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lunedì 23 febbraio 2026

Maria Fagyas e i suoi romanzi dalle ambientazioni storiche curate alla perfezione

Maria Helena Fagyas è stata un'autrice decisamente cosmopolita. Cresciuta in Ungheria, vissuta poi a Berlino, nel 1937 si trasferì negli USA per sfuggire al nazismo. Sposata a un famoso commediografo e sceneggiatore, Ladislaus Bus-Fekete (che a Hollywood cambiò il nome in Leslie Bush-Fekete), lavorò nel mondo del cinema e del teatro, anche servendosi di pseudonimi; poi, a partire dagli anni '60, si reinventò autrice di narrativa, scrivendo romanzi in inglese (una lingua che aveva appreso da adulta), pochi ma tutti ben riusciti e di grande successo.

Ladislaus (Laszlo) Bus_Fekete (1896-1971)

Nata a Budapest il 14 marzo 1905, morì a Palm Spings il 24 giugno 1985.

I romanzi di Maria Fagyas si caratterizzano per una precisa e accurata cornice storica e spesso sono direttamente ispirati a fatti storici molto significativi, sebbene per lo più poco noti.

L'esordio è datato 1963, con The Fifth Woman, che in quell'anno fu finalista all'Edgar per la migliore opera prima. Questo romanzo arrivò anche in Italia, nel 1965, nei Polizieschi Il Liocorno, una collana prestigiosa ma purtroppo effimera, tradotto addirittura da Luciano Bianciardi. Non si sa se per una singolare scelta editoriale o più facilmente per un refuso (sul libro originale il nome è riportato “Maria Fagyas”), l'autrice viene ribattezzata “Marika Fagyas”.




Siamo a Budapest, a fine ottobre del 1956. C'è la rivoluzione in corso e la città è parzialmente invasa dai sovietici e semidistrutta, ma l'anziano poliziotto Lajos Nemetz si reca comunque al lavoro. Strada facendo si imbatte in una scena raccapricciante: davanti a un forno, una raffica partita da un carro armato sovietico ha falciato quattro donne che stavano in fila per fare la spesa, e ora giacciono tutte sul marciapiede, ricomposte alla meno peggio.

Giunto in ufficio, Nemetz si trova a raccogliere la denuncia di una giovane donna, attraente ma piuttosto volgare, Anna Toth, che sembra in preda alla paranoia e afferma che il marito vuole ucciderla. Nemetz è tutt'altro che convinto ma trascrive la denuncia.

All'uscita dal lavoro, Nemetz passa di nuovo per il marciapiede su cui si trovavano le quattro donne uccise, e vede che sono diventate cinque. Non solo: la quinta è Anna Toth.

Da quel momento, Nemetz si trova a indagare su uno strano delitto, di cui il principale indiziato sembra essere proprio il marito della donna, il dottor Zoltan Halmy. Ma gli indizi sono molto confusi e, soprattutto, Nemetz prende a benvolere quel medico che, in una situazione ambientale difficilissima, offre una continua prova di competenza e dedizione mentre innumerevoli feriti negli scontri affluiscono all'ospedale. A un certo punto si trova a indagare senza sapere se lo fa per incastrarlo o per proteggerlo.

Il romanzo successivo esce nel 1968 ed è intitolato The Widowmaker. L'edizione italiana arriverà solo nel 1979 grazie a Rizzoli, che lo traduce con il titolo La fabbricante di vedove.



La vicenda è quella della serial killer di Nagyrev, in Ungheria centrale, la levatrice Zsuzsanna Oláh (conosciuta anche come Zsuzsanna Fazekas) che avvelenò un numero imprecisato di uomini (da 50 a 300) su indicazione delle mogli di questi, tra il 1919 e il 1929. Il numero di donne coinvolte e le circostanze dei delitti (dietro molti dei quali c'erano storie di maltrattamenti familiari) indussero le autorità a insabbiare il caso dopo il suicidio della Fazekas in carcere.

Zsuzsanna Fazekas (1861-1929)
Foto d'epoca con donne di Nagyrev arrestate
Alcune delle immagini in circolazione sul web riguardo questa vicenda appaiono troppo ben definite per sembrare d'epoca. O sono state restaurate o sono apocrife


Nel romanzo, a indagare sui fatti è un giovane ufficiale di polizia, il tenente Rudolf Mikay, al quale non sono indifferenti l'arretratezza dei costumi locali e la triste condizione delle donne. Tuttavia, appena comincia ad avere sospetti che le morti degli uomini siano troppe e non esattamente naturali, non esita a richiedere ulteriori indagini ed analisi di polizia scientifica, fino a trovare pesanti indizi a carico della levatrice Anna Kovach, una donna dal comportamento indipendente e inquietante.

Segue un romanzo che, nonostante sia stato tradotto in tedesco e in svedese, non ha lasciato quasi nessuna traccia di sé sul web, al punto che è impossibile reperire immagini dell'edizione originale, benché uscita solo nel 1970: The Twin Sisters.




Ma, nello stesso anno, esce quello che sarà il libro più tradotto e di maggiore successo della Fagyas: The Devil's Lieutenant, che in Italia arriverà anch'esso nel 1979, grazie a Rizzoli, con il titolo Il tenente del diavolo. Lo stesso titolo sarà conservato nella più recente edizione di Elliot, datata 2015.





Anche questo romanzo prende spunto da un avvenimento reale. Nel 1909, un tenente dell'esercito austro-ungarico, il boemo Adolf Hofrichter, infuriato per la mancata promozione al rango di ufficiale di stato maggiore, decise di togliere di mezzo tutti i commilitoni che rappresentavano dei concorrenti in grado di passargli davanti. Fingendosi un farmacista, inviò a una quindicina di essi delle cialde dall'aria innocua ma piene di cianuro, spacciandole per un potente afrodisiaco. Uno degli ufficiali che le ricevette, Richard Mader, provò a prenderne una e ovviamente morì.

Adolf Horfrichter (1880-1945)
Richard Mader (1877-1909)

Venne aperta un'inchiesta, affidata a un inflessibile magistrato militare, Jaroslav Kunz, che dovette resistere a parecchie pressioni affinché tutto fosse insabbiato alla svelta per non gettare discredito sulle forze armate austro-ungariche. Tuttavia, Kunz non si fermò finché non riuscì a incastrare Hofrichter, il quale prima confessò il delitto poi ritrattò la confessione e infine fu condannato a 20 anni di galera, ma ne scontò solo 10.
Jaroslav Kunz (1869-1933)
Giornali d'epoca con articoli sul caso



Nel romanzo, il magistrato militare si chiama Emil Kunze, è di umili origini e tutt'altro che militarista, anzi la cosa che teme di più è che prima o poi scoppi la guerra. Il tenente assassino è invece un giovane fascinoso e volitivo, Peter Dorfrichter, che sembra incarnare il più determinato fanatismo militare. Tra i due si combatte una sorta di partita a scacchi psicologica, con Kunze che si sente morbosamente attratto da Dorfrichter e, per questo, ha sentimenti ambivalenti nei suoi riguardi.

Da questo libro, nel 1984, è stato tratto anche uno sceneggiato televisivo, una produzione tedesca che però potrebbe essere passata anche sugli schermi delle tv italiane, anche se non ci sono prove certe.

I protagonisti Helmut Griem e Ian Charleson
Nel cast del tv movie, nel ruolo della moglie di Dorfrichter, c'è Barbara De Rossi, qui con il regista John Goldschmidt


Nel 1975 esce The Dance of the Assassins, purtroppo mai tradotto in italiano.

Nel 1978 arriva l'ultima opera della Fagyas, il romanzo Court of Honour, che sarà tradotto in italiano da Rizzoli nel 1983 con il titolo Tribunale d'onore. Curiosamente, il romanzo è tradotto da Luciana Bianciardi, la figlia di Luciano.


In questo caso, la cornice storica è quella della Germania del 1907. In quell'anno la nazione tedesca fu attraversata da un pesante scandalo scoppiato quando il giornalista Maximilian Harden rivelò che i vertici diplomatici e militari pullulavano di omosessuali (all'epoca si trattava di un illecito penale secondo la legislazione tedesca) e che i capi della cricca erano il diplomatico e consigliere dal Kaiser Philipp zu Eulenberg e il generale Kuno von Moltke. Diversi processi non fecero molta chiarezza ma evidenziarono soltanto il coinvolgimento di moltissimi ufficiali e uomini di truppa. Alla fine, Harden fu condannato a risarcire Moltke, con una sentenza che non convinse nessuno. Anzi, l'opinione generale era (ed è ancora oggi) che i procedimenti furono depistati e insabbiati perché non arrivassero al Kaiser Guglielmo II, che c'era dentro più di tutti.
Maximilian Harden (1861-1927)
Philipp zu Eulenberg (1847-1921)
Kuno von Moltke (1847-1923)
Il Kaiser Guglielmo II (1859-1941)


Lo scandalo ebbe ricadute pesanti sulla Storia in generale. Eulenberg e Moltke erano figure molto capaci e stimate, capaci di mantenere buoni rapporti con le potenze straniere nonostante il carattere aggressivo del Kaiser. Furono sostituiti da cortigiani incapaci che a forza di lusingare le mania di grandezza del Kaiser lo spinsero a passi internazionali molto azzardati. Si può ipotizzare che questa sostituzione dei vertici militari e diplomatici tedeschi accelerò notevolmente lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Protagonista del romanzo è una ragazza ungherese, Alexa Rethy, cresciuta presso parenti in Germania e data in sposa ancora adolescente a un ufficiale bellissimo e brillante, Hans Gunther Godenhausen. Il matrimonio però non è affatto felice e, dopo qualche tempo, Alexa si trova un amante nella persona di Nicholas Karady, un militare austro-ungarico in servizio presso l'ambasciata, che è il vedovo di sua sorella Beata.

Quando Hans Gunther si trova coinvolto nello scandalo e sottoposto a un trasferimento punitivo da Berlino alla Prussia orientale, Alexa tronca il rapporto con Nicholas, perché convinta che questo non abbia mai smesso di amare la moglie defunta. Ma le cose in Prussia orientale andranno anche peggio e Alexa si troverà un nuovo amante nella persona di Otto von Ranke, un ufficiale dal carattere emotivo e instabile, e questa relazione spingerà la trama verso risvolti particolarmente tragici.