domenica 16 ottobre 2016

L'incredibile viaggio che la bara di Charles Coghlan non fece

L'8 settembre 1900, la prospera città statunitense di Galveston, situata su un'isola proprio di fronte alla costa del Texas, fu investita da un uragano che, nei giorni precedenti, aveva imperversato sul Mar dei Caraibi facendo danni e vittime. Galveston ne uscì praticamente distrutta, e i morti furono oltre 8.000 (c'è chi dice addirittura 12.000). E' a tutt'oggi il più importante disastro naturale nella storia degli Stati Uniti.

Immagini del disastro lasciato dall'uragano di Galveston
La posizione di Galveston di fronte alla costa del Texas

Lo scrittore Erik Larson ha raccontato questa vicenda in un bellissimo libro, Isaac's Storm, pubblicato nel 2000, ricostruedola sulla base dei tantissimi documenti redatti sull'argomento da uno scienziato, Isaac Monroe Cline, che abitava proprio a Galveston e dirigeva il locale servizio meteorologico. Cline sottostimò la probabilità che l'uragano potesse toccare Galveston e non diede nessun allarme al riguardo (con i mezzi di cui disponeva all'epoca, peraltro, i suoi calcoli dovevano essere per forza molto approssimativi, quindi non può essere accusato di scarso scrupolo). Nel disastro, da cui si salvò a stento, perse la moglie, incinta di 8 mesi.
La copertina dell'edizione originale di Isaac's Storm

La traduzione italiana, Il tifone di Galveston

Isaac Monroe Cline (1861-1955)

Erik Larson (1954)

Alla vicenda dell'uragano di Galveston è legata anche una delle storie più fantasiose diffuse tra gli adepti del paranormale, periodicamente ripresa anche a distanza di molti anni (i lettori italiani possono leggere qualcosa al riguardo in Il triangolo maledetto e altri misteri del mare, di Vincent Gaddis, e in Il libro dei fatti incredibili ma veri, di Charles Berlitz), quella della bara di Charles Coghlan e del suo lungo viaggio attraverso l'Oceano Atlantico.
Una delle edizioni italiane del libro di Berlitz

Una delle edizioni italiane del libro di Gaddis

Charles Francis Coghlan era un attore molto celebre ai suoi tempi, ammirato non solo per la sua bravura in scena ma anche per la sua bellezza virile (un biografo lo ha definito il Tom Selleck dell'epoca vittoriana). Nato a Parigi l'11 giugno 1842 da una buona famiglia irlandese (il padre era un celebre editore che aveva fatto fortuna con le guide turistiche), lasciò gli studi di Legge per seguire il richiamo del palcoscenico e, per questo, finì diseredato. Quest'ultimo dettaglio non dovette avere molta importanza, visto che per quasi 40 anni Coghlan mieté grandissimi successi in tutte le numerose opere teatrali che interpretò, da ambo i lati dell'Oceano. Nella parte finale della sua vita, stabilì la sua residenza in una proprietà nella Prince Edward Island, un'isola a Nord della Nova Scotia, in Canada. Nel novembre del 1899, si recò a Galveston per esibirsi in una commedia che stava portando in tournée, The Royal Box, ma non riuscì mai a recitare per il pubblico di quella città. Appena arrivato, la gastrite cronica di cui soffriva da tempo, si aggravò improvvisamente, costringendolo a letto nella sua stanza d'albergo. Malgrado le cure dei medici, la situazione non migliorò e il 27 novembre 1899 Coghlan morì di un attacco cardiaco.


Tre immagini di Charles Francis Coghlan

Coghlan, dopo una lunga relazione con l'attrice Louisa Elizabeth Thorn (che gli aveva dato l'unica figlia, Gertrude) si era sposato nel 1893 con una scultrice di 19 anni, Kuhne Beveridge. La moglie avrebbe voluto che la salma di Coghlan fosse riportata alla Prince Edward Island per essere seppellita nel cimitero vicino casa, ma il trasporto apparve subito complesso e costoso per cui si preferì optare per la cremazione. L'unico posto in cui esistesse un forno per farla era però New York, e sorsero ulteriori difficoltà anche per questo trasferimento. Intanto, la cassa di legno con le spoglie dell'attore morto restò in un deposito di Galveston: tutti i cimiteri di Galveston non hanno mai previsto l'interramento delle bare, dato che scavando la terra anche per anche un solo metro, si raggiunge subito il livello dell'acqua.
Kuhne Beveridge, vedova di Coghlan

Qui, fu sorpresa dall'uragano dell'8 settembre 1900 e portata via insieme a molte altre.
Per molto tempo, non si seppe più nulla della bara e del corpo di Charles Coghlan. Poi, nel 1929, il celebre giornalista e antropologo Robert L. Ripley, autore della rubrica Believe it or not (Che ci crediate o no) sul New York Globe, dedicò un pezzo a una storia che aveva appreso sul tema, poi ripreso anche dal più diffuso Evening Post.
Robert L. Ripley (1890-1949)

La copertina di uno dei tanti libri in cui Ripley ha raccolto gli articoli della sua rubrica

In pratica, secondo quanto riportato da Ripley, la bara di Coghlan, una volta finita nell'Oceano Atlantico per effetto dell'uragano, fu trasportata dalle correnti marine fino a raggiungere, dopo circa 7 anni, le coste della Prince Edward Island, dove fu raccolta da una barca di pescatori, portata a terra, riconosciuta e finalmente tumulata nel cimitero locale.
Questa immagine, riportata da diversi siti, dovrebbe raffigurare la bara di Coghlan
La posizione della Prince Edward Island a Nord della Nova Scotia

Ripley citava come fonti due libri autobiografici scritti da colleghi di Coghlan che lo avevano conosciuto benissimo da vivo, A player under three reigns di Johnston Forbes Robertson (considerato uno dei migliori Amleto del XIX secolo) e The days I knew di Lily Langtry, entrambi pubblicati nel 1925. In effetti, entrambi riferiscono la storia in questi termini.
Johnston Forbes Robertson (1853-1937)

Lily Langtry (1853-1929): è la stessa attrice (interpretata da Ava Gardner) di cui è platonicamente innamorato il "giudice" Roy Bean (Paul Newman) nel film L'uomo dai sette capestri di John Huston

Da quel momento in poi, gli appassionati di paranormale, ma non solo, si impossessarono della storia e la arricchirono di dettagli più o meno fantasiosi, di solito industriandosi a dimostrare come la vicenda stessa fosse materialmente possibile, interpretando piuttosto disinvoltamente i meccanismi della Corrente del Golfo.
L'andamento delle correnti marine atlantiche 

L'andamento della Corrente del Golfo nella zona della Prince Edward Island

In molti siti che la trattano, è infatti riportato sia che Coghlan era nato nella Prince Edward Island, sia che morì colpito da infarto sulla scena mentre stava recitando: due enormi inesattezze. Altri riportano una teoria per cui, in realtà, al momento dell'uragano, la bara di Coghlan non si trovava a Galveston, perché era stata già spedita a New York in treno, ma era andata distrutta nell'incendio che aveva distrutto il treno stesso.
La verità, secondo quanto appare da ricostruzioni moderne, è che la bara di Coghlan fu effettivamente ritrovata da un gruppo di cacciatori circa 7 anni dopo l'uragano, ma in una palude sulla costa continentale texana, a non più di 9 miglia da Galveston.
Restano però degli interrogativi cui non è stato ancora possibile rispondere: che fine fece, questa bara? Dove è stata successivamente sepolta? Le domande non sono oziose, se si pensa che la famiglia di Coghlan aveva offerto un premio in denaro a chiunque l'avesse ritrovata.
Eppure, quando l'Evening Post pubblicò nel 1929 l'articolo di Ripley, la figlia Gertrude e suo marito Auguste Pitou, che era l'ex manager di Coghlan, contattarono il giornale per ricevere dettagli sulla storia, come se non sapessero che fine avessero fatto le spoglie del loro congiunto.
Getrude Coghlan (1876-1952), figlia dell'attore e anch'essa attrice

Del resto, per quanto ci si impegni a battere il web alla ricerca di notizie, non si riesce a scoprire dove sia stato sepolto Coghlan, né si trovano immagini della sua tomba, mentre ve ne sono a iosa di altri Coghlan molto meno celebri.
Dunque, Charles Coghlan, dove è stato sepolto?



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