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martedì 7 aprile 2026

Qualche commedia e tre romanzi, dei quali uno davvero importante, per Alain Reynaud-Fourton

A volte un esordio folgorante è sufficiente per portarsi successivamente dietro una solida fama che dura tutta la vita. Alain Reynaud-Fourton ha pubblicato in tutto tre romanzi, cui si devono aggiungere cinque commedie. Potremmo dire che ha campato di rendita sul successo del primo romanzo, ma in questo modo faremmo torto a uno scrittore indubbiamente bravo, anche se evidentemente poco motivato.

Reynaud-Fourton, nato a Parigi il 25 ottobre 1931 e morto a Clichy l'11 gennaio 2014, viene descritto come “ex industriale” nelle succinte biografie disponibili, ma non si capisce se fosse un imprenditore o un manager. Di sicuro era un grande appassionato di polar, perché il suo libro d'esordio non ha nulla da invidiare ai bestseller del genere che uscivano nello stesso periodo, agli inizi degli anni '60. Le pagine che ne trattano riportano un giudizio apparentemente negativo di Claude Mesplède, che però forse era ironico.

Alain Reynaud-Fourton

Il romanzo in questione è Les mystifiés, che uscì nel 1962 nella Série Noire di Gallimard e divenne un bestseller internazionale in seguito al successo del film di Jacques Deray che ne fu ricavato nel 1963. Poiché la colonna sonora del film era costituita da brani composti per orchestra sinfonica dal compositore Michel Magne, il titolo divenne Symphonie pour un massacre e questo rimase nelle traduzioni italiane. La versione USA si intitolava The Reluctant Assassin e uscì nel 1964. La prima versione italiana uscì nell'ottima ma effimera collana I Polizieschi del Liocorno nel 1965 con il titolo Sinfonia per una strage, ma è molto più nota e diffusa l'edizione Gialli Mondadori uscita i 6 giugno 1971 con il numero 1166 di collana e il titolo Sinfonia per un massacro.






La trama è semplice e complessa al tempo stesso. Il boss corso Paoli, dopo aver spadroneggiato per decenni a Parigi, ha deciso di fare un ultimo colpo importante per poi ritirarsi. L'occasione gliela offre una grossa partita di eroina arrivata a Marsiglia e trattata dal gangester Serruti, con cui Paoli è in ottimi rapporti. Per acquistare e smerciare tutta la droga, Paoli riunisce la sua banda, formata da Valoti e Clavet, due che nascondono le loro attività dietro il paravento della gestione di locali notturni, il suo tuttofare Moreau e il giovane ricco e debosciato Jabeke, che si è dato alla malavita per spirito di avventura. Una delle ragioni per cui Paoli vuole tirarsi fuori dal giro è la conflittualità sotterranea che cova tra i membri della banda, soprattutto Valoti e Clavet.

In realtà, Paoli non sa che Jabeke, oltre ad avere una storia clandestina con la moglie di Valoti, ha deciso di fregare gli altri e di intascare tutto il malloppo. Quando Moreau si reca a Marsiglia a pagare la merce e ritirare il primo stock, Jabeke si crea un alibi e lo segue, con l'intenzione di tramortirlo e derubarlo, ma qualcosa va storto e durante l'aggressione Moreau resta ucciso. Quando la notizia della sua morte e della sparizione dei soldi arriva agli altri, è chiaro che il responsabile può essere solo uno della banda, perché nessun altro sapeva perché e come Moreau viaggiava verso Marsiglia. Da quel momento comincia una lotta di tutti contro tutti che inizialmente è fatta solo di sospetti, ma poi diventa sempre più violenta e alla quale non si sottraggono nemmeno le agguerrite mogli di Clavet e Valoti.

Il film di Deray ebbe un ottimo cast (basti pensare a Charles Vanel, Philippe Noiret, Michèle Mercier e Daniela Rocca) e, nonostante fosse giudicato un po' freddo dalla critica, è ancora valido da rivedere dopo tanti anni. Tra gli attori, si ricavò un ruolo anche José Giovanni, co-sceneggiatore del film, regista di altri e autore di romanzi polar di tutto rispetto.

Daniela Rocca (1937-95) nel ruolo di Hélène Valoti

Jean Rochefort (1930-2017) nel ruolo di Christian Jabeke

Michèle Mercier (1939) nel ruolo di Madeleine Clavet e Michel Auclair (1922-88) in quello di Georges Clavet

José Giovanni (1923-2004) nel ruolo di Robert Moureau, Charles Vanel (1892-1989) in quello di Antoine Paoli, Rochefort, Auclair e Claude Dauphin (1903-78) in quello di Louis Valoti
Daniela Rocca al tempo del film

Michèle Mercier al tempo del film
Rochefort, Vanel e Auclair
Marcello Pagliero (1907-80) è Serruti

Claude Dauphin al tempo del film



Dopo questo successo, Reynaud-Fourton pensò di riprovarci e pubblicò un altro polar, dal titolo che si richiama a Villon, La balade des vendus (1964). Ma questo, pur essendo comunque un discreto romanzo, non ripeté la stessa performance di quello precedente. Ebbe comunque qualche traduzione all'estero, compresa quella italiana, che però sarebbe arrivata solo l'11 febbraio 1973 nel Giallo Mondadori, con il numero 1254 di collana e il titolo Dritti in trasferta.


Probabilmente, Dritti in trasferta sconta il tono molto più leggero del precedente. Forse Reynaud-Fourton lo scrisse già pensando a una eventuale riduzione cinematografica, che però non è stata mai girata.

Un gruppo di quattro gangster francesi rapina il caveau di una banca tedesca. La refurtiva è notevole ma tre di essi, durante la fuga, non si separano, si fanno scoprire e restano uccisi in un conflitto a fuoco con la polizia. Il capobanda Eric riesce a tornare in Francia mentre il suo insospettabile collaboratore Henry porta la refurtiva oltre il confine. Il malloppo, per lo più gioielli e pietre preziose, scotta troppo per poterlo tenere troppo tempo in mano. Eric si rivolge dunque al ricettatore Petropoulos per venderlo, ma Petropoulos non ha intenzione di dividere il ricavato con lui. Il custode della refurtiva, Henry, muore in un misterioso incidente, mentre il malloppo sparisce, proprio mentre Petropoulos e la sua guardia del corpo si imbarcano su un aereo per il Libano, probabilmente diretti verso un altro ricettatore più importante, Liposian. A Eric non resta che seguirli per arrivare a loro prima che combinino l'affare.

Dopo questo romanzo, Reynaud-Fourton non pubblica più niente per un quarto di secolo. Solo nel 1989 uscirà il suo terzo e ultimo romanzo, di genere spionaggio, Bras d'honneur, che passerà quasi inosservato e non sarà tradotto all'estero.



Dagli anni '80 in poi, in compenso, Reynaud-Fourton avvia una proficua attività di autore teatrale. La prima delle sue commedie, L'Entourloupe (1983), diventerà un tv movie di successo girato nel 1986, da non confondersi con l'omonimo film del 1980 tratto da un romanzo di Francis Ryck. Protagonista Michel Galabru, attore principale dei testi di Reynaud-Fourton in teatro, coadiuvato da due bravi caratteristi come Pascale Roberts e Alain Chevallier.

Michel Galabru (1922-2016) in un'immagine del 1966
Pascale Roberts (1930-2019) in un'immagine del 1952
Alain Chevallier (1940-99)



Almeno due commedie di Reynaud-Fourton risultano rappresentate in Italia: Tante Marcelle e Il boss di Bogotà. Una versione filmata della seconda è visibile anche su YouTube all'indirizzo web: https://www.youtube.com/watch?v=ZSFSg_d3A-E&t=12s



venerdì 8 novembre 2024

George Joseph: quando essere originale non è sufficiente a farsi ricordare

Gli esperti di un genere letterario si ritrovano spesso a conoscere e raccomandare autori che la maggior parte del pubblico ha completamente dimenticato, o ignora da sempre. Di casi del genere ne abbiamo già visti diversi e sicuramente ne incontreremo ancora altri. A volte fa impressione rendersi conto di come certi autori siano quasi scomparsi dalla circolazione, nel senso che dei loro libri più considerati sono difficili da ritrovare anche le immagini delle copertine. Ma qualche traccia resta comunque, e vale la pena di seguirla fino in fondo.

Di George Joseph le notizie disponibili sono piuttosto contraddittorie. L'unico profilo che lo riguardi è quello di Wikipedia francese, che però gli attribuisce una data di nascita probabilmente sbagliata (1919) e non riporta quella di morte. Invece le pagine del sistema bibliotecario neozelandese, se pur prive di altre notizie, riportano una data di nascita più credibile insieme a una di morte. George Joseph sarebbe dunque nato a Glasgow, in Scozia, nel 1912, per morire non si sa dove (forse in Regno Unito, più probabilmente in Nuova Zelanda) nel 1989.

George Joseph in un'immagine del 1977

La pagina wiki francese si contraddice là dove riporta che i genitori di Joseph erano emigrati in Nuova Zelanda nel 1916: è piuttosto improbabile, a questo punto, che il loro figlio sia nato dall'altra parte del mondo tre anni dopo. Altro dettaglio è quello che lo dà per giornalista nel 1936 e autore del primo romanzo pubblicato nel 1937: 17 e 18 anni di età sembrano francamente troppo pochi, 24 e 25 sono sicuramente più verosimili. Idem per quanto riguarda la sua partecipazione alla Guerra Civile Spagnola (1936-39), cui sarebbe arrivato come corrispondente di guerra per poi diventare pilota da caccia per conto delle Brigate Internazionali.

Una volta rientrato in Nuova Zelanda, Joseph risulta essersi laureato in legge per intraprendere la professione di avvocato, portata avanti per diversi decenni.

Wikipedia francese accredita Joseph come autore di almeno sette romanzi usciti tra il 1937 e il 1964, ma sono certamente di più, perché dall'elenco non ne risulta uno che pure è stato tradotto in italiano. Si riporta invece che è autore di oltre 700 racconti e di diversi libri di saggistica, tra i quali ci sono alcune raccolte di casi criminali.

Alcuni titoli di saggistica di George Joseph

In Italia, George Joseph arriva per la prima volta grazie a una collana di breve durata (51 numeri usciti nel giro di due anni, tra il 1958 e il 1960) ma di notevole qualità, i Gialli Giumar: con il numero 24 della collana, il 14 novembre 1959 esce In tre con la morte, titolo originale Three strangers, uscito originariamente nel 1956 e tradotto anche in francese, in un paio di edizioni della Série Noire di Gallimard, con il titolo Les intrus.




Il romanzo, come anche gli altri, è di ambientazione americana.

Il maturo Red e il giovane Rick, rimasto invalido di una gamba durante la guerra di Corea e muto per lo choc dell'azione in cui è stato ferito, gestiscono un motel isolato che fa ben pochi affari. Un giorno arrivano tre tizi dall'aria un po' sospetta: il grosso e brutale Milch, il giovane e ottuso Danny e un altro personaggio un po' fragile e sfuggente, che gli altri due chiamano Il Dottore. Inizialmente sembra che i tre vogliano andarsene dopo una sola notte, poi però ritornano, occupano la casa di Red e spianano le pistole in faccia ai due esterrefatti proprietari: hanno rapito un bambino e devono nascondersi finché non sarà pagato il riscatto. Il bambino, Terry, è stato rapito insieme alla sua babysitter Tess, sorellastra di Danny ma estranea alla banda.

Il riscatto non viene pagato subito e questo determina l'esplosione di un notevole nervosismo tra i rapitori. Il bambino ha un serio problema di salute e rischia di morire, ma l'intervento del Dottore lo salva. Emerge che il Dottore è un eccellente medico, ma dedito agli stupefacenti, e che Milch, il suo pusher, lo tiene in pugno. Milch, a sua volta, è gravemente ammalato, ma la sua malattia è in fase di remissione: per questo, punta a fare un colpo grosso e a spendersi tutti i soldi finché ha il tempo di farlo. Quando il riscatto viene pagato, si comprende che Milch non ha nessuna intenzione di restituire l'ostaggio. Ma stavolta è proprio il Dottore a opporsi. A questo punto, la tensione deflagra in una lotta di tutti contro tutti.

Lo scrittore e critico francese Claude Mesplède (poco noto in Italia ma considerato un'autorità indiscussa in patria) ha definito questo romanzo claustrofobico e asfissiante, un dramma sul genere di La foresta pietrificata e di Ore disperate, nella sua semplice efficacia.

Dvd di La foresta pietrificata
Humphrey Bogart, Leslie Howard e Bette Davis in La foresta pietrificata
Poster di Ore disperate
Una scena del film


Benché non manchi il ricorso a cliché decisamente datati (il Dottore cui basta fumare una sigaretta drogata per perdere la testa, il prevedibile innamoramento tra Rick e Tess), alcune originali soluzioni narrative ricordano il miglior James Hadley Chase.

Nei Paesi anglofoni il romanzo è quasi del tutto dimenticato. Anche se sul web si trova qualche rara copia in vendita, nessuno si degna di postare immagini della copertina.

Il secondo romanzo di Joseph tradotto in italiano è quello che i francesi sembrano non conoscere: esce nel 1962 come numero 15 della collana mondadoriana I Libri Neri e il titolo Ora zero per il boia. L'originale, Swan Song for a Thrush, è del 1957.




Steve Bryden, detective squattrinato, riceve da un cliente l'incarico di pagare una ricattatrice, l'ex amante del cliente stesso. Recatosi nel luogo indicato, consegna i soldi alla donna. Il giorno dopo, però, scopre che la donna è stata uccisa e che, soprattutto, non si trattava della stessa donna cui ha consegnato i soldi. La polizia lo interroga ma non lo arresta, perché il vero sospetto è il suo cliente. Steve si mette allora a ricostruire cosa ci sia dietro questa strana vicenda, cominciando a indagare sul locale in cui la defunta, Velie Nader, faceva la cantante. Innanzitutto emergono strane frequentazioni tra la stessa Velie e il futuro genero del cliente. Poi salta fuori un giro di spaccio di droga, che porta molto in alto.

Questo romanzo ripropone tutti i pregi e i difetti dell'altro, in una trama molto differente.

Nel 1965 arriva invece in Italia quello che Mesplède considera il capolavoro di Joseph: The Insider, uscito originariamente nel 1964. Viene presentato tra i Gialli Mondadori con il numero 845 di collana e il titolo Doppia condanna, l'11 aprile di quell'anno.

Il titolo dell'edizione francese è decisamente ironico



Mannie Nemin, sicario spietato e sicuro di sé, si è assunto il compito di eliminare un testimone per conto di un boss mafioso. Questo testimone, Carlo Ferretti, è rinchiuso nel braccio della morte di un carcere sperduto, e con la sua testimonianza otterrà la commutazione della pena. L'unico modo di raggiungerlo è farsi chiudere dentro, facendosi passare per un altro condannato, ed uccidere Ferretti simulando un suicidio. A tal scopo, è stato convinto a collaborare uno dei guardiani della prigione, Vilec, che era pieno di debiti di gioco. All'inizio, nonostante qualche prevedibile difficoltà, il piano predisposto da Vilec per far entrare Mannie nel braccio della morte al posto di un altro condannato funziona a meraviglia. I problemi sorgono però al momento di farlo uscire.

Così come Mesplède, non si può non apprezzare l'efficace sobrietà del racconto e riconoscere che, per quanto concerne il periodo in cui fu scritto, non sono molti i noir che funzionano altrettanto bene.





mercoledì 8 maggio 2024

Un autore originale, per certi versi troppo: Elliott Chaze

Elliott Chaze è stato un autore di noir originale e moderno, approdato al genere quando era già uno scrittore di un certo successo e un giornalista affermato. Forse anche per questo non ha mai rincorso molto i cliché e, nonostante l'apprezzamento di molta critica e di una certa quota di pubblico, non è mai stato considerato un autore di primo piano. Forse c'entra anche il fatto che ha scritto tutto sommato poco: otto libri in poco meno di quarant'anni.

Elliott Chaze già anziano

Chaze, il cui nome completo era Lewis Elliott Chaze, nacque a Mamuo, il Louisiana, il 15 novembre 1915. Più tardi, la sua famiglia si spostò in una città più grande dello stesso Stato, Alexandria, dove Chaze terminò le scuole nel 1932. Dopo un percorso accademico un po' accidentato (passò per tre università diverse), nel 1937 si laureò in giornalismo all'università dell'Oklahoma.

Assunto dall'Associated Press come reporter, fu inviato a New Orleans, dove restò fin quando si arruolò nei paracadutisti, nel 1944. Stava ancora addestrandosi quando la guerra finì. Fu inviato comunque in Giappone, con il contingente di occupazione. Qui scrisse il suo primo romanzo, The Stainless Steel Kimono, uscito nel 1947 e incentrato proprio sulle vicende di alcuni paracadutisti americani in Giappone, che ottenne un modesto successo e si guadagnò i complimenti di Hemingway.


Il secondo romanzo, The Golden Tag, noto anche come Love on the Rocks, uscito nel 1950, è la sua prima escursione nel campo del giallo, visto che il protagonista è un giornalista che sta seguendo un caso di omicidio.



Tornato in patria, sposò Mary Vincent Armstrong, da cui ebbe cinque figli.

Nel 1951 Chaze si trasferì ad Hattiesburg, in Mississippi, dove lavorò nella redazione del quotidiano Hattiesburg American. La sua rubrica fissa On the Lopside gli guadagnò un premio di categoria, l'Al Boyle Memorial Award e fu ripresa da altre testate.

Nel frattempo scrisse i suoi due noir più famosi, arrivati anche in Italia. Il primo è Black Wings Has My Angel, originariamente pubblicato nel 1953 come One For The Money, ma più conosciuto con il nuovo titolo risalente all'edizione del 1956. 







Il secondo è Wettermark, uscito nel 1969.



Contemporaneamente, Chaze scrisse molti articoli anche per riviste prestigiose come Collier's, Reader's Digest, Cosmopolitan, Redbook, The New Yorker e, soprattutto Life, di cui fu assiduo collaboratore durante gli anni '60. Una parte dei suoi articoli fu pubblicata in volume nel libro Two Roofs and a Snake on the Door, del 1963.


Scrisse anche un romanzo molto controverso, Tiger in the Honeysuckle (1965) ambientato tra i movimenti per i diritti civili degli Stati del Sud. Questo romanzo fu molto criticato dalla stampa liberal perché metteva in scena il Sud razzista dal punto di vista dei bianchi. 



Con la promozione a City Editor (ossia responsabile delle ultime notizie) nel 1970, il tempo da dedicare al lavoro aumentò. Praticamente, Chaze era costretto a passare tutte le notti in redazione. Non ne ebbe quindi più molto da dedicare ai romanzi. Restò in quella posizione fino alla pensione, che arrivò nel 1980. Durante questo decennio non pubblicò quasi niente.

Dopo la pensione, tornò alla narrativa e scrisse tre romanzi noir ambientati nella città immaginaria di Catherine in cui già si svolgeva Wettermark, con la differenza che adesso era localizzata in Alabama anziché in Mississippi. Sono Goodbye Goliath del 1983, Mr Yesterday (conosciuto anche come The Catherine Murders) del 1984, Little David del 1985.





Non ebbe molto successo e si trasferì per qualche tempo a New Orleans, città che disprezzava, insieme alla moglie che aveva problemi di salute. Lui stesso si ammalò di cancro alla prostata e, per le conseguenze di questo, dopo aver pensato anche al suicidio, morì al Forrest General Hospital di Hattiesburg l'11 novembre 1990.

Chaze venne presentato per la prima volta ai lettori italiani il 15 febbraio 1965, quando uscì con il numero 10 della collana I Neri di Mondadori, la traduzione della prima edizione di One For The Money, intitolata Con lei fino all'inferno. Il romanzo sarebbe stato poi ristampato nello speciale n° 64 del Giallo Mondadori intitolato Relazioni pericolose, nel 2011. È uscita infine, nel 2016, una terza edizione ad opera di Mattioli 1885, basata su quella del 1956, della quale traduce il titolo alla lettera: Il mio angelo ha le ali nere.



Tim Sunblade, evaso e ricercato, vive spostandosi continuamente. Una sera, mentre sta in un motel, chiede a un cameriere di mandargli una prostituta. Si presenta Virginia, insolitamente raffinata ed evidentemente non proveniente dai bassifondi. Anche Tim non è un delinquente lombrosiano: di buona famiglia, ha lasciato l'università per darsi al crimine. Tra di due scatta un'attrazione irresistibile, ma anche subliminale, tant'è che Tim pensa spesso di disfarsi di Virginia e ha altrettanto spesso la sensazione che Virginia voglia disfarsi di lui, ma nessuno dei due sembra riuscire a fare a meno dell'altro.

Tim è sopravvissuto a una temeraria evasione in cui è stato invece ucciso il suo compagno di cella, un bandito esperto che aveva già in mente il prossimo colpo. Tim ora deve solo attuarlo, stabilendosi in una cittadina, imparando le abitudini del furgone che ritira i soldi dalla banca e dai negozi e colpendo quando questo è nell'unico momento di vulnerabilità. Virginia collabora con lui e, quando si presenta l'occasione, il colpo riesce benissimo. Poi i due fanno sparire il furgone gettandolo in una miniera a cielo aperto.

Tuttavia, il rapporto tra i due si incrina nei mesi successivi, perché lui vuole essere più prudente e lei non vede l'ora di spendere tutti i soldi con i nuovi amici che si è fatta a New Orleans. Tim decide dunque di portarla via ma, durante il viaggio, vengono fermati da un poliziotto di pattuglia. Sarebbe un normale controllo, ma Virginia perde la testa e gli spara, poi fugge abbandonando Tim. Tim viene arrestato e sottoposto a diversi giorni di pestaggi perché faccia i nomi dei suoi complici. Anche se non apre bocca, Virginia viene ugualmente arrestata e portata nella sua stessa prigione in attesa del processo.

I due riescono comunque a evadere e fuggono in montagna, nella stessa zona in cui hanno nascosto il furgone blindato della rapina con il corpo del guardiano ucciso. Qui, però, sentendosi troppo sicuri, commetteranno una grave imprudenza.

Il romanzo è stato portato sullo schermo dal regista francese Jean-Pierre Mocky nel 1990, con lo stesso titolo dell'edizione francese del libro, Il géle en enfer. Interpreti principali lo stesso Mocky e la sua compagna Laura (Lauren) Grandt. La critica non ha apprezzato molto questo film.



Jean-Pierre Mocky (1929-2019) e Laura Grandt in una scena del film


Anche il produttore americano Chris Peditto ha pensato di ricavare un film da questo romanzo e ha individuato in Tom Hiddleston e Anna Paquin gli interpreti ideali, ma dopo oltre 20 anni di tentativi il film non è stato ancora realizzato.

Chris (Christopher) Peditto 

Tom Hiddleston (1981)

Anna Paquin (1982)

Il secondo romanzo di Chaze proposto ai lettori italiani è stato Wettermark, tradotto come La fine di Wettermark da Mattioli 1885, nel 2018.

Cliff Wettermark è un giornalista di quarant'anni, pieno di debiti e frustrazioni, che condivide con la rassegnatissima moglie Margaret. La concatenazione di due eventi ravvicinati lo induce a cercare un'improbabile svolta della sua vita: assiste a una rapina in banca da parte di un bandito che si allontana senza problemi e fa perdere le sue tracce, e gli viene diagnosticato un possibile cancro della pelle al volto, ma non ha i soldi per farsi curare. In più, dopo un'imbarazzante intervento a un incontro con una sgradevole personalità locale, cui Wettermark ubriaco si rivolge in modo franco ma sgarbato, il giornale lo licenzia.

Wettermark, che intanto ha seguito per conto del giornale il caso della rapina ma ha tenuto per sé le cose che ha scoperto, decide di rapinare a sua volta una banca. Il piano sembra facile e, nonostante qualche piccolo intoppo, riesce. Sarà il dopo a rivelarsi molto più complicato del previsto.

Aggiornamento di novembre 2024:

Sempre Mattioli 1885 ha tradotto un altro romanzo di Chaze, pubblicandolo proprio quest'anno. Si tratta di Goodbye Goliath, il primo della serie Catherine Murders


Siamo a Catherine, sperduta cittadina dell'entroterra texano, alla fine del 1981. Qualcuno ha appena ammazzato, infilzandolo con uno spillone nella nuca nel suo ufficio, il direttore del quotidiano locale, il fascinoso e prepotente John Robinson. A scoprire il delitto è un maturo redattore, Kiel St.James, all'alba di una nuova giornata di lavoro. Gli indizi sono pochi e la polizia pensa che il delitto sia maturato all'interno della redazione. In effetti, sia dentro sia fuori di questa, le persone che potevano volere morto Robinson si contavano a legioni. Il cerchio dei sospettati si restringe, grazie all'analisi dell'arma del delitto, ai soli possessori di gruppo sanguigno 0 negativo, che sono cinque. E, tra questi, c'è anche Kiel.