire un contatto.

Il terzo romanzo, The Flying Eyes, del 1962, viene tradotto anch'esso tra i Cosmo nel 1963, con il numero 121 della collana e il titolo Orrida ipnosi (sarà poi riproposto tra i Capolavori, con il numero 60, nel 1967).



Anche qui il tema è quello dell'invasione aliena. In una città americana, sede di una centrale nucleare, un giorno compaiono all'improvviso degli enormi occhi volanti che ipnotizzano chiunque li guardi, inducendolo a gettarsi in una enorme voragine apertasi nel suolo. Due scienziati riescono a scoprire che gli occhi appartengono a creature molto più grandi che si trovano in fondo alla voragine e si nutrono di energia, ricavandola dalle persone che ipnotizzano tramite questi occhi che si possono staccare dal corpo. Ma l'energia delle persone non basta più e ora puntano a quella del reattore nucleare.

Il quarto romanzo della Holly, The Dark Planet (pure del 1962) non è stato tradotto in italiano.


Il quinto e il sesto escono quasi contemporaneamente, sia in originale (1963) sia in traduzione italiana (1964). Uno dei due è The Gray Aliens, che diventa The Grey Aliens nella versione inglese e viene tradotto tra i Cosmo con il numero 155 della collana e il titolo Il regno delle ombre (ristampato poi nei Capolavori nel 1968, numero 89).



Qui il tema dell'invasione aliena viene ribaltato. L'umanità è in pericolo perché i suoi membri vengono uccisi dalle ombre, figure apparentemente immateriali, ma quando si raggiunge un contatto con esse si scopre che sono sempre esistite sulla Terra, ma solo da poco tempo hanno deciso di eliminare l'umanità per averne il dominio esclusivo. In questo romanzo compaiono per la prima volta le tematiche religiose che, più avanti, diventeranno sempre più importanti nella narrativa della Holly, perché a soccorrere l'umanità in pericolo arriveranno le anime di quelli che sono defunti.

L'altro è The Running Man, tradotto in Urania con il titolo L'uomo che correva e il numero 333 della collana (sarà ripubblicato nel 1975 con il numero 674).




Un uomo si presenta in una città raccontando di essere fuggito da un centro di fanatici religiosi che lo tenevano prigioniero, ma finisce investito da un'auto prima di poter rilasciare dichiarazioni ufficiali. In effetti, in zona, c'è la sede di un'associazione religiosa di grande successo, ma questa si presenta in modo benevolo e accogliente, tanto che i suoi seguaci aumentano in continuazione. Salvo poi scoprire però che non è possibile lasciarla. Non sappiamo se, nella redazione di questo romanzo, la Holly pensasse a Scientology (che peraltro non è la sola possibilità, gli USA sono sempre stati pieni di situazioni del genere), ma al lettore l'associazione viene inevitabile.

Il settimo romanzo della Holly, The Time Twisters, esce nel 1964 e viene tradotto in Cosmo già nel 1965, con il numero 172 di collana e il titolo I padroni del tempo (sarà poi riproposto nei Capolavori, numero 89, nel 1968).



Qui c'è un altro ribaltamento del tema dell'invasione aliena. In una città, si verificano fenomeni sempre più strani e scompaiono man mano tutti i bambini. Un uomo solitario e misterioso sembra essere legato a queste scomparse. Conosciuto meglio, si scopre che non viene da altrove, ma da un futuro in cui il conflitto con specie aliene ha reso gran parte dell'umanità sterile, e per questo destinata a estinguersi. I bambini rapiti servono appunto al ricambio generazionale.

L'ottavo romanzo della Holly è The Dark Enemy, del 1965, che viene tradotto in Urania nello stesso anno con il numero 465 di collana e il titolo Supernormale (sarà ripubblicato nel 1980 con il numero 825).




Il tema, in questo caso, è a metà tra SF e horror. In un centro di studi psichiatrici, uno scienziato studia i fenomeni parapsicologici e, testando i più svariati soggetti, scopre delle qualità enormi e uniche in un ometto dall'aspetto dimesso e la personalità insignificante. Tuttavia, l'ometto, presa coscienza dei suoi poteri, diventerà presto incontrollabile.

Successivamente a questi, prima della pausa forzata indotta dai problemi di salute, la Holly pubblicò un altro romanzo mai tradotto in italiano, The Mind Traders (1966) e scrisse un romanzo appartenente alla collana The Man From U.N.C.L.E., ispirata a una celebre serie televisiva. La serie, che originò anche fumetti e film (l'ultimo è del 2015) aveva un enorme successo, che si riverberò anche sui romanzi, che vendettero molto bene. Ne uscirono ventiquattro tra il 1965 e il 1968, più tre destinati al pubblico giovanile. Come autori furono cooptati veterani come Harry Whittington e Michael Avallone e specialisti di SF come John T. Phillifent, anche il maggior numero di titoli risulta scritto da David McDaniel, uno sfortunato autore di SF che morì improvvisamente a trentotto anni nel 1977. Il libro della Holly, The Assassination Affair, è il decimo della serie e uscì nel 1967.




Dopo l'intervento, la Holly fu ingaggiata dalla casa editrice canadese Harlequin, nota per i suoi romanzi rosa, per partecipare a una collana di SF di libri piccoli e a basso prezzo, denominata Laser Books, che uscì dal 1975 al 1977 per un totale di cinquantotto titoli. Il curatore Roger Elwood coinvolse nel progetto, oltre alla Holly, alcuni nomi eccellenti della SF, come Ray Nelson, Raymond F. Jones, Dean Koontz (che pubblicò sotto pseudonimo), J. T. McIntosh e altri, ma la collana non decollò. I due titoli firmati dalla Holly sono Keeper (numero 22, 1976) e Sheperd (numero 55, 1977). Notare come, a partire da questi romanzi, non usasse più la sola "J." come nome e si firmasse Joan Hunter Holly.



Nel 1977, la Holly pubblicò il romanzo breve Psi Clone (mai tradotto in italiano) nell'antologia Futurelove, curata da Gordon R. Dickson.




Infine, la Holly pubblicò un ultimo romanzo, Death Dolls of Lyra (sempre nel 1977), prima che il peggioramento delle condizioni di salute le impedisse di scrivere altro.