sabato 3 dicembre 2016

La vera madame Bovary

Si dice che il romanzo moderno, in Europa, sia nato nel 1857 con Madame Bovary, libro ritenuto il capolavoro assoluto di un grande autore che ha scritto poche opere ma tutte memorabili, Gustave Flaubert.
Gustave Flaubert (1821-80)

E' una storia che parte dalle vicissitudini di un giovane medico condotto, un uomo timido e insicuro, Charles Bovary, che prima sposa una donna più grande di lui e poi, rimasto presto vedovo, si risposa con una bella ragazza di campagna, Emma Rouault. La giovane pervasa da uno spirito inquieto ma è anche frivola, ignorante e sprovveduta. Confonde ciò che legge nei romanzi sentimentali e sulle riviste alla moda con la realtà, e sogna una vita di lusso. Charles è un brav'uomo e pure benestante, ma ha il difetto di essere noioso, tanto più che lascia la moglie libera di fare ciò che le pare e la accontenta in tutto. Il matrimonio va in crisi alla nascita del primo figlio: entrambi vorrebbero un maschio, ma arriva una femmina ed è una delusione. Charles pensa di curare le “malinconie” della moglie trasferendosi in un altro villaggio, ossia da Tostes (in realtà ispirato a Totes) a Yonville (in realtà ispirato a Ry: entrambi i luoghi si trovano nella Seine-Maritime, un dipartimento della regione Haute-Normandie) ma qui la situazione non migliora. Anzi, Emma conosce un giovane studente di Legge, Léon Dupuis, con cui avvia una relazione basata sulla condivisione del gusto per le spese facili e i beni di lusso, anche se i due non diventano amanti. Quando Léon va a Parigi a finire gli studi, Emma si trova un vero amante, Rodolphe Boulanger, un proprietario terriero. Per lei, Rodolphe è il grande amore romantico sempre vagheggiato; ma, per lui, Emma non è che una delle tante donne con cui procurarsi un po' di facile divertimento. Emma organizza una fuga per scappare di casa e raggiungerlo ma lui si tira indietro all'ultimo istante. Allora Emma ha una crisi e, per qualche tempo, si rifugia nella religione. Più tardi, a Rouen, la città più vicina a Yonville, Emma incontra ancora Léon, e stavolta i due diventano amanti sul serio. Ogni settimana lei si reca a incontrarlo, facendo credere al marito che va a prendere lezioni di pianoforte. Ma il gioco dura poco, perché Emma, inseguendo i suoi sogni di bella vita, ha speso somme enormi e ora è braccata dai creditori. I suoi amanti le rifiutano qualunque aiuto e, allora, per impietosire il marito prima di metterlo davanti alla realtà, la donna inscena un finto suicidio prendendo dell'arsenico. Però la quantità di veleno è tale da ucciderla comunque, dopo diversi giorni di atroci sofferenze. Per Charles, oltre alla perdita della moglie che amava ancora, arriva anche la mazzata della scoperta dei tradimenti. Poco tempo dopo, sconvolto e incapace di rifarsi una vita, morirà anche lui. La figlia Berthe, principale vittima di tutta la vicenda, sarà affidata a dei parenti che, non potendole dare una dote, la manderanno presto a lavorare in una filanda.





Alcune immagini di Ry, il borgo della Normandia che, con il nome di Yonville, fa da location del romanzo

Sembrerebbe uno dei tanti romanzi edificanti che si leggevano a quel tempo, ma la mano di Flaubert fa la differenza. Emma Bovary è una donna detestabile, ma piena di fascino carnale, seducente malgrado la sua volgarità e superficialità. Le tante “persone perbene” che stanno sullo sfondo, sono figure se possibile ancora più detestabili di lei, o grigie e inutili o meschine e ipocrite. Spiccano le figure del farmacista Homais, che si spaccia per intellettuale e uomo di mondo, pur essendo un provincialotto dagli orizzonti inesistenti, e il mercante Lheureux, un manipolatore che fa leva sui complessi di inferiorità della donna per indurla a spendere molto al di sopra dei suoi mezzi. I due amanti sono figure ancora più superficiali e mediocri di Emma. Charles è un uomo buono e gentile: ma, nell'ambiente in cui vive, queste qualità rappresentano debolezze che si pagano care.
Il romanzo, scritto tra il 1851 e il 1856 uscì inizialmente, tra l'ottobre e il dicembre di quello stesso anno, sulla Revue de Paris. Nel febbraio del 1857, Flaubert e il direttore Leon Laurent-Pichat furono processati per oltraggio alla morale e alla religione, ma finirono assolti. In seguito, pubblicato in volume, il romanzo divenne un famoso bestseller.
L'edizione originale in volume di Madame Bovary

Su Madame Bovary, la critica ha versato fiumi di inchiostro. La storia ha avuto anche diverse versioni cinematografiche. E' noto che l'autore dichiarava “Madame Bovary c'est moi” (“Madame Bovary sono io”) e, come è stato evidenziato tra l'altro dal saggio di Dacia Maraini Cercando Emma, molte espressioni e molti vezzi della protagonista gli furono ispirati dalla sua amica ed ex amante Louise Colet, con la quale ebbe una fitta corrispondenza nel periodo della composizione dell'opera. La Maraini ha confrontato pensieri e parole di Emma Bovary con il contenuto delle lettere di Louise Colet a Flaubert e vi ha trovato un bel po' di corrispondenze, troppe per essere casuali.
La Colet era anch'essa un'artista. Mediocrissima scrittrice, è più nota come modella dello scultore franco-svizzero Jean-Jacques Pradier e come amica di letterati (ne aiutò diversi a farsi un nome, o nei periodi di difficoltà) che per altre ragioni. Sembra che si riconoscesse con un po' di imbarazzo nel personaggio di Emma, ma che non ne abbia fatto tragedie.
Louise Colet (1810-76)

Louise Colet ritratta da Pradier

Jean-Jacques Pradier (1790-1852)

In realtà, però, la storia di madame Bovary è ricalcata pari pari su una vicenda di cronaca svoltasi nella Francia del 1848, al centro della quale c'era una famiglia di conoscenti di Flaubert.
Eugène Delamare, ufficiale sanitario ed ex allievo del padre di Flaubert (docente universitario di medicina), rimasto vedovo di una donna più anziana, nel 1839 sposò la diciassettenne Delphine Couturier. La ragazza era figlia di contadini benestanti come Emma, molto avvenente come Emma e molto sognatrice come Emma. La coppia, dopo il matrimonio, si trasferì a Ry, la Yonville del romanzo, ed ebbe una bambina, Alice. Qui, la ragazza ebbe una relazione con un tale Louis Campion Road, proprietario terriero come Rodolphe Boulanger, e cercò di convincerlo, senza riuscirci, a fuggire insieme. Poi ebbe un'altra storia con un giovane, Narcisse Bollet (studente di Legge come Léon Dupuis) ma fu abbandonata anche da questo. In un momento di depressione, durante un gioro di mercato a Ry, si avvelenò. Il marito chiamò in aiuto tutti i migliori medici che conosceva, compreso il padre di Flaubert, ma la donna non volle rivelare cosa aveva preso e non fu possibile somministrarle alcun antidoto. Morì l'8 marzo 1848, a 26 anni appena compiuti (per combinazione, la stessa data in cui sarebbe morta, 28 anni dopo, Louise Colet). Eugène, che aveva nove anni più della moglie ed era all'oscuro dei suoi tradimenti (ma secondo alcune versione ne era al corrente e la protesse perché era troppo innamorato di lei per abbandonarla), le sopravvisse poco più di un anno.
Il quadro Rigolette prova a distrarsi in assenza di Germain (un soggetto tratto da I misteri di Parigi di Eugène Sue) dipinto da Joseph-Désirè Court nel 1842, per il quale si ritiene che la modella sia stata Delphine Couturier 

La tomba di Eugène Delamare a Ry, accanto alla lapide posta nel 1990 in memoria di Delphine, rubata o venduta non si sa da chi

Flaubert, in pratica, non fece altro che riportare la storia così come era andata, restituendo però un briciolo di dignità alle uniche due figure che avevano dimostrato di possederne: la moglie, frivola e traditrice ma almeno ribelle all'ipocrisia delle convenzioni sociali, e il marito, vittima della sincerità dei propri sentimenti.


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