sabato 4 novembre 2017

Morte nell'acqua: il caso Natalie Wood

Si chiamava, in realtà, Natalja Nikolaevna Zacharenko, ma con un nome simile non avrebbe mai fatto carriera nello show business hollywoodiano, e a inizio carriera glielo cambiarono in Natalie Wood.
Inizio carriera che fu peraltro precocissimo. Nata da una coppia di immigrati russi il 20 luglio 1938, esordì in un film intitolato Happy Land che uscì nel 1943, a meno di 5 anni. Prima di compierne 10, dopo diversi altri ruoli da caratterista, divenne veramente famosa, grazie al ruolo della bambina che non crede all'esistenza di Babbo Natale, in Il miracolo della 34a Strada, uscito nel 1947.
E' abbastanza raro, oggi come allora, che le attrici bambine (come anche gli attori bambini) di successo proseguano una felice carriera anche da adulte. Spesso, agenti rapaci o genitori irresponsabili, finiscono per sfruttare le piccole star spremendole come limoni e non lasciandole libere di crescere come si deve, per cui la loro vita successiva sarà un inferno di nevrosi, vizi autodistruttivi ed errori. Per Natalie Wood, invece, le cose non andarono così: la sua carriera da adulta è anche più prestigiosa di quella da bambina, e annovera parecchi successi, con non pochi riconoscimenti di livello (3 nomination all'Oscar e 3 Golden Globe vinti).
Natalie Wood nel 1956

Natalie Wood negli anni '70

Fu senz'altro aiutata, in questo, dalla scelta di essere attrice sul serio, studiando per diventarlo senza adagiarsi sulla notorietà del nome, oltre che dalla particolare bellezza, piuttosto al di fuori dei normali canoni hollywoodiani: bassa (152 cm) e formosa (ma non fu mai in sovrappeso), lineamenti gradevolmente marcati e vagamente esotici (infatti spesso interpretò ruoli di “straniera”, come mediterranea, indiana o russa), grandi occhi scuri.
I suoi film importanti sono talmente tanti che si fa fatica a indicarne uno in particolare: basti pensare a Gioventù bruciata, a Sentieri selvaggi, a West Side Story, a Splendore nell'erba, a Lo strano mondo di Daisy Clover, a Questa ragazza è di tutti...
Con James Dean sul set di Gioventù bruciata

Con Robert Wagner in Splendore nell'erba

In Lo strano mondo di Daisy Clover

Con Robert Redford in Questa ragazza è di tutti

In West Side Story

Nella maturità, meno richiesta al cinema, lavorò moltissimo in televisione, sempre con grande successo.
Ebbe una vita privata vivace ma sostanzialmente abbastanza equilibrata, per gli standard di Hollywood: giovanissima, nel 1957, sposò Robert Wagner, nato nel 1930, un giovane attore di successo con cui formò per alcuni anni una coppia molto affiatata, fino al divorzio (1962) per ragioni mai precisate, forse legate alla vita troppo dispendiosa che Wagner imponeva alla moglie e ai conseguenti problemi economici nonostante gli ottimi guadagni. Successivamente, dal 1969 al 1972, fu sposata con il produttore Richard Gregson, da cui ebbe la figlia Natasha nel 1970. Dopo questo secondo divorzio, tornò insieme a Wagner e si risposò con lui nello stesso 1972. Nel 1974, la coppia ebbe una figlia, Courtney.

Durante il primo matrimonio con Robert Wagner

Durante il secondo matrimonio con Wagner

Tutto sembrava andare a gonfie vele, quando Natalie morì improvvisamente, in un assurdo incidente, la notte del 29 novembre 1981.
I fatti sono stati ricostruiti in base alle deposizioni dei tre testimoni, che poi sono anche gli unici indiziati di avere avuto un ruolo nei fatti stessi, anche se questo ruolo non è stato mai definitivamente chiarito. Il primo è Robert Wagner, il secondo è un altro famosissimo attore, Christopher Walken, nato nel 1943, il terzo è il marinaio che conduceva lo yacht della coppia, lo Splendour, Dennis Davern.

Due immagini dello Splendour

Christoper Walken all'epoca dei fatti

La Wood, Wagner e Walken passarono la serata del 28 novembre, un sabato, proprio sullo yacht, al largo dell'isola di Santa Catalina, la più vicina a Los Angeles delle Channels Islands. Natalie e Walken stavano finendo di girare un film (Brainstorm – generazione elettronica, che sarebbe uscito nel 1983) e lei lo aveva invitato a trascorre il weekend insieme. All'epoca, circolarono voci sul fatto che Walken potesse essere l'amante di Natalie o che addirittura tra i tre fosse in corso un triangolo amoroso, ma nulla è mai stato provato.
Durante la serata, i tre bevvero parecchio, come spesso accade in queste occasioni, e a un certo punto, sotto l'effetto dell'alcol, Wagner e Walken si appisolarono. In precedenza, Natalie e Wagner avevano avuto un litigio piuttosto acceso, ma senza particolari conseguenze, come testimoniarono Walken e Davern. Quando si svegliarono, in piena notte, Natalie non era più con loro.
Fu ritrovata annegata a circa un km e mezzo di distanza dallo Splendour, la mattina dopo. A poca distanza da lei, c'era un canotto di salvataggio appartente alla stessa imbarcazione.
Inizialmente si parlò anche di suicidio, ma il verdetto dell'inchiesta ufficiale condotta dalla capitaneria di porto fu di annegamento accidentale. Secondo i periti, Natalie Wood fu svegliata dal rumore del canotto che, fissato male alla imbarcazione, vi sbatteva contro; nel tentativo di legarlo meglio cadde in acqua e non riuscì più a risalire a bordo né dello yacht né del canotto, finché l'effetto combinato dell'acqua fredda e dei tanti alcolici bevuti le fece perdere conoscenza, dopodiché annegò.
Tale versione è stata messa ripetutamente in dubbio sia dalla sorella di Natalie (Lana Wood, anch'essa attrice, nota come Bond girl in Una cascata di diamanti), per la quale Natalie sarebbe stata spinta in acqua probabilmente da Wagner. A sostegno di questa ipotesi c'è il fatto che l'autopsia avrebbe evidenziato una escoriazione sul volto e dei lividi sulle braccia, possibili segni di colluttazione. Ma tali segni sono interpretabili anche alla luce dei tentativi di risalire almeno sul canotto che la donna avrebbe compiuto. Anche la testimonianza raccolta da una donna imbarcata su uno yacht vicino, per la quale, nella notte, una voce femminile chiamò ripetutamente aiuto nella notte, finché una voce maschile le rispose di non preoccuparsi, non è probante, dato che non si è riusciti mai a stabilire se la voce fosse o meno quella di Natalie.
Lana Wood (nata nel 1946) al tempo di Una cascata di diamanti

Lana e Natalie Wood

Anche Dennis Davern accusa Wagner, ma in un altro modo. Secondo lui, Wagner allertò troppo tardi la capitaneria di porto, lasciando che Natalie annegasse senza soccorsi. Secondo Davern, questo potrebbe dimostrare che Wagner era interessato a far morire Natalie per chiuderle la bocca, dato che in acqua ce l'aveva spinta lui. Tuttavia, nulla dimostra che Wagner si sia svegliato prima del momento in cui cominciò a cercare la moglie e allertò la capitaneria di porto.
Dennis Davern nel 2010

Dennis Davern e Natalie Wood sullo Splendour

Cotro queste versioni c'è un giudizio tecnico molto qualificato, quello di Thomas Noguchi, il principale patologo forense della Contea di Los Angeles, che ha trattato il caso nel suo libro Il coroner indaga. Secondo Noguchi, che esaminò il cadavere, i suoi effetti personali e la scena dei fatti, la ricostruzione dell'inchiesta è corretta su certi dettagli ma incompleta su altri.
Thomas Noguchi (nato nel 1927)

Il libro di Noguchi in cui si parla di Natalie Wood


I due volumi di Noguchi tradotti in Italiano negli anni '80

Noguchi sostiene che Natalie, con la mente annebbiata dall'alcol e furiosa con Wagner e Walken per qualcosa che era stato detto durante la discussione, durante la notte decise di lasciarli e di tornare a terra con il canotto. Lo yacht, infatti, era ormeggiato in una baia, abbastanza vicino alla riva da poter raggiungere questa in pochi minuti. Per fare questo, mise in mare il canotto di salvataggio e poi cercò di saltarci dentro, ma lo mancò e finì in acqua. Non riuscendo a risalire sullo yacht, poi, provò ad aggrapparsi al canotto, che le correnti spingevano lontano dall'imbarcazione. A un certo punto, si rese conto che non ce l'avrebbe mai fatta, ma intanto le correnti avevano spinto lei e il canotto ancora più vicini alla riva, per cui avrebbe potuto tentare di raggiungere questa a nuoto. E probabilmente ce l'avrebbe anche fatta, se non fosse stato per alcuni elementi sfavorevoli: l'acqua fredda della notte di fine autunno, l'alcol ingerito che facilitava la dispersione del calore e quindi il sopraggiungere dell'ipotermia, il peso degli abiti che indossava, che non si era mai tolta (un pigiama, una giacca a vento e un paio di calzini) e che ora dovevano essere completamente zuppi d'acqua, al punto da ostacolarle i movimenti.
Per questa ragione, mentre tentava di raggiungere la riva a nuoto, Natalie perse conoscenza per sfinimento e annegò, mentre la corrente le spingeva ancora il canotto vicino.
Non sappiamo se le cose siano andate davvero così e, certo, una simile dinamica sembra rendere ancora più assurda la tragedia della scomparsa accidentale di una giovane donna. Per il momento, però, questa rimane la ricostruzione più attendibile di quanto accadde quella notte.
Robert Wagner oggi

Christopher Walken oggi




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