Visualizzazione post con etichetta Giallo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giallo. Mostra tutti i post

mercoledì 26 ottobre 2016

Sabina Swift e Dorothy Sucher: personaggio-detective e autrice-giornalista a confronto

Negli anni '80, per ragioni sia anagrafiche (l'invecchiamento o la scomparsa di alcune vecchie firme) sia storiche (è il periodo dell'edonismo reaganiano, con tutto il suo corollario di soldi facili e morale cinica al massimo grado), il mondo del romanzo giallo americano subisce una trasformazione vistosa.
Il decennio precedente era stato soprattutto quello degli anti-eroi e degli investigatori in difficoltà, pieni di dubbi e scrupoli davanti a una serie di delitti la cui responsabilità andava spesso spartita tra il diretto esecutore e la società per intero. In questo decennio, si accentua la distanza tra i privilegiati e gli esclusi, e cambia anche il punto di vista nei riguardi dei delitti: che o riguardano dei poveracci e sono quindi visti con un certo distacco, o maturano in contesti benestanti e di grandi prospettive e mostrano dunque come la massima libertà del singolo possa essere raggiunta solo a scapito dell'interesse di qualcun altro.
Tra gli autori già in attività, la gran parte si adegua alla nuova tendenza, mentre questa si afferma attraverso l'esplosione di altri autori più giovani, molti dei quali sono oggi ancora in attività.
Si affermano in modo evidente le serie di romanzi che hanno al centro sempre le stesse figure principali, più ancora di come non avvenisse nei decenni precedenti. Tra queste figure di detective, alcune delle quali protagoniste ancora oggi di romanzi di successo, spicca per originalità e qualità una meteora, protagonista di due soli romanzi usciti tra il 1987 e il 1989: Sabina Swift, creata dalla giornalista e psicologa Dorothy Sucher.
Dorothy Sucher negli anni '90

Fortunatamente, entrambi i romanzi con Sabina Swift, Dead men don't give seminars e Dead men don't marry, sono stati proposti in Italiano nel Giallo Mondadori tra il 1989 e il 1990, con i titoli Morte di un Nobel e Nozze fatali.
La cornice in cui si svolgono le vicende delle due storie è quella alto-borghese, ma tutt'altro che snob. La protagonista, Sabina Swift, è una donna di mezza età ma molto attraente, di origini modeste e pochi studi, ma dotata di una insaziabile curiosità e quindi di una vasta cultura da autodidatta, oltre che di un carattere molto deciso e combattivo. Potrebbe condurre una vita comoda e tranquilla accanto al marito Bruno Herschel, un fisico che dirige un importante dipartimento universitario nella zona di Washington D.C., ma non ha nessuna intenzione di dedicarsi ai giochi di carte e alle chiacchiere con le amiche all'ora del té e del pasticcini, anche se ama molto il giardinaggio ed è una discreta pittrice dilettante, e quindi ha aperto un'agenzia investigativa che dirige con piglio virile.
Le storie sono narrate in prima persona dal suo principale dipendente, Victor Newman, uno psicologo non ancora trentenne che ha mollato la professione perché durante il periodo di tirocinio ha scoperto di non esserci portato. Tra i due ci sono meno di venti anni di differenza ma il rapporto è sicuramente del genere madre/figlio, anche perché Sabina non ha figli propri e Victor ha perso i genitori. Sebbene Victor non perda occasione per magnificare l'avvenenza fisica e l'eleganza di Sabina (che più volte proverà quanto siano scomodi gli abiti attillati e i tacchi a spillo quando si è in pericolo, ma non per questo smetterà di portarli), i suoi complimenti sono sempre gentili e casti, al punto da far sorgere nel lettore il dubbio che Victor sia gay (alla conclusione del secondo romanzo, tuttavia, avrà una storia importante con una cliente, Donna MacNiece). Victor è il braccio armato di Sabina, quello che fa sempre il lavoro di ramazza e poi le porta i dati che lei elabora in ipotesi su cui continuare a lavorare. Tuttavia, ogni volta che un'indagine entra nel vivo, Sabina affianca il suo braccio destro, impegnandosi senza risparmio.
Morte di un Nobel comincia con Sabina che accompagna in Vermont il marito invitato a un congresso di Fisica e si porta dietro anche Victor. Nell'hotel di lusso sul Lake Champlain tutto sembra andare bene ma, durante in ricevimento, uno scienziato appena insignito del premio Nobel, Hervé Moore-Gann, muore improvvisamente. Quasi subito, appare evidente che è stato avvelenato. Mentre la polizia di Burlington comandata dal capitano Wayne Eaken svolge le indagini ufficiali, Sabina e Victor ne svolgono altre per proprio conto. Tutti gli indizi sembrano puntare su un altro scienziato, Saul Sachs, che ha condiviso il premio Nobel con Moore-Gann. Tanto che a Sabina e Victor viene il sospetto che qualcuno voglia incastrarlo. I fatti, dopo una serie di colpi di scena piuttosto imprevedibili, daranno loro ragione.
L'edizione originale di Dead men don't give seminars

La versione italiana, Morte di un Nobel

Decisamente più ingarbugliato, anche se un po' più breve, il secondo romanzo, Nozze Fatali. Comincia quando Victor, tornando da un viaggio in Alaska, trova sulla segreteria telefonica un messaggio da parte di una carissima amica, Fran O'Connell, con cui questa lo invita al suo matrimonio. Tuttavia, quando Victor ascolta il messaggio, il matrimonio si è già celebrato. Non solo: subito dopo, Fran è morta, investita da un treno a un passaggio a livello. Victor si precipita dal vedovo, Keith Browdy, che gli sembra subito un tipo piuttosto ripugnante. Poco dopo, l'uomo scompare e non si sa che fine abbia fatto. La polizia, cui Victor si è subito rivolto, continua a sostenere che Fran è morta in un incidente e che non c'è nulla di sospetto nella scomparsa di Browdy. Dopo qualche tempo, però, all'agenzia di Sabina Swift si presenta una giovane signora, Donna McNiece, che non è convinta delle circostanza della morte di sua sorella, travolta da un treno a un passaggio a livello dopo aver sposato un uomo che poi è scomparso. A questo punto, convinti che dietro entrambe le morti ci sia la stessa persona, Sabina e Victor si mettono alla ricerca del sedicente Keith Browdy. Ovviamente, anche stavolta hanno visto giusto e anche stavolta i colpi di scena si sprecheranno.
L'edizione originale di Dead men don't marry

La versione italiana, Nozze Fatali

E' un vero peccato che, dopo queste due riuscitissime opere, capaci di mettere insieme un ottimo successo di pubblico con favorevolissimi giudizi critici, Dorothy Sucher non abbia scritto altri gialli.
Ma chi era, Dorothy Sucher?
Le biografie raccontano di una donna nata con il nome di Dorothy Glassman a Brooklyn, il 18 maggio 1933, B.A. in Letteratura Inglese nel 1954 e M.A. in Psicologia nel 1975, sposata dal 1952 con Joseph Sucher, docente universitario di Fisica, madre di due figli.
Nella seconda metà degli anni '60, mentre faceva la giornalista e scriveva sul Greenbelt News Review di Greenbelt, Maryland, finì suo malgrado al centro di un importante caso giudiziario.
Era il 1965 quando, seguendo una riunione del Consiglio Comunale di Greenbelt, si trovò a testimoniare le dichiarazioni di uno speculatore immobiliare, tale Charles Bresler, dal quale il Consiglio voleva acquistare un terreno per costruirci una scuola. Bresler, nonostante l'ottima offerta economica del Consiglio, faceva storie e pretendeva, in cambio del proprio assenso alla transazione, che il Consiglio apportasse due modifiche al piano regolatore cittadino, entrambe a suo vantaggio.
Il giorno dopo, la Sucher, riportando le impressioni e le dichiarazioni dei presenti, scrisse che l'atteggiamento di Bresler verso la comunità era stato “ricattatorio”. Bresler se ne risentì e la citò in Tribunale per diffamazione. La Sucher perse la causa e fu condannata a pagare 17.500 dollari di risarcimento a Bresler, pena poi confermata in Appello.
Ma, nel 1970, portato alla Corte Suprema degli Usa, il verdetto fu completamente ribaltato. La Corte stabilì infatti che le espressioni usate dalla Sucher erano “iperboli retoriche” e, come tali, non avevano nulla di diffamatorio, perché non rappresentano vere accuse. Con questa decisione, i giudici vollero tutelare la libertà di informazione, che in quel periodo era minacciata dal continuo ricorso alle vie legali ogni volta che qualche giornalista si permetteva di andare un minimo oltre la scarna cronaca dei fatti. Infatti, questa sentenza è uno dei capisaldi della libertà di stampa negli States.
La Sucher cominciò a scrivere anche un libro su questa vicenda, ma smise di occuparsene quando si rese conto che non interessava a nessun editore.


Tre immagini aeree di Greenbelt scattate nel 1937, 1938 e 1941. La località è stata il teatro delle prime sperimentazioni urbanistiche delle "città giardino" progettate durante il New Deal di Roosevelt, per costruire quartieri residenziali confortevoli ma a prezzo accessibile

In seguito, è stata insegnante di scrittura creativa presso diverse università del Maryland, ha fondato e diretto associazioni culturali e scritto un interessante libro di giardinaggio, The invisible garden, basato su una sua personale esperienza di trasformazione di una casa diroccata vicino a un ruscello in una elegante villa con giardino.
L'edizione originale di  The invisible garden

E' morta nella sua casa di Silver Spring, sempre in Maryland, il 22 agosto 2010, per le conseguenze di un tumore alla tiroide.



mercoledì 5 ottobre 2016

Il Far West non è mai finito: “Sparatoria” di Douglas Fairbairn

Può accadere, ma non è un caso frequente, che uno scrittore dichiari apertamente di avere una sorta di debito con un altro scrittore, che riconosce come maestro; e, quando accade, il fatto tende a fare sensazione, se il “maestro” è uno scrittore molto meno noto o considerato dalla critica del suo sedicente “allievo”.
Un episodio esemplare in tal senso, ce lo ha fornito su un piatto d'argento addirittura un grande come Stephen King: che, introducendo la sua antologia di racconti Scheletri, dichiara senza mezzi termini di aver plagiato, nell'incipit di The Mist, la frase che apre un romanzo scritto da un altro, Shoot, di Douglas Fairbairn (pubblicato nel 1973 e tradotto in Italiano nel 1975 con il titolo Sparatoria, nella splendida e sfortunata collana dei Gialli Rizzoli), da lui molto ammirato.
La copertina dell'edizione italiana di Scheletri

Stephen King (1946)

Se quella volta non fosse stata ancora sufficiente, anche in occasione di alcune interviste, King ha continuato a ribadire quanto consideri Shoot un capolavoro assoluto, fornendo anche interessanti spiegazioni tecniche (a livello di scrittura creativa) sul perché la pensi in questo modo.
Ma, a questo punto, qualunque lettore di media cultura, o perfino di medio-alta cultura, si sarà già chiesto: ma di cosa tratta, questo libro? E, soprattutto, chi era Douglas Fairbairn.
In realtà, si chiamava Douglas Behl, ed era figlio di un tedesco e di una canadese, nato a Elmira, New York, il 20 dicembre 1926; dopo che il padre abbandonò la famiglia e non si fece più vedere, preferì assumere il cognome della madre, che è appunto Fairbairn. Studiò a Harvard e, anche se non si laureò, cominciò lì, su riviste universitarie come Harvard Lampoon, la carriera di giornalista e scrittore. Alla metà degli anni '50, si trasferì in Florida, dove trascorse tutto il resto della vita, vicino Miami, fino alla morte sopraggiunta il 2 ottobre 1997. Secondo quanto riportato dalle poche pagine web che lo menzionano, tra il 1956 e il 1982 ha pubblicato solo sei libri, di cui Shoot è il terzo (ben quattro di essi sono usciti negli anni '70).
Douglas Fairbairn (1926-97)

L'edizione originale di Shoot



Altre edizioni di Shoot

Sparatoria, la eccellente versione in Italiano del 1975

La vicenda di Shoot si svolge tra una immaginaria cittadina del Midwest, Maybock, e i boschi dei suoi dintorni, attraversati dal fiume Sturrup e ricchi di selvaggina. E' una domenica di autunno quando, nel tardo pomeriggio, un gruppo di cinque amici si prepara a tornare a casa dopo un proficuo weekend di caccia. Sono sulla riva del fiume e, ad un tratto, si accorgono che, sull'altra sponda, c'è un altro gruppo di cacciatori, più o meno sei o sette uomini. Non li conoscono e inizialmente li ignorano: ma, improvvisamente, dall'altro gruppo, parte una fucilata che ferisce alla testa (fortunatamente di striscio) uno di loro, Pete Rinaldi; allora, si gettano a terra e un altro di loro, Zeke Springer, risponde al fuoco, ferendo al volto uno degli altri; dopo di che, saltano sul loro furgone e si allontanano il più rapidamente possibile. Durante il viaggio di ritorno, si chiedono se denunciare l'accaduto alla polizia: ma, arrivati in paese, decidono di non farlo, perché temono che l'uomo ferito da Springer sia morto.
L'elemento più autoritario del gruppo, quello che potrebbe essere definito il maschio alfa della situazione, che poi è anche quello che racconta la storia in prima persona, Rex Jeannette, è ossessionato dall'idea di tornare sul posto alla prima occasione e di regolare i conti senza passare per intermediari. Rex è un pezzo grosso di Maybock, proprietario del suo più importante supermarket (di cui alcuni suoi compagni di caccia sono dipendenti), può permettersi di avere una giovane amante senza che nessuno, a partire dalla moglie, ci trovi nulla da ridire. Lui e Pete Rinaldi sono reduci della Seconda Guerra Mondiale, sono stati feriti nelle Ardenne, anche tutti gli altri hanno alle spalle esperienze militari e appartengono alla Riserva della Guardia Nazionale. Rex ha anche una passione per le armi che tocca livelli di fanatismo quando si mette a enumerare i pezzi della sua collezione di pistole e fucili e a magnificarne le qualità.
Nella settimana successiva, il pensiero di “regolare i conti” diventa un vero e proprio progetto, cui alcuni amici aderiscono entusiasticamente, mentre altri più titubanti vengono convinti dall'autorità di Rex. Al loro gruppo, si aggiunge anche un uomo più giovane, Ogilvie Trumbull, un reduce dal Vietnam che stenta a reinserirsi nella società dopo essere tornato dal fronte ma è addestrato in modo da essere una vera macchina da guerra vivente.
La domenica successiva, il gruppo degli amici di Maybock, armato ed equipaggiato di tutto punto, dopo aver annunciato alle famiglie di andare a caccia, si reca sulle rive dello Sturrup per mettere in atto un piano che prevede l'accerchiamento e l'attacco dei “nemici”, se questi dovessero presentarsi.
E i nemici, in effetti, si presentano. Solo che sono ugualmente armati ed equipaggiati e hanno anche loro un piano di battaglia studiato nei minimi particolari. Ne conseguirà una carneficina tanto terrificante quanto insensata.
Il romanzo ci perderebbe sicuramente se non fosse raccontato dal punto di vista di un uomo la cui assoluta certezza delle proprie ragioni, pur in assenza di ogni minimo argomento a sostenerle, sconfina in una forma di lucida follia. Rex Jeannette non ha mai dubbi, ma solo certezze; non chiede mai, ordina e si aspetta di essere ubbidito all'istante. Fino all'ultimo momento, non viene sfiorato dal minimo senso di pentimento per tutte le morti che finisce per provocare senza una ragione.
Da Shoot, nel 1976, è stato tratto anche un film, con lo stesso titolo (la versione italiana si intitolava inizialmente Shoot-Voglia di uccidere; poi il titolo è diventato Caccia mortale) diretto da Henry Hart e interpretato da Cliff Robertson, Henry Silva e Ernest Borgnine. Nonostante le ottime intenzioni, di non tradire lo spirito del libro, il risultato non piacque alla critica, che lo considerò troppo violento e alquanto ambiguo.

Due locandine del film tratto da Shoot


Degli altri libri di Fairbairn, è conosciuto un ciclo in due volumi il cui protagonista è un scoiattolo; anche se, a detta dei pochi critici che ne hanno scritto di recente, oltre a Shoot, il suo titolo migliore sarebbe un altro noir, uscito nel 1977, Street 8.

I libri di Fairbairn sullo scoiattolo


Due edizioni di Street 8

venerdì 27 maggio 2016

Dietro le rispettabili apparenze: la narrativa di Harold R. Daniels

Per molto tempo, si è creduto che in Italiano, di Harold R. Daniels, fosse disponibile un solo libro, peraltro bellissimo: lo pubblicò il Giallo Mondadori, l'11 agosto 1968, con il numero 1019 ed il titolo Il rovescio della medaglia, che già introduceva il lettore nella vicenda, a differenza dell'originale (The House on Greenapple Road, uscito originariamente nel 1966) che non gli forniva il minimo indizio.

Il rovescio della medaglia, n° 1019 dei Gialli Mondadori

Ad Harold Robert Daniels, nato a Winchedon in Massachusetts il 3 novembre 1917 e morto a Providence, Rhode Island, il 4 dicembre del 1987, oggi non è dedicata nemmeno una pagina su Wikipedia in Inglese. Gran parte di quelle che lo citano sbagliano i suoi dati anagrafici, facendolo nascere nel 1919 e morire a Washington, D.C., il 1° ottobre 1980. C'è una pagina in Francese, dalla quale si possono ricavare alcune notizie: gli autori stigmatizzano il fatto che solo 4 dei suoi 6 romanzi risultino tradotti in quella lingua. In Italiano, la presente pagina è la prima a lui dedicata sul web. 
Daniels ricevette una formazione scientifica a Milford e alla New Haven University, in Connecticut, come ingegnere specialista in metalli e leghe. Dal 1958 al 1972 fu redattore ed editor di Metalworking, una importante rivista specialistica che trattava appunto della lavorazione di metalli. Firmò sicuramente almeno un testo tecnico, intitolato Mechanical Press Handbook, uscito per la prima volta nel 1960, ristampato almeno 2 volte durante gli anni '60 e altrettante negli anni '70.
Mechanical Press Handbook, III edizione, 1979

Intanto, dal 1955 al 1967, pubblicò i suoi 6 romanzi gialli, più diversi racconti il cui numero è difficile da quantificare, visto che sono dispersi tra pubblicazioni non sempre ancora reperibili: la pagina di Wikipedia Francia ne elenca 10, precisando che sicuramente non sono tutti. Il primo romanzo ottenne una nomination per l'Edgar (il più prestigioso premio americano per giallisti) ma non vinse. Molti racconti sono usciti in riviste prestigiose come Alfred Hitchcock's Magazine e Ellery Queen's Magazine. Uno dei suoi romanzi, proprio The House on Greenapple Road, è diventato un tv movie nel 1970, mai arrivato in Italia; uno dei suoi racconti, Road Hog, ha ispirato un telefilm di Hitchcock prodotto nel 1959 e un altro telefilm prodotto nel 1986.
I suoi libri, pur inizialmente tradotti all'estero, non sono più ristampati da molto tempo.
Eppure Daniels è un autore stimatissimo dai critici e dalla totalità dei lettori che lo conoscono. Non solo scrive bene, con uno stile scarno ma elegante e efficace, ma mette in scena intrecci realistici in cui si muovono personaggi verosimili e pieni di vitalità.
Prendiamo appunto Il rovescio della medaglia: la vicenda si svolge a Fruit Hill Farms, una cittadina del Massachusetts che un tempo era abitata da agricoltori ma ora, a forza di lottizzazioni e speculazioni immobiliari, si sta trasformando in un'area residenziale. Una donna, Marian Ord, risulta irreperibile: la chiamano al telefono e non risponde. Il marito è fuori per lavoro e non ne sa nulla. Una squadra di poliziotti guidata dal detective Dan Nalon si reca a casa sua e trova la cucina in disordine, come se vi fosse stata una colluttazione, e sangue dappertutto. Non si riesce però a trovare il corpo. Incalzato dai giornali locali, che continuano a solleticare i più bassi istinti dei lettori, Nalon conduce le indagini interrogando tutti quelli che hanno conosciuto Marian Ord, e si rende conto che i diversi testimoni, rappresentativi dell'intero tessuto sociale di Fruit Hill Farms (un istruttore di sci, un bagnino, un predicatore, un meccanico, un commerciante, un bibliotecario, ecc), anche e soprattutto i più rispettabili, sembrano avere tutti qualcosa da nascondere, perché ognuno di essi descrive una donna diversa da quella descritta dagli altri. Man mano che Nalon la ricostruisce, la vita di Marian Ord assomiglia sempre più a un campo minato, in cui chiunque si inoltri rischia di non tornare indietro. Ma la conclusione sarà ancora più sorprendente di quanto ci si possa aspettare.
La copertina originale di House on Greenapple Road

Ricerche più approfondite, ma anche casuali circostanze fortunate, hanno permesso successivamente di scoprire che altri due romanzi di Daniels erano stati tradotti in Italiano tra il 1959 e il 1961: per l'esattezza, i primi due. Tali traduzioni erano avvenute ad opera di piccoli editori ormai scomparsi da tempo, in collane durate qualche anno, nelle quali sono usciti altri romanzi significativi di altri autori, ma non ancora censite dai vari studiosi e appassionati che si sono dedicati all'argomento.
Nel primo romanzo, intitolato In His Blood, del 1955, c'è un insospettabile tecnico di un'azienda chimica, in una piccola città di provincia, Milton Raskob, che scatena la sua ferocia di serial killer dopo aver accumulato una serie di frustrazioni. Particolare odioso, è prima assassino di  bambini e poi addirittura di un neonato; a dargli la caccia, in un clima di sempre crescente isterismo collettivo che non aiuta di certo le indagini, c'é il tenente Ed Tanager, un uomo dilaniato tra il senso del dovere e i problemi personali, perché ha una figlia ricoverata in ospedale per il sospetto di poliomielite, mentre la moglie, completamente devastata dalla situazione, lo accusa di trascurare la famiglia per il lavoro.

La copertina originale di In His Blood

in Italia, il titolo diventa Febbre di uccidere e il romanzo esce tra I Gialli Segreti di La Tecnografica editrice di Varese, nel 1961

L'altro romanzo è The Girl in 304, del 1956, è pure di ambientazione provinciale e incentrato sulle indagini sui lati oscuri della vita di una ragazza, Lucy Carter, apparentemente del tutto normale, ritrovata nuda e pugnalata a morte in un bosco. Il cadavere però non mostra altri segni di violenza e questo spinge lo sceriffo Ed Masters a ipotizzare un movente diverso da quello di un maniaco sessuale. Durante le indagini, emergono diversi retroscena inquietanti: la ragazza era scappata di casa per sfuggire alla furia del padre maniaco religioso, aveva avuto un figlio da un uomo sconosciuto e lo aveva dato in adozione, aveva lavorato in un locale equivoco e qui aveva avuto a che fare con un poliziotto corrotto. Il padre e il poliziotto corrotto, entrambi sospettati del delitto e con alibi poco credibili, finiscono per morire in modi apparentemente troppo perfetti (uno suicida e l'altro ucciso mentre gli viene data la caccia) per essere davvero convincenti. Infatti, l'assassino si rivelerà essere una persona insospettabile ma sempre bene informata sulle indagini. 

La copertina originale di The Girl in 304

La versione italiana, La ragazza del 304, uscita tra I Gialli del Triangolo (stampati a Roma dalla tipografia Spada) nel 1959

Per quanto riguarda gli altri romanzi di Daniels, dobbiamo rimetterci al giudizio (entusiastico) di un critico, George Kelley, che nel 2009 gli ha dedicato un breve saggio su un sito americano dedicato agli scrittori di gialli, Misteryfiles.
The Accused è un libro del 1958 che chi conosce l'Inglese può facilmente provare a leggere in lingua originale, perché sul web si può reperirne la copia in pdf. Al centro di questo romanzo, che comincia in modo molto originale riportando gli atti di un processo, c'è la figura di un austero docente di un piccolo college che si innamora di una giovane vagabonda e finisce per sposarla: da quel momento in poi, tra i due, sarà una gara a chi riuscirà prima a distruggere l'altro.
La copertina originale di The Accused

C'è poi The Snatch, sempre del 1958: tre uomini dall'esistenza fallimentare (un venditore di automobili che rischia la galera in seguito a una truffa, un cassiere di banca abituato a vivere al di sopra dei suoi mezzi e un loro amico piuttosto ottuso che campa di espedienti) pensano di fare il colpo grosso della loro vita con il rapimento del nipote di un boss della criminalità organizzata, ma mentre il loro piano sembra andare tutto liscio, succede un inconveniente che manda tutto all'aria e, da predatori, si ritrovano prede.
La copertina originale di The Snatch: sul retro, un'immagine dell'autore

Infine, For the Asking, del 1962: un insegnante di Inglese di un liceo, considerato noioso e stupido dagli studenti e un leccapiedi dai colleghi, durante uno spettacolo scolastico, sorprende una coppia di studenti nel momento della massima intimità: lui è il figlio del medico del paese, lei una ragazza povera. Minacciando di rivelare tutto ai loro genitori, li ricatta entrambi, ottenendo soldi da lui e prestazioni sessuali da lei. Ma, quando la ragazza resta incinta, la situazione gli sfugge di mano.
La copertina originale di For the Asking

(Nota del 2025: Tra il 2022 e il 2023, tre suoi romanzi sono stati ripubblicati in ebook dalla Stark House Press, che ha anche corretto i dati anagrafici.)
Dei racconti di Daniels, non sappiamo quanti esattamente siano stati tradotti in Italiano. Qualcuno lo è stato in appendice al Giallo Mondadori, visto che in gran parte gli originali uscirono sulla Ellery Queen Mystery Magazine. 
Un esempio è The Master Stroke, uscito nel numero della EQMM di ottobre 1960 e presentato in versione italiana con il titolo Colpo maestro in appendice al romanzo No, grazie, bambola di Richard Deming, numero 616 della collana, il 20 novembre dello stesso anno. 
In questa vicenda, un anziano truffatore, Harry lo Sciacallo, si reca nelle cittadine in cui sono stati appena commessi delitti che hanno visto donne come vittime, identifica una famiglia felice e sprovveduta che potrebbe fargli da bersaglio e poi convince il marito, a forza di telefonate anonime, di essere sul punto di uccidere la moglie, se non riceverà una certa somma di denaro. Ma non tutti i mariti sembrano sconvolti all'idea delle conseguenze, se non dovessero pagare.




Un altro racconto di Daniels uscito in appendice al Giallo Mondadori è The Haunted Woodshed, tradotto con il titolo La legnaia stregata in appendice al romanzo di Erle Stanley Gardner Perry Mason e le bugie dalle gambe lunghe, uscito con il numero 669 della collana il 26 novembre 1961. In questo racconto, un'anziana insegnante in pensione trova le prove di un uxoricidio commesso nella casa che ha appena acquistato, sfuggite alle indagini perché il cadavere era stato spostato.


Non risulta che i suoi racconti usciti in EQMM siano mai stati inclusi in antologie tradotte; mentre lo sono stati altri due: uno è Tee Vee Murder, che uscì su Manhunt nel dicembre del 1960. In italiano è tradotto L'aggressione ed esce nel numero 77 della nostra versione della rivista, intitolata Giallo Selezione. In questo racconto, ritorna il tenente Tanager di In his blood, di nuovo indagando su un maniaco sessuale, che ha aggredito e ucciso una ragazza appena intravista in una trasmissione tv.


Due copertine di Manhunt

Il numero di Giallo Selezione in cui è uscito il racconto

L'altro è l'ultimo, Three Ways to Robb a Bank, del 1972, uscito nel numero 77 della collana Il Romanzo Giallo della Garden Editoriale, nel 1996 con il titolo Tre modi di rapinare una banca.

Al centro della vicenda c'è un ex cassiere di banca licenziato che si mette a scrivere manuali per derubare le banche in modo assolutamente legale, scatenando il panico tra il Consigli di Amministrazione, che gli offrono lauti compensi in cambio dei suoi manoscritti.

Già dalla semplice descrizione degli intrecci, si capisce che Daniels non è affatto un autore banale o frivolo, ma uno scrittore capace di indagare tra i segreti del cuore umano e i lati oscuri che si nascondono dietro le rispettabili apparenze e le ipocrite convenzioni della nostra società.

Resta da chiedersi perché, negli ultimi anni della sua vita, smise completamente di scrivere, dopo un decennio di attività febbrile (forse una grave malattia progressiva, che spiegherebbe anche la fine prematura?) e, soprattutto, com'è possibile che un autore così valido debba aspettare ancora, prima di essere riscoperto.  

domenica 17 aprile 2016

Una vittima o un imbroglione?

La Storia del progresso scientifico è piena di imbrogli e frodi, di cui spesso si sono resi responsabili anche scienziati di valore. La tentazione di usare la propria autorità e credibilità per ottenere fama, onori e ricchezze, infatti, non risparmia nessuna categoria.
E' ormai ben noto che sia Galileo Galilei sia Gregor Mendel truccarono i responsi numerici dei loro esperimenti, anche se questo non invalida le loro teorie, rivelatesi del tutto esatte, dato che avevano intuito le giuste leggi naturali; con ogni probabilità, commisero qualche scorrettezza solo per ottenere maggiore visibilità attraverso un risultato clamoroso. Galileo ci riuscì, Mendel no e restò a lungo sconosciuto.
Galileo Galilei

Gregor Mendel

E' meno noto, tanto per restare nella vicenda, che il botanico Hugo De Vries, quando nel 1900 riscoprì gli studi di Mendel dimenticati per quasi 40 anni, cercò di farli passare per propri. Sfortunatamente per lui, anche i suoi colleghi Erich von Tshermak e e Carl Correns, nello stesso anno, si imbatterono nella relazione scritta da Mendel nel lontano 1866 e, intuitane l'importanza, si precipitarono ad annunciare al mondo la scoperta.
Hugo De Vries

Erich von Tschermak

Carl Correns

Di casi potremmo citante moltissimi, ma alcuni sono particolarmente interessanti perché nascondono dei misteri che non sono stati ancora risolti. Per esempio, quello di Paul Kammerer, dietro il quale si nasconde quello che appare come un vero e proprio romanzo d'appendice in cui non mancano pene d'amore, spionaggio, intrighi internazionali e implicazioni politiche.
Kammerer era un austriaco, nato nel 1880. Fu un giovane geniale ed eclettico, che per molto tempo si trovò sul punto di abbandonare la ricerca scientifica per la musica (risulta che abbia composto diversi pezzi brevi per pianoforte e canzoni in stile romantico-decadente); si appassionò poi allo studio delle coincidenze, raccogliendo un'ampia raccolta di casi inspiegabili in un libro in cui espose la sua “teoria della serialità” (citata poi da Carl Gustav Jung al momento di elaborare la sua “teoria della sincronicità”).
Paul Kammerer

In laboratorio, si appassionò soprattutto agli anfibi (un giorno, fece svenire una dama aristocratica baciando davanti a lei un raro esemplare di rospo, appena trovato in un giardino) e condusse su di essi degli esperimenti molto arditi. Soprattutto, sapendo che spesso gli anfibi accentuano o annullano gli effetti delle loro metamorfosi da girino a adulto a seconda delle condizioni ambientali in cui vivono, provò a farli vivere in situazioni ambientali estreme per vedere come cambiavano di generazione in generazione. I risultati furono stupefacenti e confermarono la sua adesione alla corrente di pensiero evoluzionista detta lamarckismo, contrapposta ai darwinisti.
Jean Baptiste Monet de Lamarck

L'evoluzione lamarckista per uso e non uso degli organi, attraverso l'esempio della Giraffa

Charles Darwin

Una rappresentazione semplificata della successione di organismi (oggi tutti estinti) che, succedendosi nel corso del processo evolutivo. hanno portato allo sviluppo dell'Uomo

L'albero filogenetico secondo la Teoria di Darwin

Infatti, i biologi evoluzionisti tra il XIX e l'inizio del XX secolo, si dividevano in due categorie in conflitto tra loro: i lamarckisti seguivano le idee di Lamarck per cui l'uso e il non uso degli organi porterebbe al loro sviluppo o alla loro atrofia, e i caratteri così acquisiti si trasmetterebbero alle generazioni successive; mentre i darwinisti seguivano le idee di Darwin, per cui le variazioni dei caratteri emergono casualmente da una generazione all'altra e vengono selezionate dalle condizioni ambientali che eliminano quelle sfavorevoli e conservano quelle favorevoli (oggi, notoriamente, la “battaglia” è stata vinta dai darwinisti; anche se la “Teoria sintetica dell'Evoluzione” ha rivisto, alla luce delle nuove scoperte genetiche, una serie di punti che i darwinisti classici non avevano potuto chiarire: tale teoria sintetica è comunque da considerarsi ancora “in divenire” e non certo definitiva).
Sul rospo detto “ostetrico” (perché il maschio si porta sulla schiena le uova fecondate finché i girini diventano autonomi), Kammerer osservò la comparsa di particolari callosità sulle zampe dei maschi, che facilitano l'accoppiamento in acqua permettendo di tenere ferme le femmine. Tale carattere, inizialmente non presente, si evidenziò dopo che i rospi furono costretti ad accoppiarsi in acqua tenendoli in un ambiente dalle temperature troppo alte all'esterno, e fu trasmesso alle generazioni successive.
Un esemplare maschio di Rospo Ostetrico con le uova attaccate al dorso

Non molti gli credettero e, soprattutto, l'insigne studioso inglese William Bateson lo attaccò ripetutamente, dandogli senza mezzi termini del ciarlatano. Tuttavia, dopo una serie di conferenze in Inghilterra e negli Usa, Kammerer cominciò ad aver qualche successo, e la sua fama attraversò tutto il mondo, tanto che gli fu offerta una prestigiosa cattedra all'università di Mosca, dove avrebbe diretto un laboratorio ottimamente attrezzato e finanziato.
William Bateson

Mentre si trovava in Russia a preparare il trasferimento, nel 1926, il suo istituto di Vienna ricevette la visita dello zoologo Gladwyn K. Noble, considerato il massimo esperto americano di anfibi e rettili. Questo, dopo aver chiesto il permesso a Kammerer per telefono, esaminò i suoi animali e scoprì che le callosità erano state ottenute attraverso iniezioni di inchiostro di china. Lo scandalo che ne seguì fu talmente clamoroso che Kammerer, forse depresso in seguito a una delusione sentimentale (da questo punto di vista aveva sempre avuto una vita piuttosto movimentata), dopo aver inizialmente riconosciuto che i reperti erano stati alterati e aver protestato la propria innocenza, 6 settimane dopo la scoperta di Noble, si sparò.
Gladwyn Kingsley Noble

Anche se, in un primo tempo, sembrò che il suo suicidio fosse una esplicita ammissione di colpevolezza, molti (in particolare tutti i lamarckisti, a partire dal politico russo Anatoly Lunacharsky e dallo scrittore anglo-ungherese Arthur Koestler) hanno sempre sostenuto che la frode non fu commessa da Kammerer, ma da qualcun altro.
Anatoly Lunacharsky

Arthur Koestler

Nell'Urss stalinista, Lamarck era molto più considerato di Darwin perché i neo-darwinisti facevano ampio uso delle teorie di Mendel per spiegare i fenomeni evolutivi; mentre agli ideologi dell'Urss Mendel sembrava troppo “borghese” e “clericale” dato che era stato un monaco agostiniano; oltre al fatto che la principale scuola di genetica neo-mendeliana era sorta, ad opera di Thomas Hunt Morgan (quello degli studi sulla Drosophila Melanogaster), negli Stati Uniti, già allora considerati una potenza rivale. Alla fine degli anni '30, mentre la biologia sovietica era dominata dall'influenza del neolamarckista Trofim Lysenko, alcuni importanti genetisti sovietici che si ostinavano a seguire le teorie mendeliane, sarebbero stati processati come oppositori del regime: e il più illustre tra essi, Nikolaj Vavilov, sarebbe stato condannato a morte (la sentenza fu poi commutata in 20 anni di reclusione, ma Vavilov morì in carcere dopo pochi anni).
Thomas Hunt Morgan

Un esemplare di Drosophila Melanogaster, specie su cui sono stati condotti importantissimi studi genetici all'inizio del XX secolo

Trofim D. Lysenko

Nikolaj Vavilov

Lunacharsky, divenuto Commissario all'Istruzione, durante gli anni '30 si impegnò a tenere il più viva possibile la memoria di Kammerer: realizzò anche un documentario didattico che ne illustrava i lavori. Ma, poiché i rospi ostetrici nei filmati non rendevano abbastanza bene, Lunacharsky finì per sostituirli con le molto più fotogeniche salamandre (approfittando del fatto che Kammerer aveva effettivamente lavorato anche sulle salamandre, ma senza ottenere gli stessi risultati che dichiarava di aver ottenuto con il rospo ostetrico).
Un esemplare di Salamandra Pezzata

Ci sono, sul tema della sostituzione compiuta da soggetti diversi da Kammerer, diverse ipotesi: secondo una, Hans Przibram, il direttore dell'istituto dove lavorava Kammerer e suo fidato amico, avrebbe goffamente alterato i reperti per rendere più evidenti le caratteristiche osservate da Kammerer, sull'evidenza delle quali cui non tutti erano d'accordo; per la seconda, invece, i reperti sarebbero stati alterati, per le stesse ragioni, da un assistente non identificato anziché da Przibram; secondo un'altra, qualcuno che non è mai stato identificato manomise i reperti di Kammerer, approfittando della sua assenza, apposta per screditarlo e rovinarlo per sempre. Quest'ultima teoria è quella più seguita, anche adesso. Sia Lunacharsky sia Koestler hanno sostenuto con vigore che a screditare Kammerer sia stato qualcuno legato agli ambienti di estrema destra, tra i quali lo scienziato era molto odiato perché socialista e pacifista.
Hans Przibram


In ogni caso, il fatto curioso è che le variazioni osservate da Kammerer si sono rivelate possibili, anche se possono benissimo essere interpretate in senso darwinista. Come ha osservato, tra gli altri, il grande evoluzionista Stephen Jay Gould (un neo-darwinista che ha dato un grande contributo alla Teoria Sintetica), i rospi ostetrici discendono da rospi atavici che avevano callosità di quel tipo; dunque è possibilissimo che ne conservino ancora i geni e che, in condizioni ambientali estreme, questi geni atavici siano favoriti dalla selezione naturale. Quindi, Kammerer interpretò male (anche perché allora la genetica era molto meno sviluppata di adesso) le sue osservazioni, ma le compì senza taroccare il materiale di studio. Il “mistero” della sua vicenda resta ancora aperto.
Stephen Jay Gould