Pierre Vial, o Pierre Lesou, o Pierre
Vial-Lesou, è uno di quegli autori che sembrano predestinati a
finire nel noir. O in qualche storia, nella parte del buono o del
cattivo, o a scrivere le storie stesse. Per fortuna, gli è toccata
la terza opzione.
Nato a Parigi il 4 febbraio 1930,
figlio di un poliziotto, dopo il divorzio dei genitori (1934) fu
separato dalla sorella maggiore Gisèle e inviato in un collegio
religioso, che successivamente paragonò a un carcere e dal quale
tentò più volte di evadere. Nel 1943 il padre gli procurò un posto
di apprendista tipografo. Nel 1947 riuscì a ricongiungersi alla
sorella. Con la morte del padre e la partenza della madre per
l'Estremo Oriente, Pierre e Gisèle dovettero rimboccarsi le maniche
per sopravvivere e il futuro autore lavorò soprattutto come
venditore e fotografo ambulante. Dal 1957 la sorella lo mantenne
stabilmente, ma per poco, perché proprio in quell'anno uscì il suo
primo romanzo nella Série Noire di Gallimard, ottenendo un buon
successo che sarebbe poi cresciuto con i titoli successivi.
Pierre Vial Lesou
Questo primo romanzo, Le Doulos
(L'informatore), divenne un film
polar di culto, uscito nel 1962, diretto addirittura da Jean-Pierre
Melville, interpretato da Jean-Paul Belmondo, Serge Reggiani, Michel
Piccoli, Fabienne Dali e Monique Hennessy.
Due immagini di Jean-Paul Belmondo (1933-2021)
Belmondo con Monique Hennessy (1928)
Belmondo con Serge Reggiani (1922-2004)
Reggiani con il regista Jean-Pierre Melville (1917-73)
Fabienne Dali (1941)
La Hennessy nel film
La Dali nel film
Michel Piccoli (1925-2020) nel film
Il
relativo romanzo, putroppo, non è mai arrivato in Italia. Il film
sì, con il titolo Lo spione.
Una curiosità è che da questo romanzo è stato tratto anche un film
greco del 1983, intitolato I parexgisi.
Poster italiano
dvd del film greco
Lesou
ha impiegato diversi pseudonimi, tutti però riconducibili in qualche
modo al suo nome.
Anche
i successivi Coeur de Hareng (1958)
e Main pleine (1961)
sono stati ridotti per lo schermo: dal primo è stato tratto un tv
movie nel 1984 ,con Nicolas Silberg e Anouk Ferjac; e dal secondo addirittura due opere, il film Lucky
Jo (1964) di Michel Deville, con
Eddie Constantine, Pierre Brasseur, Francoise Arnoul e Christiane
Minazzoli (in Italia il titolo è diventato Joe Mitra)
e un altro tv movie, del 1989. Anche questi libri non sono mai
arrivati in Italia.
Eddie Constantine (1917-93)
Pierre Brasseur (1905-72)
Francoise Arnoul (1931-2021)
Christiane Minazzoli (1931-2014)
Poster del tv movie da Coeur de Hareng
Nicolas Silberg (1944)
Anouk Ferjac (1932)
Intanto,
Lesou è passato dalla Série Noire alle edizioni Fleuve Noir. Queste
vengono per lo più snobbate dalle case editrici più importanti, ma
ci sono case editrici minori che traggono da esse parecchi romanzi.
Una di queste è la Rialta di Milano, che nel 1967 presenta due
romanzi di Lesou, a pochi mesi di distanza uno dall'altro. Escono
entrambe nell'effimera collana Serie Thrilling Gialla,
che si ferma a soli sei numeri, ma di qualità (gli altri titoli sono
Il montacarichi di
Frédéric Dard, recentemente ripubblicato da Rizzoli, un romanzo di
Fred Noro e due romanzi di J. P. Garen).
Il
primo a uscire è Je vous salue, Mafia,
tradotto con Addio Killer,
uscito originariamente nel 1964.
La
trama è di ambientazione americana e vede al centro un killer
ingaggiato da un boss per eliminare un altro malavitoso che potrebbe
fare da testimone in un importante processo. Accanto a lui c'è anche
un altro collega. I due ignorano sia che il delitto che stanno per
commettere è assolutamente inutile, sia che in realtà la loro
vittima li attende e ha teso loro una trappola.
L'autore
dichiara in apertura il suo debito verso l'inchiesta sulla
criminalità organizzata realizzata dai giornalisti Burton Turkus e
Sid Feder, tra l'altro pubblicata anche in Italia nel 1955
dall'editore Parenti.
Anche
questo romanzo diventò un famoso film del 1965, con lo stesso titolo
del romanzo, mentre in Italia si chiamò Da New York: Mafia
uccide!, interpretato di nuovo
da Eddie Constantine, con Henry Silva e Jack Klugman quali
antagonisti e le presenze femminili di Elsa Martinelli e Micheline
Presle.
Eddie Constantine nel film
Henry Silva (1926-2022)
Jack Klugman (1922-2012)
Elsa Martinelli (1935-2017)
Micheline Presle (1922-2024)
Dopo
circa cinque mesi, esce il secondo, La virgule d'acier,
pubblicato originariamente nel 1963: in Italia il titolo è La
violenza non paga.
Stavolta
l'ambientazione è inglese. Un giovane bandito è evaso e vuole
fuggire all'estero, ma portandosi dietro il suo ex socio, che è
ancora libero, ma vive nascosto per paura di essere catturato dalla
polizia o ucciso dai membri di una banda rivale. La stessa banda
rivale dà la caccia all'evaso, messa sulla sua strada da un
poliziotto corrotto, e convincere l'amico a fuggire è difficile,
perché la sua donna non vuole lasciarlo andare.
Nonostante
la trama sia piuttosto cinematografica, questo romanzo non è mai
diventato un film.
Finalmente,
nel 1971, anche gli editori italiani più importanti si accorgono di
Lesou, che approda al Giallo Mondadori con Un condé (voce
gergale che significa un poliziotto) del 1970, che esce il 31 ottobre
1971 con il numero 1187 di collana e il titolo La morte di
un condé.
Durante
l'inseguimento di una banda, un criminale ha sparato a un poliziotto,
uccidendolo. Il migliore amico del morto, quando viene catturato uno
dei banditi in fuga, lo tortura per sapere i nomi dei suoi complici.
Ma l'uomo non parla, non per fedeltà agli altri, bensì perché sono
suoi rivali, hanno ucciso anche un suo amico e vuole vendicarlo
personalmente. Anni dopo, l'uomo torturato evade dal carcere e si
dirige subito a casa del poliziotto, per vendicarsi di lui. Ma non
immagina che i suoi rivali sono già sulle sue tracce.
Al
successo di questo libro contribuì anche quello del film che ne fu
ricavato già nello stesso 1970, che in Francia ebbe lo stesso titolo
del romanzo e in Italia l'assurdo L'uomo venuto da Chicago.
Diretto da Yves Boisset, ha tra gli interpreti Michel Bouquet, Gianni
Garko, Francoise Fabian, Michel Constantin, Anne Carrère e Theo
Sarapo, che morì in un incidente automobilistico subito dopo la
conclusione delle riprese. Il film ricevette una inaspettata
pubblicità dal ministro degli interni francese, Raymond Marcellin,
che cercò in ogni modo di bloccarne l'uscita perché secondo lui
offriva un'immagine disdicevole della polizia. Tuttavia, dopo lunghe
discussioni tra le varie commissioni incaricate e le prese di
posizione della stampa a favore del regista, il film poté uscire
senza tagli.
Michel Bouquet (1925-2022)
Gianni Garko (1935)
Francoise Fabian (1933)
Michel Constantin (1924-2003) nel film
Theo Sarapo (1936-70)
Anne Carrère (1927-2022)
Nello stesso anno di Un condé esce un altro film tratto da Lesou: è L'ardoise, dal romanzo L'ardoise de l'apache. Diretto da Claude Bernard-Aubert, è interpretato di nuovo da Michel Constantin e poi da Jess Hahn, Salvatore Adamo (che firma anche la colonna sonora), Elisabeth Wiener, Simone Valère e Jean Desailly. Nonostante la presenza di Adamo, questo film non è mai arrivato in Italia.
Salvatore Adamo (1943), Michel Constantin e Jess Hahn (1921-98) nel film
Elisabeth Wiener (1946)
Simone Valère (1921-2010) e Jean Desailly (1920-2008)
Un
ultimo film tratto dalle opere di Lesou è Sans Sommation,
uscito nel 1973 e tratto dal romanzo omonimo dello stesso anno. Il
film, il cui titolo italiano è Il clan del quartiere
latino, è diretto da Bruno
Gantillon e interpretato da Maurice Ronet, Mario Adorf, Bruno Cremer,
Anny Duperey e Marina Malfatti.
Maurice Ronet (1927-83)
Mario Adorf (1930-2026)
Bruno Cremer (1929-2010)
Anny Duperey (1947)
Marina Malfatti (1932-2016)
Lesou
ha praticamente smesso di scrivere dal 1973. Il suo silenzio è stato
interrotto solo dalla pubblicazione di un ultimo romanzo nel 1985.
Mai completamente adattato alla vita di tutti i giorni, in vecchiaia
ha avuto problemi con la giustizia ed è finito sui giornali quando
la sorella Gisèle (1928-2012) ha lanciato un appello per ritrovarlo
dopo che si era allontanato da casa senza più dare notizie. Lesou è
morto a Longjumeau il 17 febbraio 2018.
Altri romanzi di Lesou mai tradotti in italiano
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