sabato 25 marzo 2017

Malattie misteriose: il caso di Charles Darwin

Charles Darwin (1809-82) è stato sicuramente uno dei più importanti scienziati di un secolo che ne ha prodotti moltissimi, il XIX, e l'importanza della sua figura, ancora oggi, va ben al di là del suo lavoro scientifico.
Darwin da giovane

Darwin nella maturità

Darwin anziano

E' poco noto, tuttavia, che questo imponente lavoro fu condotto, per gran parte del tempo, in condizioni di salute decisamente disagiate. Darwin stesso, poco prima di morire, affermò che il suo maggior rimpianto era quello di aver sprecato metà della sua vita per via della salute cagionevole. Alcuni biografi affermano però che questa condizione, confinandolo per gran parte del tempo nella sua proprietà (la celebre Down House di Orpington, nel Kent, pochi km a SSE di Londra) e costringendolo a una quotidianità piena di precauzioni e riguardi, lo aiutò a concentrarsi sul lavoro e lo tenne lontano da vizi e abitudini che probabilmente lo avrebbero fatto morire prima, quindi forse non fu un fattore molto limitante per le sue attività. Di sicuro, però, Darwin fu molto meno felice di quanto avrebbe potuto essere.
La Down House, residenza di Darwin

Ma di cosa soffriva, esattamente, lo scienziato inglese?
Il catalogo dei suoi disturbi è molto consistente, e i primi problemi risalgono alla gioventù. Inizialmente iscritto a Medicina a Edimburgo per seguire le orme del padre (il facoltoso medico Robert Darwin), scoprì di non riuscire a reggere lo spettacolo degli interventi chirurgici (che a quel tempo si praticavano senza anestesie) e, in due occasioni, svenne addirittura. Per questa ragione, dopo pochi mesi, fu spostato a Cambridge, dove studiò Teologia, a suo dire svogliatamente, anche se arrivò a conseguire ugualmente il M.A. con ottimi voti.
Nel 1831, grazie al suo interesse per le scienze naturali, all'amicizia di alcuni influenti naturalisti, alla sua laurea in Teologia e al suo aspetto fisico, fu ingaggiato dal capitano e scienziato Robert Fitroy come naturalista della spedizione scientifica del brigantino Beagle, che avrebbe circumnavigato il mondo in 5 anni. Fitzroy scelse Darwin perché gli era stato raccomandato dall'illustre botanico John Stevens Henslow, perché era teologo di formazione (Fitzroy, ardente creazionista, intendeva raccogliere delle prove scientifiche che contrastassero gli argomenti dei lamarckisti inglesi) e infine perché aveva “un bernoccolo della religione sufficiente per dieci preti”, come raccontò poi Darwin stesso (Fitzroy era anche un appassionato seguace della Fisiognomica, una pseudo-scienza con molto seguito a quel tempo, che pretendeva di dedurre il carattere e le inclinazioni delle persone dal loro aspetto fisico). Non si deve tuttavia credere che Fitzroy fosse un ottuso oscurantista: era invece un ottimo marinaio e fu anche un pioniere della meteorologia, nonché un apprezzato inventore di strumenti scientifici.
Il brigantino Beagle

Il capitano Robert Fitzroy (1805-65)

Durante il lungo viaggio del Beagle, e soprattutto nella fondamentale tappa sudamericana, Darwin soffrì quasi ininterrottamente di chinetosi e passò per alcune avventure che misero in pericolo la sua salute. Sia in Argentina, dopo essersi inoltrato nella Pampa, che in Cile, dopo aver passato le Ande, contrasse (sicuramente in seguito a punture di insetti) delle infezioni che lo tennero a letto per molto tempo.
Dopo il ritorno a casa, riprese a soffrire delle palpitazioni cardiache che già lo avevano tormentato a lungo negli anni precedenti ma, a queste, si aggiunsero altri sintomi: disturbi digestivi di ogni tipo, dolori di testa, vertigini, eczemi e sfoghi cutanei, svenimenti, insonnia, tinnito, tremori e spasmi, ecc.
Dopo oltre 10 anni di sofferenze (durante i quali, comunque, si era sposato e aveva avuto diversi figli, oltre a lavorare a diversi importanti contributi scientifici), nel 1849, si rivolse a un medico omeopatico e ipnotista che andava molto di moda a quel tempo, James Gully, che lo sottopose alla sua “cura dell'acqua” (una sorta di sauna seguita da sfregamenti con asciugamani bagnati con acqua fredda, pediluvi freddi, lunghe passeggiate e regime alimentare rigoroso) e, dopo qualche tempo, stette molto meglio. Tuttavia, nel 1851, perse la fiducia in Gully, al quale si era rivolto per far curare la figlia prediletta Annie, che mostrava sintomi persistenti e inspiegabili di indigestione successivi a un attacco di scarlattina. E' possibile che la bambina soffrisse di una forma di tubercolosi estesa all'apparato digerente ma, in ogni caso, le cure di Gully, che pretese anche di farla “visitare” da una sensitiva, non sortirono il minimo effetto. Annie Darwin morì il 23 aprile 1851 a soli 10 anni di età, gettando i genitori in una costernazione dalla quale sarebbero faticosamente riemersi, almeno in parte, in seguito alla nascita, poche settimane dopo, di un altro figlio, Horace (che diventò ingegnere e visse fino al 1928).
James Gully (1808-83)

Annie Darwin (1841-51)

Darwin si rivolse allora a un altro idroterapista, Edward Wickstead Lane, che appariva molto più serio e rigoroso e, grazie all'aiuto di questo, riuscì a stare relativamente bene fino al 1859, anno di uscita di L'origine delle specie. In questo periodo, prese a soffrire di un eczema che, partendo dal volto, si estese fino a rendergli impossibile il ricorso all'idroterapia e che si trascinò, tra alti e bassi, fino al 1866, mentre i disturbi digestivi ritornavano. In questa fase, Darwin sperimentò tutta la farmacopea del tempo, dal bismuto al laudano, senza molti risultati.
L'ultimo medico che provò a curare Darwin con una nuova terapia fu John Chapman, che lo trattò applicandogli borse di ghiaccio sulla schiena. Il rimedio, efficace contro la chinetosi, ebbe qualche risultato e, da quel momento, i sintomi regredirono, pur senza sparire del tutto.
Negli ultimi anni, infine, Darwin manifestò i sintomi di una graduale insufficienza cardiaca che, alla fine, lo condusse a morte il 19 aprile 1882, all'età di 73 anni.
Il funerale di Darwin in una stampa del tempo

Molti studiosi che hanno affrontato l'argomento Darwin ipotizzano che, dietro questa storia clinica, possano facilmente essere riscontrati dei meccanismi psicosomatici. Darwin non amava né la folla né il caos e non gli piaceva né partecipare a riunioni rumorose né ricevere gente chiassosa, già da giovane. Si spostava solo per impegni scientifici e, se possibile, sempre accompagnato dalla moglie Emma Wedgwood. Evitava accuratamente le discussioni impegnative, in cui si faceva sempre sostituire da un autoritario scienziato inglese che aveva subito sposato la causa dell'Evoluzione, Thomas Henry Huxley.
Thomas Henry Huxley (1825-95)

I rapporti familiari rappresentano un'altra possibile fonte di conflitti psicologici interni che si avrebbero potuto manifestarsi con malattie psicosomatiche. Darwin rappresentò una delusione per il padre, che idolatrava da bambino, perché non riuscì a diventare un medico: e il padre, uomo retto ma severissimo, non smise mai di rimproverarglielo. Secondo alcuni biografi, nonostante le sue numerose dichiarazioni in senso contrario, Darwin tenne sempre nascosta dentro di sé una rabbia contro il padre che poteva sfociare in una forma di odio. 
Un ritratto di Robert Darwin (1766-1848), padre dello scienziato

Anche il rapporto con la moglie potrebbe nascondere qualche lato patologico: rimasto orfano di madre da bambino, si legò a una cugina di poco più grande, che conosceva dall'infanzia, e per tutta la loro vita coniugale sembrò dipendere da lei come un figlio più che un marito.
Darwin era poi cresciuto in una tradizione molto religiosa, aveva compiuto studi teologici, e le implicazioni della sua teoria sull'evoluzione delle specie viventi nella concezione del rapporto tra divinità e natura o divinità e uomo (per non parlare di quelle sull'esistenza o meno della divinità stessa) lo mettevano enormemente a disagio.
Emma Wedgwood (1808-96) al tempo del matrimonio con Darwin

Darwin e Emma con due dei loro 10 figli (7 dei quali diventarono adulti)

La moglie fu sempre accanto a Darwin durante il loro matrimonio, soprattutto nei periodi di più intenso lavoro o di più forte sofferenza

Ma potrebbero esserci anche cause organiche.
Un noto specialista israeliano (bielorusso di nascita e formatosi in università inglesi) di malattie tropicali, il dott. Saul Adler, ipotizzò nel 1959 che Darwin fosse stato contagiato dal Trypanosoma cruzi, un protozoo che provoca la cosiddetta Malattia di Chagas. In effetti, durante il viaggio del Beagle, mentre si trovava sul territorio sudamericano, Darwin fu morso almeno due volte da un insetto (Triatoma infestans, o Vinchuca nelle lingue locali) che è il principale vettore di questo parassita nell'uomo. Molti dei sintomi da lui riferiti, poi, corrispondono alle manifestazioni di questa infestazione: sia quelli neurologici, sia quelli cutanei, sia quelli digestivi, perfino la cardiopatia che ne determinò infine la morte.
Saul Adler (1895-1966)

il Triatoma infestans

Sangue umano infetto di Trypanosoma cruzi

Il ciclo della Malattia di Chagas

Altri studiosi hanno obiettato che Darwin visse decisamente troppo a lungo (73 anni) per essere uno che si portava addosso una malattia normalmente letale nel breve periodo; che i sintomi andarono diminuendo nel tempo, cosa che non avviene nei casi di Chagas; che alcuni sintomi dell'infestazione non sono stati riferiti; che le aree in cui soggiornò sono a bassa incidenza del morbo; che nessuno tra i suoi compagni di viaggio risulta essere stato a sua volta infettato.
Purtroppo, gli eredi hanno negato il permesso di prelevare un campione di tessuto dai resti nella tomba a Westminster, perciò non è possibile convalidare l'ipotesi con delle analisi cliniche.
Un'altra ipotesi lungamente vagliata è quella della Malattia di Méniere, un'affezione che coinvolge i centri dell'equilibrio e in misura minore quelli dell'udito: ma questa, anche se dimostrata, non spiegherebbe tutti i disturbi.
Un patologo australiano, John Hayman, ha proposto la possibilità che Darwin fosse affetto da una tra due malattie genetiche non letali, la Sindrome del vomito ciclico e la Sindrome MELAS, o forse da entrambe. Entrambe le sindromi nascono da problemi biochimici a livello mitocondriale, e quindi sono ereditate dalla madre: ma, anche se l'ipotesi appare interessante, non si sa abbastanza della storia clinica della madre e dei fratelli di Darwin per poter giudicare il tal senso.
Il dott. Sydney Cohen, americano, ha prospettato la possibilità di una combinazione di Sindrome da vomito ciclico, Malattia di Chagas e infezione cronica da Helicobacter pylori. L'ipotesi dell'Helicobacter pylori è stata ripresa anche dallo scopritore di questo, l'australiano Barry Marshall .
Barry Marshall (1951), Premio Nobel per la Medicina nel 2005 proprio per la scoperta dell'Helicobacter pylori


Che ci siano state più cause combinate, a questo punto, appare certo. Anche il biologo inglese Peter Medawar, riteneva che Darwin fosse affetto da più malattie e che la sintomatologia di queste si sovrapponesse ai disturbi di origine psicosomatica cui andava soggetto già dalla gioventù.  
Peter Medawar (1915-87), Premio Nobel per la Medicina nel 1960 per la scoperta dei meccanismi di rigetto degli organi trapiantati


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