Francis Ryck, presudonimo di Yves
Delville, che ha pubblicato anche come Yves Dierick e con altri
pseudonimi ancora, è probabilmente il più irregolare autore in
mezzo a quell'universo già parecchio fuori delle regole che è il
polar francese.
Ryck negli anni '80
Jean-Patrick Manchette gli attribuiva
il merito di essere stato il precursore di tutti gli autori
determinati a dare alle loro opere una prospettiva anarchica. Guy
Debord, che pure non lo apprezzava molto come persona, lo trovava
molto più credibile di Le Carré. Anche nel resto del mondo
culturale francese Ryck era molto più apprezzato come autore che
come uomo.
J.-P. Manchette (1942-95)
Guy Debord (1931-94)
John Le Carré (1931-2020)
Indubbiamente, Ryck ha scritto tantissimo, ma
senza mai farsi incaprettare da un format e soprattutto scrivendo
sempre libri sorprendenti e originali.
La sua storia personale assomiglia di
più a quella di un autore americano. Nato a Parigi il 4 marzo 1920
da un “incidente” tra la madre concertista fallita e il padre
ludopatico, dovette imparare presto a cavarsela da solo. Esperienze
di collegio esacerbate dal suo carattere ribelle, studi irregolari e
incompiuti, già da adolescente menava vita di vagabondo
arrangiandosi a svolgere i lavori che capitano. Allo scoppio della
Seconda Guerra Mondiale, si arruolò nella Marina Militare e finisce
imbarcato sul cacciatorpediniere Maillé-Brézé, che affondò al
lago di Greenock il 30 aprile 1940, in seguito a un'avaria di un tubo
lanciasiluri e alla conseguente esplosione, che uccise 37 uomini
dell'equipaggio e ne ferì altri 47. Ryck fu tra i sopravvissuti e
tornò in patria in tempo per essere preso prigioniero dai tedeschi
quando la Francia venne invasa. Prima di essere deportato in
Germania, però, simulando disturbi psichiatrici, riuscì a distrarre
le guardie del campo in cui si trovava e a scappare e a tornare a
Parigi.

Il Maillé-Brézé poco prima di affondare
Nel 1943 si sposò. Il nome della
moglie non è riportato in nessun articolo su di lui, ma sembra che
il matrimonio non durasse a lungo. Ne nacquero comunque due figlie,
Michèle e Dominique, e almeno una delle due seguì il padre quando
questo si trasferì a Lione in cerca di fortuna, che però non
dovette trovare, dato che visse sempre di lavori occasionali.
A tempo perso, Ryck scriveva romanzi.
Incassò alcuni rifiuti prima di riuscirne a piazzarne uno presso
l'editore Albin Michel. Era il 1957 e il titolo dell'opera, una
narrazione psicologica sulla grettezza piccolo-borghese della Francia
del dopoguerra, era Au pied du mur. La firma, Yves Dierick.
Negli otto anni successivi ne pubblicò
altri quattro, sempre dello stesso genere, con buon successo.
Poi, mentre era convalescente per un
incidente d'auto, capì che scrivendo polizieschi avrebbe guadagnato
di più e provò come riusciva in quel campo. Il primo tentativo, Les
heures ouvrables (1963), andò bene e lo convinse a continuare.
Fu anche il suo primo libro a essere adattato per il cinema, con Un
souris chez les hommes, uscito l'anno seguente.
Il grosso della sua opera di giallista,
Ryck l'ha firmata per Gallimard: 18 titoli tra il 1966 e il 1978.
Oltre che come scrittore, lavorò molto
come sceneggiatore, guadagnando parecchio. Visse soprattutto tra
Parigi e la Provenza, viaggiando comunque molto, specie in Oriente,
dato che era appassionato di culture orientali. Questo interesse, e
l'abitudine a vivere e viaggiare in modo molto frugale, lo fece
avvicinare al movimento hippy, anche se secondo Guy Debord era tutta
una posa.
Negli anni '90 scrisse i suoi ultimi
romanzi a quattro mani con un'autrice che non ha lasciato molte altre
tracce, Marina Edo.
Il carattere sgradevole (“degno di un
maiale”, secondo Patrick Raynal, autore famoso ma anche uno dei
suoi editor nonché grande ammiratore dei suoi libri) lo portò a
trascorrere la vecchiaia da solo, fino alla morte, sopraggiunta a
Parigi il 19 agosto 2007.
Patrick Raynal (1946)
Nei suoi romanzi, Ryck mette in scena
soprattutto disadattati, criminali per forza di cose, gente che ha
rinunciato al proprio passato, ragazzi ribelli senza causa o per
ragioni molto confuse. Durante la sua vita ne aveva incontrati molti
e sapeva raffigurarli in modo quanto mai realistico. In particolare,
Ryck offre il meglio di sé quando ambienta le sue storie nel mondo
cinico e disincantato dello spionaggio. Il fatto che i suoi
personaggi siano inevitabilmente degli emarginati non significa che
siano anche degli inetti: anzi, nel loro campo, più o meno illecito,
se la cavano benissimo. Questo rende le sue trame particolarmente
affascinanti e piene di suspense. Pochi autori sanno trattare
altrettanto bene il tema dell'uomo in fuga, che sa solo di doversi
nascondere ma ignora completamente quale sarà il suo destino. In
un'intervista, Ryck parla di questi outsider come degli ultimi uomini
liberi, ai quali non interessa nulla della considerazione sociale,
perché la loro unica speranza di sopravvivenza risiede nel far
credere di essere scomparsi.
Gli ambienti urbani in cui si dipanano
le sue trame hanno solo la facciata della civiltà, ma in realtà
sono più pericolosi della giungla più infida. Lo stesso vale per le
campagne e gli altri luoghi isolati, dove i personaggi in fuga si
nascondono spessissimo, nella speranza quasi sempre delusa di non
essere più trovati.
Un critico, Alexander Lous, da un lato,
sottolinea come non esista un tipico “format Ryck”, nel senso che
le trame dei suoi romanzi, oltre che molto elaborate, sono sempre
molto diverse tra loro e quindi sorprendenti per chiunque le legga;
da un altro punto di vista, nota come la disperazione in cui cadono
gradualmente i personaggi incapaci di tirarsi fuori dalle situazioni
difficili in cui si sono cacciati li porti a scegliere la via della
violenza, con effetti devastanti su di loro e su chiunque venga in
contatto con loro, anche quando ci sarebbero le migliori intenzioni
da parte di entrambi.
La storia editoriale di Ryck in Italia
è breve e intensa: nel giro di cinque anni, dal 1969 al 1974, sono
tradotti sette dei suoi romanzi più noti. Poi uno solo nel 1977. Per
ragioni ignote, dopo di allora, Ryck non viene più riproposto nel
nostro Paese.
Il primo titolo presentato è La
“mattanza” comincia all'alba, che esce in Segretissimo con il
numero 308 della collana nel 1969. Il titolo originale è Feu vert
pour poissono rouges.

Si tratta di una vicenda molto
complessa, nella quale agiscono diversi personaggi. Uno scienziato
sovietico in vacanza sul Mar Nero con la famiglia, la sua scorta, due
squadre di agenti segreti, una francese e una inglese, decise a
rapirlo, alcuni personaggi del luogo che fanno il doppio gioco e gli
agenti del controspionaggio sovietico che intervengono appena lo
scienziato sparisce durante un bagno in mare. In poco tempo, l'area
della sparizione è sigillata e nessuno può venirne più fuori.
Nonostante le loro eccellenti coperture e gli ingegnosi modi con cui
riescono a nascondere l'ostaggio, a un certo punto, gli agenti
rapitori devono solo tentare il tutto per tutto per avere una minima
speranza di venirne fuori, prima che il cerchio si stringa intorno a
loro.
Il 1970 è in un certo senso l'annus
mirabilis di Ryck in Italia, perché sono tradotti addirittura tre
suoi titoli.
Il più vecchio lo presenta Longanesi,
che forse è anche l'unico a proporre il romanzo in edizione
integrale. L'aria impazzita esce con il numero 23 della
collana Spia contro spia e, nell'originale del 1966, si intitola
Opération Millibar.



Un agente francese, Laurent, viene
smascherato e arrestato durante una missione in Germania Est. Tenuto
prigioniero in compagnia di una strana ragazza, si convince che
questa possieda poteri telepatici, perché i suoi carcerieri
conoscono in dettaglio i contenuti della sua missione anche se lui
non ha mai detto nulla. Gli viene proposto di fingere di continuarla
ma sabotandola in modo da non farla riuscire: c'è in gioco un
meccanismo che dovrebbe essere in grado di influenzare il clima e che
deve essere testato sulle coste della Danimarca. Altrimenti, ai
servizi francesi arriverà la notizia che Laurent fa il doppio gioco.
Laurent è dunque costretto ad accettare e, una volta liberato,
raggiunge i suoi compagni con una squadra di agenti tedesco-orientali
che lo tiene d'occhio. Per via di un inconveniente, però, la
composizione della squadra francese è cambiata e Laurent coglie
l'occasione per far credere ai tedesco-orientali che un innocuo
turista sia uno dei suoi agenti, lasciando libero dalla sorveglianza
l'agente subentrato, una donna. La sua intenzione è di sabotare
comunque l'esperimento, sperando che il successo della missione lo
metta al riparo dalle false voci. Tuttavia, a un certo punto, si
rende conto che in mezzo ai suoi c'è davvero qualcuno che fa il
doppio gioco.
Il secondo romanzo tradotto in Italiano
nel 1970 esce invece in Segretissimo con il numero 319 della collana
e il titolo Tradire è un po' morire: l'originale, del 1969,
si intitola Drôle de
pistolet.




Un
agente sovietico, Yako, scoperto e arrestato durante una missione nel
Regno Unito, tradisce e spiffera tutto quello che sa. Gli viene
fornita una nuova identità come Henry Forstal e la possibilità di
rifarsi una vita lontano, ma quasi subito si rende conto che il KGB
lo ha immediatamente identificato e lo sta braccando per eliminarlo.
Yako cerca di nascondersi prima in Francia, vivendo come un
vagabondo, e poi in Spagna, ma senza riuscire a scrollarsi di dosso
gli inseguitori. Stringe un forte legame affettivo con un cane, Tom,
e una sincera amicizia con un artista americano disincantato, David
Barney, ma entrambi pagheranno cara la sua vicinanza. L'ultima
persona cui si lega è una psicologa francese, Costanza, che è
l'unica ad apprendere la sua storia ed è decisa a condividerla con
lui. Ma la presenza della donna finirà per rivelarsi il suo punto
debole. Questo
libro, oltre a vincere un importante premio internazionale del
genere, ispirò anche un famoso film, peraltro molto strapazzato
dalla critica e totalmente disconosciuto dallo stesso Ryck, del quale
parleremo più avanti.
Il
1970 di Ryck in Italia si chiude con il romanzo La
lunga spirale di violenza,
uscito in Segretissimo con il numero 326: il titolo originale, sempre
del 1970, è Paris va
mourir.



L'agente
francese Roc viene infiltrato in una cellula di terroristi che sta
progettando una serie di devastanti attentati dinamitardi a Parigi,
con l'dentità di un esperto di esplosivi tedesco che è stato
arrestato appena ha messo piede sul suolo francese. Roc scopre con
sgomento che i pericolosi terroristi sono solo degli adolescenti
incoscienti e del tutto inconsapevoli di essere manipolati da
qualcuno che non avrà nessuno scrupolo a sacrificarli in attacchi
kamikaze, a loro insaputa. Roc cerca di scoprire chi c'è dietro di
loro prima che possano entrare in azione, ma riesce nel suo intento
solo dopo un attentato fallito e la morte di una giovanissima
terrorista. Con la scusa di aiutare gli altri a mettersi in salvo,
seguendo la pista che ha fiutato, non aspetta che i suoi colleghi lo
raggiungano e quindi se la vedrà da solo con gli insospettabili
mandanti.
Anche
nel 1971 Ryck è presentato due volte da Segretissimo.
Il
primo romanzo che esce è Vita
da spia, numero 393
della collana. L'originale, del 1970, si intitola L'incroyant.



Sern
è un agente francese che ormai non ce la fa più. Incaricato di una
missione facilissima, quella di eliminare un agente sovietico nel
sonno, non la porta a termine e permette all'uomo di salvarsi. Riesce
però a scaricare la responsabilità del fatto sulla mancata
sorveglianza della vittima da parte di una sua collega e la fa
franca. Subito dopo, inviato a Copenhagen per prelevare un agente
doppio, non riesce a impedire che questo, preso dal panico, si
suicidi, dopo aver distrutto degli importanti documenti trafugati.
Quando si rende conto che i suoi superiori sospettano di lui, Sern
cerca una via d'uscita affrontando una difficile missione in Germania
Est, nella quale fa credere ai sovietici di avere ancora i documenti
trafugati e di poterli restituire se lo aiuteranno a espatriare e a
nascondersi. In questo piano viene coadiuvato da una agente del KGB
di origine finlandese, Britt, che dovrebbe sorvegliarlo ma vuole
tirarsi fuori dal gioco anche lei e gli chiede di aiutarla a
presentarsi in Occidente e tradire a sua volta. Sern pensa che
presentandosi con Britt e le sue rivelazioni, entrambi avranno la
possibilità di cavarsela, ma ignora che i suoi superiori hanno già
deciso di disfarsi di lui in ogni caso.
Il
secondo Ryck italiano del 1971 è Un
bersaglio per due “siluri”,
numero 413 della collana. L'originale, del 1968, si intitola La peau
de torpedo.



Kola,
agente del KGB attivo in Francia sotto l'identità di un raffinato
antiquario, è uno specialista dello spionaggio industriale. Portata
a termine una importante missione a Lione, ritorna a Parigi in
condizioni di salute non buone per un attacco influenzale e si
nasconde presso l'appartamento di una svedese reclutata dal KGB.
Casualmente, però, viene visto con lei e questa voce arriva alle
orecchie della sua moglie francese, Dominique, che ignora la sua
reale identità. Dominique va a cercarlo a casa della svedese e,
quando trova i due a letto, non immaginando che siano ammalati, colta
da un attacco di gelosia, spara a entrambi e poi fugge. Kola muore
sul colpo, la svedese dopo poco senza aver ripreso conoscenza. Una
volta scoperto il duplice delitto, la polizia si mette in cerca di
Dominique che è la principale sospetta. La donna è in fuga verso il
Sud del Paese e sulle sue tracce c'è anche il KGB, deciso a
vendicare i due agenti uccisi. Dominique non sa niente di questo e
pensa solo a come sfuggire alla polizia. Intanto però la polizia
scava nel passato di Kola e si fa venire parecchi sospetti sulla sua
identità, per cui avverte il controspionaggio, che pure si mette
alla ricerca di Dominique, intuendo che la donna sia in grave
pericolo.
Dopo
aver saltato il 1972 e il 1973, Ryck ricompare in Segretissimo nel
1974, con Il compagno
indesiderabile, numero
572 della collana. L'originale del 1973 si intitola Le
compagnon indésirable.



Un
uomo, Thomas, è in fuga da un ospedale psichiatrico dopo aver ucciso
un guardiano. Cercando un nascondiglio in montagna, si imbatte nella
casetta di una singolare coppia che ha deciso di vivere isolata dal
mondo, lo scrittore David e l'artigiana Julia. I due, appassionati
ecologisti, preferiscono fare a meno di tutte le comodità
tecnologiche per vivere a modo loro. Accolgono Thomas offrendogli
cibo e riparo e tra l'uomo e la coppia si stabilisce un'amicizia che
sembra sincera. Thomas non nasconde di essere un fuggiasco e dichiara
di essere a conoscenza di segreti che è meglio non rivelare per non
mettere in pericolo chi li ascolta, ma i due si dimostrano molto
comprensivi. Quando è chiaro che la polizia sta battendo la zona
alla ricerca di qualcuno che deve essere per forza Thomas, David e
Julia decidono di fuggire insieme a lui sul loro furgone. I tre
raggiungono una zona isolata sull'oceano Atlantico e si accampano su
una spiaggia resa invisibile da una pineta, sperando di vivere
soprattutto di pesca. Thomas è sempre in allarme e un giorno uccide
un uomo che secondo lui li stava sorvegliando nascosto nel bosco, ma
a un esame più approfondito sembra essere solo un gitante che andava
per funghi. Anche se David è ancora sotto la fascinazione di Thomas,
Julia è ormai completamente disillusa nei suoi riguardi e, quando si
rende conto che qualcuno li sta effettivamente sorvegliando, pensa
solo a mettere in salvo sé stessa e il suo compagno, senza essere
sfiorata dall'idea che l'apparente paranoia di Thomas possa avere una
base reale.
Anche
da questo romanzo è stato tratto un film di successo, stavolta
apprezzato anche dai critici.
L'ultimo
Ryck italiano esce nel 1977 ma stavolta nel Giallo Mondadori: Il
testamento americano,
numero 1465 della collana. Il titolo originale, Le
testament d'Amérique,
risalente al 1974, è in realtà molto ironico.



Per
difendere un'amica dalle violenze del marito, Marc, proprietario di
un agriturismo, ammazza quest'ultimo ed è costretto a fuggire per
nascondersi. Avendo un passato criminale, non ha molta speranza di
cavarsela. Cerca un suo vecchio socio di malavita, André, sul quale
ha sempre potuto contare ma non lo trova: al suo posto trova la
moglie, Lea, una donna attraente e indipendente. Lea nasconde Marc
nel proprio appartamento e, mentre è nascosto, Marc scopre che la
figlia di André, figliastra di Lea, è una tossicomane, mentre Lea
subisce continuamente intimidazioni e violenze da parte di alcuni
delinquenti. Messa alle strette, Lea confessa che André è morto ma
lei ha bisogno di un uomo accanto per essere aiutata a venire fuori
da una situazione difficilissima. Infatti la donna, in precedenza, è
stata sposata a un mafioso italoamericano ed è fuggita da questo
matrimonio per andare a vivere con André: la famiglia del mafioso,
morto poco dopo per cause naturali, non gliel'ha mai perdonata e le
fa vivere un'esistenza d'inferno. La tengono per la gola attraverso
la figliastra Anne, soggiogata grazie alla tossicodipendenza. Marc e
Lea concepiscono un piano per derubare Da Costa, il mafioso che si
occupa di Anne fornendole la droga e tenendola praticamente in
schiavitù, ma si tratta di un piano molto complicato e rischioso in
cui tutto può andare storto, anche se nella loro situazione
disperata non hanno alcuna scelta se vogliono trovare i mezzi per
fuggire.
Come
già si è accennato, Ryck è stato letteralmente saccheggiato dal
cinema. È difficile
identificare tutti i film tratti da suoi romanzi, ma almeno i
principali dovrebbero essere i seguenti.
Un
drôle de
Caid (1964), o Un souris chez les hommes da Les heures ouvrables (non tradotto in Italiano), diretto da Jacques Poitrenaud,
sceneggiato da Albert Simonin (lo scrittore di Rififi) e interpretato
da Louis de Funès, Dany Saval e Maurice Biraud. Una commedia a tinte
gialle dal buon ritmo ma niente di più. In Italia: Due uomini in
fuga... per un colpo maldestro.
Dany Saval (1942)
Louis de Funès (1914-83)
La
peau de torpedo (1969), tratto dal romanzo omonimo, diretto da
Jean Delannoy e interpretato da Klaus Kinski, Stephane Audran e Lilli
Palmer. In Italia: Dossier 212 – destinazione morte. Secondo
le critiche che si possono leggere oggi, un film discreto.
Klaus Kinski (1926-91)
Lilli Palmer (1914-86)
Stephane Aurdran (1932-2018)
Le
silencieux (1973), tratto da Drôle de pistolet,
diretto da Claude Pinoteau, con Lino Ventura e Lea Massari. In
Italia, L'uomo che non seppe tacere.
Massacrato dalla critica per la scarsa aderenza al testo originale,
la regia approssimativa e gli attori fuori parte.
Lino Ventura (1919-87)
Lea Massari (1933)
Le
secret (1974), tratto da Le
compagnon indésirable, diretto
da Robert Enrico, con Jean-Louis Trintignant, Philippe Noiret e
Marlène Jobert. In Italia: Il segreto.
Molto apprezzato dalla critica ai tempi, oggi considerato un po'
datato.
Marlène Jobert (1940)
Philippe Noiret (1930-2006)
Jean-Louis Trintignant (1930-2022)
La
questione dei rapporti di Ryck con il filosofo Guy Debord e con
l'editore-agente cinematografico Gérard Lebovici, l'uno destinato a
suicidarsi ma sospetto di essere un possibile mandante dell'omicidio
del secondo, è davvero troppo complessa per poter essere trattata
adeguatamente in questa sede.
Gérard Lebovici (1932-84) accanto a Catherine Deneuve