Visualizzazione post con etichetta Psicanalisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Psicanalisi. Mostra tutti i post

mercoledì 23 dicembre 2020

James A. Brussel e le origine del profiling

La pratica del “Profiling” ossia della ricostruzione della personalità di un criminale per provvedere a una sua identificazione anche in mancanza di riconoscimenti diretti, è universalmente nota negli ultimi decenni grazie alla diffusione di film e telefilm seguiti all'uscita dell'autobiografia del celebre cacciatore di serial killer americano John Douglas, “Mindhunter” e del romanzo e poi film da essa ispirato, “Il silenzio degli innocenti”.


Copertine del libro e di una delle sue edizioni italiane 

Douglas (a destra) con il collega Robert Ressler (a sinistra) e il serial killer Ed Kemper



Thomas Harris e il suo celebre libro

Tale pratica però prende origine molto prima, ossia nel 1956. Nel dicembre di quell'anno, il capitano della polizia newyorkese, Howard Finney, si rivolse a un eccentrico ed eclettico psichiatra, James Arnold Brussel, per farsi aiutare a identificare il criminale che la stampa chiamava Mad Bomber, reo di alcuni attentati dinamitardi che non sembravano seguire alcuna logica e avevano già fatto diversi danni e feriti, ma ancora nessun morto.

Il capitano Finney


Brussel negli anni '50 e negli anni '70

Attraverso un accurato procedimento deduttivo, basandosi su indagini antropometriche e statistiche su questo tipo di criminali e sui non molti elementi ricavati dal suo modus operandi, Brussel giunse ad alcune significative conclusioni che, confrontando l'identikit da lui realizzato con una serie di segnalazioni di persone sospette, portarono all'arresto del responsabile degli attentati, George Metesky, un uomo dall'apparenza insospettabile ma preda di una incontrollabile forma di paranoia.
L'arresto di George Metesky

Il buon successo raggiunto indusse la polizia newyorkese a contattare Brussel per un successivo caso apparentemente molto simile, quello del “Dinamitardo della domenica”, attivo nel 1960. Questo criminale era molto più pericoloso di Mad Bomber, le cui azioni avevano un semplice significato dimostrativo: voleva uccidere e ci riuscì, il 6 novembre di quell'anno, quando fece esplodere una bomba in un vagone della metropolitana, uccidendo una ragazza di 15 anni, Sandra Breland. Nonostante alcuni indizi portassero a un uomo piccolo e magro, dall'aria trasandata, né Brussel né altri esperti riuscirono a condurre la polizia sulle tracce del responsabile, anche perché le azioni di questo cessarono bruscamente, in modo tale da non far escludere l'ipotesi di un suo suicidio.


La notizia in un quotidiano del tempo

Intanto, Brussel si era dedicato anche alla soluzione di delitti meno eclatanti, come quello della vedova di mezza età Mary Nerich, aggredita e uccisa a coltellate mentre si ritirava dal lavoro il 23 dicembre 1957. Sebbene la scena del crimine facesse pensare anche alla possibilità di una rapina, la metodica del delitto indusse Brussel a credere che il responsabile potesse essere un giovanissimo di gracile costituzione fisica che, per qualche ragione, ce l'aveva con le figure materne. Brussel pensava che soffrisse di acne e avesse il vizio di lasciare scritte oscene sui muri. Mettendo insieme le due cose, controllando tra studi dermatologici e segnalazioni di atti vandalici, i poliziotti giunsero in pochi giorni a uno studente sedicenne che aveva aggredito la Nerich mentre era in preda alla rabbia dopo una banale lite familiare. In seguito a un brutto voto preso a scuola, era stato duramente criticato dal padre, normalmente oppressivo: e, questa volta, anziché prendere le sue parti come di consueto, anche la madre, normalmente iperprotettiva, si era schierata contro di lui.

La notizia un un quotidiano del tempo

Non sempre i rapporti di Brussel con la polizia furono idilliaci. Le loro diverse posizioni si ritrovarono in contrasto insanabile a proposito del “Caso delle Ragazze in Carriera”. Nell'agosto del 1963, uno sconosciuto penetrò nell'appartamento condiviso da 3 ragazze di buona famiglia in un residence e ne uccise barbaramente due, forse stuprandone anche una dopo morta. Erano la ventunenne Janice Wylie (nipote dello scrittore Philip Wylie), aspirante attrice, e la ventitreenne Emily Hoffert, una giovane e ambiziosa insegnante. La polizia arrestò per questo delitto prima un giovane di colore, George Withmore, poi uno bianco, Richard Robles. Entrambi provenivano dai bassifondi della città e avevano un passato da piccoli delinquenti. Secondo Brussel, l'assassino delle due ragazze era uno che non aveva nulla a che fare con la malavita, probabilmente un uomo distinto che godeva della loro fiducia (in particolare di Janice che gli aveva aperto in vestaglia mentre era sola in casa e lo aveva fatto entrare, ed era stata uccisa per prima; dopodiché Emily era rientrata ed era stata uccisa a sua volta, però era stata ritrovata completamente vestita), elemento che restringeva enormemente il campo delle ricerche, dato che nessuna delle due poteva essere considerata una ragazza “facile”.

Janice Wylie e Emily Hoffert

Tuttavia, né la polizia né i giudici vollero ascoltare Brussel e, una volta scagionato Withmore con l'arresto di Robles, quest'ultimo fu condannato all'ergastolo. Solo nel 1986 ammise in termini molto generici di aver commesso il delitto, però si decise a farlo quando seppe che senza una confessione non sarebbe stato considerato riabilitato e ritenuto degno di passare a misure alternative. Robles è stato liberato nel 2020.

George Withmore e Richard Robles al momento dei loro arresti

Tra il 1964 e il 1966, Brussel fu impegnato prima nella caccia e poi nell'esame del cosiddetto “Strangolatore di Boston”. Questo criminale, che si introduceva facilmente nella abitazioni di donne sole, cominciò la sua carriera stuprando e uccidendo cinque donne di mezza età o anziane, seguendo sempre un modus operando abbastanza simile, nell'estate del 1962. 

Dal dicembre dell'anno successivo, nel giro di un mese, stuprò e uccise altre sei donne, stavolta giovani, con una sola eccezione. Desta particolare impressione la coincidenza per cui una di esse, Beverly Samans, abitava proprio accanto a un'altra giovane che, sotto l'impressione di questo delitto, preferì non vivere più da sola e trasferirsi in un appartamento condiviso con due amiche: questa ragazza era Emily Hoffert.

In seguito, gli sono stati attribuiti altri due delitti, per un totale di 13



Le 13 vittime

Il profilo realizzato da Brussel e da altri esperti si rivelò utilissimo quando finalmente venne arrestato un indiziato. Si trattava di un uomo che si introduceva nelle case di donne sole e ne stuprava le proprietarie, ma senza ucciderle e senza esercitare su esse alcuna particolare violenza a parte immobilizzarle sul letto. Una delle vittime lo aveva descritto in modo tale da ottenere un preciso identikit e questo aveva portato all'arresto di un ex militare, Albert DeSalvo.


Albert DeSalvo e il suo arresto

Brussel esaminò lungamente DeSalvo all'ospedale psichiatrico Bridgewater e giunse alla conclusione che fosse uno schizofrenico, da non ritenersi responsabile delle sue azioni, e quindi da rinchiudere in manicomio e tenere sotto cura, anziché recludere in galera. Nonostante la sua posizione fosse sostenuta anche da altri psichiatri, al processo, la giuria e la corte decisero che DeSalvo era responsabile e colpevole e lo mandò in galera all'ergastolo.

DeSalvo riuscì brevemente a evadere di galera poco dopo la condanna, ma fu rapidamente ripreso. Fu ucciso in carcere da un altro detenuto, rimasto ignoto, il 25 novembre 1973.

Brussel bollò con parole di fuoco la condanna, sostenendo che un inutile furore giustizialista aveva privato la psichiatria della possibilità di studiare un caso da manuale, e quindi di prevenire chissà quanti delitti successivi.

Un ultimo caso celebre in cui Brussel fu coinvolto risale al 1966 ed è quello relativo ai delitti attribuiti al dottor Carl Anthony Coppolino, un giovane anestesista che fu condannato per aver ucciso la moglie, Carmela Coppolino, anch'essa medico, e fu sospettato anche di aver ucciso un altro uomo, il colonnello in pensione William Farber, marito della sua amante, Marjorie Farber. Anche su questa condanna, Brussel espresse parecchi dubbi, soprattutto perché le principali accuse venivano dalla Farber, a suo giudizio molto più coinvolta di quanto volesse far credere.




Il dottor Coppolino, la moglie Carmela, il colonnello Farber e la moglie Marjorie

Brussel raccolse i resoconti di queste storie in un volume autobiografico pubblicato nel 1968, che fu un successo planetario.






Diverse edizioni, inclusa quella italiana, del libro di Brussel

Brussel era nato a New York il 22 aprile 1905, aveva studiato in Pennsylvania e aveva lavorato a lungo per conto delle Forze Armate e nei dipartimenti di Sanità pubblica prima di affermarsi come professionista. Aveva l'hobby di elaborare cruciverba, che uscivano su diversi quotidiani. Morì il 21 ottobre 1982.

Negli anni '50 si provò anche come autore di gialli psicologici. Il suo unico titolo noto del genere, “Just murder, darling!” si fa ricordare per lucidità e originalità.



Il romanzo di Brussel e la sua versione italiana, uscita nei "Gialli Segreti"

L'avvocato Glen Gordon scopre che la moglie Ellen, sposata in seconde nozze dopo che entrambi sono rimasti vedovi, ha ripreso una relazione con un suo ex, l'agente immobiliare Ralph Briscoe. Benché tutto faccia pensare che Ellen sia stata coinvolta di malavoglia nell'adulterio e voglia troncarlo il prima possibile, Glen è ossessionato dalla gelosia e medita una terribile vendetta. Dopo essersi procurato un alibi inattaccabile, segue Ellen in casa di Ralph e, mentre i due sono a letto, colpisce a morte l'uomo con un oggetto contundente e colpisce la donna tramortendola prima che possa riconoscerlo. Le manomette poi l'auto in modo che essa sia impossibilitata ad allontanarsi dalla scena del delitto senza lasciare tracce evidenti.

L'impeccabile comportamento di Glen in tribunale, dopo che Ellen è stata arrestata, anziché migliorare la posizione di questa, la peggiora, e alla donna viene inflitta una pesante pena detentiva.

Glen racconta la vicenda in prima persona: lo scritto è redatto in forma di un memoriale segreto che Glen ha redatto dopo aver appreso di essere affetto da una grave malattia in modo che Ellen possa leggerlo dopo la sua morte.

Di questo romanzo esiste anche una versione italiana, ma è conosciuta pochissimo.

martedì 24 dicembre 2019

L'impotenza della vittima sacrificale: la convergenza di James Hadley Chase e Jim Thompson


Il thriller e il noir sono due categorie di narrativa che, per definizione, finiscono facilmente per pescare nel torbido, indagando sui più reconditi recessi della mente umana e rivelando spesso degli aspetti sgradevoli o vergognosi di personaggi insospettabili. Un elemento che generalmente manca del tutto nello schema classico di questo tipo di romanzi è la pietà, al posto della quale c'è al massimo una compassione di maniera verso qualche vittima talmente poco fortunata da risvegliare perfino un moto di sensibilità nei duri più spietati, purché non siano ancora del tutto marci.
Eppure qualche autore particolarmente dotato e originale si è spinto fino a toccare un tema che, considerando la mentalità che normalmente si attribuisce al tipico lettore di thriller e noir, tanto più del passato, rappresenta una sorta di tabù invalicabile: l'impotenza sessuale dell'uomo. E lo ha fatto con molta più attenzione e delicatezza di quanto ci si aspetterebbe da chi rappresenta certi generi, perché i personaggi in questione non sono figure secondarie e caricaturali, ma protagonisti di storie davvero drammatiche e tragiche, narrate proprio dal loro punto di vista.
Tanto più sorprendente è il fatto che questi autori siano proprio quelli divenuti più famosi per l'incredibile livello di cinismo che caratterizza la quasi totalità delle loro storie e la personalità di quasi tutti gli “eroi” che le popolano.
Stiamo parlando di James Hadley Chase e di Jim Thompson. In particolare, di due loro romanzi: More deadly than the Male di Chase e A swell-looking babe di Thompson.

James Hadley Chase (1906-85)


Due immagini di Jim Thompson (1906-77)

I due libri sono separati da 8 anni (il Chase esce nel 1946 o nel 1947, le fonti non sono concordi; il Thompson esce nel 1954) ma appartengono entrambi agli anni di massima diffusione e massimo successo del genere.
Chase doveva comunque aver intuito che il suo libro avrebbe spiazzato un po' i lettori, perché inizialmente lo pubblicò dietro lo pseudonimo di Ambrose Grant.
In entrambi questi romanzi, il protagonista è un giovane uomo che non dovrebbe avere alcun problema, anzi appare pure attraente di aspetto, ma non è capace di intrattenere relazioni con le donne, sebbene le desideri moltissimo, perché un trauma subito durante l'infanzia o l'adolescenza lo ha segnato indelebilmente. Entrambi i protagonisti conducono una vita molto frustrante e inferiore alle aspettative in seguito a gravi problemi familiari, e sognano sia un riscatto sociale, sia l'irrompere nella propria vita di una donna capace di far loro superare, come d'incanto, tutti i problemi che si portano dietro. Entrambi finiscono per fidarsi di un “amico” che invece tiene in serbo i più loschi progetti, perché irretiti da una donna legata a questo, che mostra un particolare interesse nei loro riguardi, ma non fino al punto da concedersi a essi, perché questo momento viene sempre rinviato e subordinato ad altri avvenimenti nei quali il protagonista deve avere un ruolo attivo: ovviamente, avvenimenti illeciti. Il protagonista, come si può facilmente intuire a questo punto, è così destinato ad assumere le vesti del capro espiatorio.
Le due storie, però, si concluderanno in modo del tutto diverso.
More deadly than the Male ha avuto due diverse edizioni italiane, una come Giallo Mondadori nel 1966 con il titolo Il mio nome è mitraglia e una come Tascabili Giunti nel 2003 con il titolo Sogno criminale. Tra la due versioni, ci sono poche differenze sostanziali.







L'azione si svolge a Londra, intorno al 1930 o poco prima. George Fraser, un giovane grande e grosso e un po' ottuso, tira avanti a fatica con un modesto lavoro di rappresentante di libri per una casa editrice di manuali pedagogici. Vive in una stanzetta in una sordida pensione dell'estrema periferia, ha buoni rapporti con la domestica della pensione e la barista del locale in cui passa le serate e un legame affettivo molto stretto con un vecchio gatto ospite della stessa pensione, Leo. Non ha mai avuto una ragazza ma, quando era bambino, durante la Guerra, una donna adulta tentò di sedurlo a forza, facendolo fuggire lontano. Trascorre il tempo libero leggendo storie di gangster sulle pulp magazines americane e poi fantasticando di vivere alla maniera dei gangsters stessi. Un giorno, gli viene affiancato un giovane collega dall'aria poco raccomandabile, Syd Brant, che però si rivela capace di concludere moltissimi affari grazie a un comportamento a dir poco spregiudicato. Tra i due nasce una specie di amicizia, che sembra cementarsi quando Syd presenta a George la propria sorella minore, Cora, una ragazza dalla bellezza vistosa e volgare per la quale George perde immediatamente la testa.
George ha il vizio di raccontare in giro le sue fantasticherie come se fossero vere, e le racconta anche ai due. Inoltre, conserva una vecchia pistola che detiene illegalmente dopo averla ereditata del patrigno. Poiché i due sono nei guai per delle faccende legate al rapporto con un piccolo malavitoso, Crispin, che sembra infastidire Cora in tutti i modi, George si convince ad aiutarli unendosi a loro in una spedizione punitiva nella quale dovrebbero solamente intimidire Crispin e convincerlo a stare alla larga dalla ragazza. Ma, appena George punta la pistola addosso a Crispin, convinto che l'arma sia bloccata dalla sicura, parte un colpo e uccide l'uomo.
Fatto sparire con molta difficoltà il cadavere di Crispin, i tre fuggono, sperando di aver cancellato le tracce. Syd e Cora tentano comunque di far ricadere la colpa su George, ma non serve a nulla, perché la banda cui apparteneva Crispin raggiunge ugualmente Syd e lo fa fuori senza troppi complimenti. A Cora, dunque, non resta che chiedere l'aiuto di George, il quale prima accetta di nasconderla e poi si mette a compiere una serie di piccole rapine per procurarsi il contante necessario ad andarsene. Su suggerimento di Cora, i due si rivolgono a un magnaccia amico di Syd, Little Ernie, per essere aiutati nella fuga, ma Cora si dimostra molto più attratta da Little Ernie che da George, dando il benservito a quest'ultimo, con il risultato che George, ottenebrato dalla gelosia, sottopone il nuovo rivale a un violento pestaggio.
Per vendetta, Cora si reca nell'appartamento in cui si erano inizialmente rifugiati e uccide il gatto Leo, che George si era portato dietro quando aveva lasciato la pensione.
George, a questo punto, si reca personalmente dai complici di Crispin, raccontando la verità e offrendosi di portarli dove è nascosta Cora. I banditi sembrano molto comprensivi nei suoi riguardi e, infatti, una volta catturata la donna, gli offrono la possibilità di andarsene. Ma, mentre George va via e Cora viene torturata a morte con dei cavi elettrici, arriva la polizia, che stava già seguendo i banditi. Anche George viene arrestato ma, nonostante le sue pessimistiche previsioni per il futuro, i poliziotti sembrano apprezzare la sua collaborazione, visto che è l'unico a raccontare tutto.

A swell-looking babe ha avuto due edizioni italiane, entrambe di Mondadori con il titolo L'altra donna, una uscita tra i Mystbooks nel 1992 e l'altra tra i Classici del Giallo nel 1996.






Il giovane Bill Rhodes, detto Dusty, vive in una sonnolenta cittadina da qualche parte negli Stati del Sud e fa il fattorino nel principale albergo, il Manton. Ma non era questa la sua ambizione, dato che fino a poco prima studiava Medicina in una prestigiosa università, dalla quale ha dovuto ritirarsi dopo che il padre, direttore di una scuola, è stato rimosso dal suo impiego perché accusato di aver tenuto comportamenti sovversivi firmando una petizione per la garanzia della libertà di parola (non dobbiamo dimenticare che è il periodo del maccarthismo), mentre la madre è morta dopo una lunga malattia. Tra gli ospiti più assidui dell'hotel c'è un gangster, Tug Trowbridge, sulle attività del quale la direzione chiude un occhio perché paga sempre bene e non crea problemi. Un giorno, in hotel arriva una misteriosa e bellissima ospite, Marcia Hillis, che sembra attirata da Dusty fino a invitarlo nella propria camera ma, successivamente, senza che sia successo nulla, lo accusa di tentato stupro. Dusty sembra nei guai, ma Tug si offre di risolvere la situazione, allontanando la donna dalla città prima che la notizia si sparga.
Ovviamente, Tug non lo fa per generosità, ma per chiedere successivamente a Dusty un favore che questo non potrà rifiutargli, ossia l'assistenza nella rapina che ha progettato per i giorni successivi, quando comincerà la stagione delle corse e il Manton ospiterà diversi allibratori che lasceranno somme enormi nella cassaforte dell'hotel.
Dusty è costretto ad accettare, anche se non è convinto che il piano basti a far sembrare la sua partecipazione solo casuale. Deve infatti essere colpito e immobilizzato insieme al portiere Bascom, ma solo dopo aver nascosto una valigia con l'intero bottino nel deposito dell'hotel, ossia l'ultimo posto dove qualcuno andrebbe a cercare la refurtiva. Ma Bascom sembra sapere più di quanto dovrebbe e, infatti, durante la rapina, Tug lo uccide.
In seguito, però, Tug uccide anche i suoi complici, mentre Marcia Hillis ricompare in città, e si viene a sapere che è la figlia di Bascom, il quale a sua volta era un pregiudicato evaso dalla galera con ancora molti anni da scontare, che si nascondeva sotto falso nome.
Parallelamente, nella vita di Dusty, si svolge un'altra vicenda. Il padre è piuttosto rimbambito e ha problemi di salute e non potrà più riprendere il suo lavoro, ma il legale che lo rappresenta, Kossmeyer, continua a pressare Dusty affinché la causa per il reintegro vada avanti. Tra i due i rapporti si fanno pessimi, perché l'avvocato accusa Dusty di non curare abbastanza il padre.
Quando Tug si rifà vivo pretendendo i soldi, Dusty gli concede un appuntamento ma, anziché andarci, ci manda la polizia. Tug tenta di resistere e viene ucciso.
Intanto, Marcia Hillis e Dusty hanno avuto un chiarimento e lei si è addirittura stabilita da lui, e si occupa del padre. Dusty vorrebbe sposarla, ma la donna ritiene di essere troppo grande per lui. Dusty fino ad allora ha avuto grandi problemi con le donne, perché è stato adottato all'età di 5 anni e nell'infanzia ha avuto un rapporto estremamente morboso con la madre adottiva, che prima lo ha incoraggiato, poi però lo ha respinto quando lui si è fatto espressamente avanti. Secondo Kossmeyer, il rapporto con la madre ha determinato in lui una sordida rivalità con il padre, che lo ha spinto a falsificarne la firma sottoscrivendo la petizione incriminata.
Dusty però è convinto di aver trovato in Marcia la donna che la madre non è stata, anche perché le due si assomigliano molto. Un domani, utilizzando i soldi della rapina che sono ancora in parte nel deposito dell'hotel, potranno andarsene lontano e rifarsi una vita.
A complicare le cose, però, arriva la morte del padre di Dusty: che, già cardiopatico, si ubriaca fino a restarci secco. Kossmeyer arriva a sostenere che Dusty lo ha spinto al suicidio, e convince la polizia ad arrestarlo dopo aver scoperto una polizza sulla vita che il padre ha sottoscritto a beneficio di Dusty, della quale Dusty non sapeva niente. Intanto, Marcia Hillis è fuggita.
Entrambi i romanzi terminano con l'immagine della forca. George Fraser chiede a un detective se sarà impiccato per ciò che ha fatto e il detective gli risponde di non essere troppo pessimista. Dusty invece chiede a Kossmeyer cosa lo aspetta e questo gli mima l'impiccagione. Anche se, oggettivamente, in nessuno dei due casi sembrano esserci abbastanza elementi da giustificare la pena capitale, i due protagonisti vengono comunque lasciati sulla soglia di un futuro quanto mai incerto, che peraltro sembrano disposti ad accettare con la massima rassegnazione, essendo stati privati dalle circostanze dei loro principali oggetti del desiderio.

venerdì 29 giugno 2018

Conrad Aiken: Mr Arcularis tra vita reale e sogno


Mr Arcularis, un uomo di mezza età, un modesto uomo solitario dedito senza troppa passione a libri e studi umanistici, è appena sopravvissuto a un difficile intervento chirurgico e ora, per completare la convalescenza, lascia New York per un viaggio in transatlantico verso l'Europa.
L'esperienza della morte sfiorata gli ha aperto gli occhi su tutto quanto ha perso nella vita e, nonostante non stia ancora bene e patisca moltissimo soprattutto il freddo, per la prima volta nella sua vita prova a stringere dei legami con delle persone, in mezzo agli altri passeggeri che lo hanno accolto cordialmente. Tra essi ci sono varie figure che spiccano, come un musicista e un sacerdote, ma soprattutto la dolce e simpatica Miss Dean, con cui il Mr Arcularis stringe un legame che si fa sempre più intenso e gratificante di giorno in giorno.
Ma il viaggio non è solo un idillio. Durante le nottate, Mr Arcularis scopre di essere un sonnambulo e di uscire dalla sua cabina per addentrarsi in tutti gli angoli più reconditi della nave. La mattina, si sveglia in un posto sempre diverso. In una di queste occasioni, si ritrova da solo nella stiva, accanto a una bara, che è vuota. Mr Arcularis rivela a Miss Dean il suo timore che la bara sia lì per lui.
Mr Arcularis è tormentato da alcuni ricordi che hanno avvelenato tutta la sua esistenza, primo tra tutti quello della morte accidentale, che forse fu un duplice suicidio, di sua madre e dello zio che ne era amante. Ma ora si accorge che quei ricordi lo feriscono sempre meno. La figura della madre, che gli è sempre mancata, si confonde con quella di Miss Dean e gli lascia l'impressione di non averlo mai completamente abbandonato.
Mentre la nave attraversa una zona gelida e nebbiosa dell'Atlantico Settentrionale, i viaggi notturni di Mr Arcularis si spingono sempre più lontano. Ha la sensazione di volare, prima fluttuando nell'aria, poi alzandosi in alto, poi raggiungendo gli spazi astrali, di andare sempre più lontano, teme di non riuscire a tornare, ma al tempo stesso è attratto dall'immensità che lo circonda.
L'ultima sera, rivela a Miss Dean (che all'inizio gli credeva ma adesso è un po' scettica sui suoi racconti) che forse dal prossimo viaggio non tornerà più. E, al momento di coricarsi, anziché mettersi in pigiama, si distende sul letto vestito come per intraprendere un viaggio.
Infatti, questa volta arriva ancora più lontano, talmente lontano che la strada del ritorno è definitivamente smarrita. Ma si sente in pace con se stesso.
Subito dopo, la scena passa in una sala operatoria. Un chirurgo identico al sacerdote della nave annuncia a un anestesista identico al musicista della nave e a un'infermiera identica a Miss Dean che il paziente, Mr Arcularis, è morto durante il difficile intervento chirurgico cui veniva sottoposto.
Mr Arcularis uscì, per la prima volta, su Harper's Magazine nel marzo 1931. Fu poi ristampato, alla fine dello stesso anno, in Creeps by night, l'antologia di storie dell'orrore e del soprannaturale curata da Dashiell Hammett. In volume per proprio conto, è uscito solo nel 1957 per i tipi della Harvard University Press.




Copertine e pagine di Harper's Magazine tra gli anni '20 e gli anni '30

L'edizione originale di Creeps by night

La versione italiana, Vivono di notte, in cui Mr Arcularis porta il titolo Assoluto, insoluto
Dashiell Hammett (1894-1961)

L'edizione in volume del 1957

Si tratta di una delle tante opere narrative (probabilmente la più celebre) di uno scrittore che è molto più noto come poeta, Conrad Aiken, nonché una delle sue tre incursioni nella narrativa del soprannaturale.

Aiken nella maturità e in gioventù

Aiken, nato il 5 agosto 1889 a Savannah in Georgia, primo dei quattro figli di una famiglia benestante, ma all'età di 11 anni visse una terrificante tragedia familiare quando il padre, uno stimato neurochirurgo che da qualche tempo dava segni di squilibrio mentale, uccise la madre e poi si suicidò. Aiken fu poi cresciuto da una prozia residente in Massachusetts, mentre i suoi tre fratelli furono adottati, e studiò a Harvard, dove compì le sue prime esperienze giornalistiche insieme a Thomas Stearns Eliot. Sotto l'influenza del suo principale maestro, il filosofo George Santayana, scrisse molte poesie simboliste che piacquero molto a critica e pubblico sia per l'incessante ricerca di un profondo significato, sia per la musicalità dei loro versi. Infatti, il suo poema Music I heard è stato musicato da Leonard Bernstein e da Henry Cowell.
Thomas Stearns Eliot (1888-1965)

George Santayana (1863-1952)

Leonard Bernstein (1918-90)

Henry Cowell (1897-1965)

Fu un grande appassionato di psicanalisi e per qualche tempo progettò di andare a visitare Freud, dopo aver saputo che questi aveva letto e apprezzato molto il suo libro The great circle, ma non trovò mai il coraggio di farlo davvero.
Un'edizione anni '30 di The great circle

Sigmund Freud (1856-1939)

Nel 1930 ottenne il premio Pulitzer per la poesia, il più importante tra i tantissimi riconoscimenti che i 51 titoli della sua opera omnia avrebbero conseguito.
La sua vita sentimentale fu alquanto disordinata. Dopo un matrimonio lungo 17 anni con l'intellettuale canadese Jessie McDonald, che lo seguì quando nel 1921 si trasferì nel Regno Unito e gli diede 3 figli (dalla singolare successione di nomi John, Jane e Joan: il primo fu un chimico ma scrisse alcuni libri, le altre due sono scrittrici abbastanza note, l'ultima specializzata in horror e soprannaturale) e divorzò da lui nel 1929, ebbe altri due matrimoni con Clarissa Lorenz (che poi scrisse un libro sul loro matrimonio) e poi con Mary Hoover.
Jane Aiken Hodge (1917-2009)

Joan Aiken (1924-2004)

Tornato negli Usa, visse a lungo a Capitol Hill, Washington D.C., e si dedicò molto alla saggistica, in particolare allo studio della poesia di Emily Dickinson, di cui fu il massimo esperto tra i suoi contemporanei.
Emily Dickinson (1830-86)

Tornò infine a Savannah, dove morì il 17 agosto 1973.
Gli altri due racconti del soprannaturale di Aiken risalgono rispettivamente al 1925 e al 1934 e si intitolano rispettivamente The disciple e Silent snow, secret snow. Sono stati tradotti in Italiano con i titoli Il discepolo e Neve silenziosa, neve segreta, nel volume La vita non è un racconto, edito dal Club degli Editori nel 1964 (il secondo, come Mr Arcularis, pure presente nel libro, era già comparso in alcune antologie).
Il volume La vita non è un racconto

In The disciple, Giuda e l'Ebreo Errante si incontrano nel negozio di rigattiere che il secondo tiene in una città americana e il secondo riconosce il primo quando questo gli chiede di acquistare una particolare scacchiera chiamata I dodici discepoli. È Venerdì Santo e l'Ebreo Errante ricorda a Giuda che, come tutti gli anni, deve impiccarsi, ma Giuda (che è un distinto signore americano di nome Mr Dace) rifiuta di farlo e se ne va. Qualche giorno dopo, ritorna nello stesso negozio, ma nessuno dei due ricorda più di aver incontrato l'altro.
In Silent snow, secret snow, un bambino è convinto che la sua città sia stata ricoperta da una fitta nevicata, tuttavia il paesaggio è rimasto normale e allora gli viene l'idea che la neve sia visibile solo a lui e portatrice di chissà quale messaggio.